Si fa nuovamente critica la situazione igienico-sanitaria
Da quasi un mese le strade, salvo qualche giorno, sono diventate delle vere piccole discariche a cielo aperto. Dal centro alla periferia i sacchi, cartoni, ed ogni genere d´immondizia invadono le strade ed i marciapiedi, perché i cassonetti già da giorni non riescono più a contenerli. A volte è difficile persino camminare sul marciapiedi o perché totalmente invaso o per il per il cattivo e nauseante odore che impedisce di respirare.
Questi gravi disagi a causa dei lavorati dipendenti dell’Ato Me1 che per il mancato pagamento degli stipendi di ottobre, novembre e della tredicesima mensilità, hanno incrociato le braccia. Se ciò non bastasse, si e aggiunta in quest’ultima settimana, la chiusura della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea a causa del maltempo che ha reso impraticabile le strade d’accesso all’invaso. L’Ato Me 1 si sta impegnando per prendere contatti con la società che gestisce l’invaso di Siciliana (Ag). Ma, rimane da risolvere la questione dei pagamenti ai circa 180 lavoratori della società consortile Nebrodi Ambiente .Gli animi sono accesi. Il Sindacato è preoccupato, perché se non verranno assunte decisioni concrete e ufficiali, potrebbe esplodere una nuova protesta.
A tal proposito afferma il rappresentante zonale della Cisl, Calogero Emanuele «stiamo cercando di organizzare un incontro tra i lavoratori e i rappresentanti di Ato Me 1 ed gli altri Ati. La società d’ambito dovrebbe conoscere la somma da poter versare al gestore del servizio la prossima settimana. Ma, se ci fosse un impegno formale sull’accreditamento dei soldi, che siano 400 o 500 mila euro, la ditta potrebbe essere disponibile a retribuire i lavoratori, con la certezza di recuperare le somme. Intendo dire che non bastano le promesse, ci vogliono garanzie precise. Siamo preoccupati, perché i lavoratori non riescono più a sostenere la situazione-. Giorni fa, lo stesso presidente dell’Ato Me 1, Laura Trifilò, ha promesso« farò il possibile affinché il Natale sia sereno per tutti» I lavoratori, però, sono stanchi di aspettare e sperare, chiedono certezze. Vogliono i loro meritati salari.
Alberto Visalli
