Una collaborazione proposta dal presidente del CNI Rolando e il dirigente regionale della Protezione Civile Lo Monaco per definire gli interventi sul territorio nella fase di post-emergenza. A fornire il proprio contributo sarà anche l’Associazione Ingegneri Messina Emergenze Civili “Luigi Costa-
Intervenire sinergicamente sui territori interessati dal dissesto idrogeologico promuovendo iniziative a supporto dei comuni colpiti dagli eventi franosi. Questo l’obiettivo che cercheranno di raggiungere il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Ingegneri e il Dipartimento Regionale di Protezione Civile, così come -ufficializzato- nel corso della visita programmata quest’oggi nel comune di San Fratello. Un sopralluogo seguito da una seduta aperta del Consiglio Comunale indetta dal sindaco centro nebroideo Salvatore Sidoti Pinto.
A dichiararlo è il presidente nazionale dell’Ordine Gianni Rolando supportato dal Dirigente regionale della Protezione Civile Pietro Lo Monaco che, come dichiarato nel corso dell’intervista rilasciataci qualche giorno fa, ha sottolineato la necessità di un supporto “esterno” per cercare di affrontare in modo adegutato l’emergenza che sta interessando diverse zone del territorio della provincia messinese. Una collaborazione attraverso cui definire soprattutto le modalità di coinvolgimento dei professionisti ingegneri nella gestione delle fasi post emergenza.
Fase quest’ultima, a cui prenderà parte attivamente anche l’Associazone Ingegneri Messina Emergenze Civili “Luigi Costa”, attraverso la predisposizione delle attività sui luoghi il’ordine degli ing che vedrà l’entrata in scena. A tal proposito, il presidente dell’Ordine degli ingegneri della città Santi Trovato ricorda «il supporto tecnico e professionale che gli ingegneri hanno fornito in occasione della grave calamità occorsa il 1 Ottobre a Giampilieri, consentendo agli Enti preposti di programmare un primo piano di messa in sicurezza del territorio consentendo anche la possibilità di rientro di molti abitanti nelle proprie abitazioni».
In ultimo una considerazione che alla luce di quanto verificatosi negli ultimi mesi ha inevitabilmente trovato un’unanime condivisione: «Non è il più il tempo di richiedere generici interventi di manutenzione e/o azioni di tutela del territori” rivendicati specialmente in condizioni di post-emergenza – afferma Trovato – . Le categorie professionali, i cui iscritti operano sia nella libera professione che nella pubblica amministrazione, hanno il compito istituzionale ed il dovere deontologico di testimoniare con atti concreti e propositivi la presa d’atto del fallimento di una politica del fare e del far fare ad ogni costo che non ha portato, almeno fino ad oggi, alcuna vera rivalutazione e riqualificazione economica e sociale del territorio in cui si è operato. Un territorio sicuro è un territorio che attrae investitori e capitali, un territorio fragile e non adeguatamente messo in sicurezza non riuscirà a programmare neanche le emergenze, come fino ad oggi, purtroppo, è stato evidente».
