Iniziativa portata avanti dal consigliere comunale Pierino Venuto
Saponara, comune della zona tirrenica, si mobilita contro i disservizi postali e lo fa con una petizione popolare che ha già raccolto 815 firme di esasperati cittadini che chiedono a Poste Italiane S.p.a. la rimodulazione del servizio nel locale ufficio postale di Saponara centro e scongiuri, da parte dell’azienda, la “tentazione” di chiudere l’ufficio stesso.
Una iniziativa portata avanti dal consigliere comunale Pierino Venuto ed ha ottenuto il sostegno del sindaco di Saponara Nicola Venuto.
Una situazione, quella degli uffici postali dai servizi quantomeno carenti, che non riguarda certo soltanto Saponara ma è generalizzata: «spiace dover constatare – scrive Venuto – che Poste Italiane spesso ragioni e programmi i propri interventi non tenendo affatto conto delle peculiarità territoriali e sociali entro cui sono inseriti i propri uffici; infatti, essendo Poste Italiane s.p.a. concessionaria del servizio postale universale ai sensi del D.M. 17.4.2000 ed in attuazione dell’art. 3 del D.Lgs. 261/99, essa non può far gravare sui cittadini disservizi o sospensioni degli stessi in particolarissime realtà territoriali come quelle in cui a pieno titolo rientra il comune di Saponara. Non a caso in una specifica controversia fra una società di servizi postali privata e Poste Italiane S.p.a. la magistratura amministrativa ha sentenziato che -il servizio postale universale è defmito infatti quale servizio idoneo ad assicurare le prestazioni in esso ricomprese di qualità determinata da fornire permanentemente in tutti i punti del territorio nazionale a prezzi accessibili a tutti gli utenti […]. La logica dell’istituto consiste nell’assicurare un insieme di prestazioni che il mercato non potrebbe garantire”.
Se si aggiunge che è un solo operatore a gestire l’Ufficio, il quadro è completo, con improvvise sospensioni del servizio che possono essere connotate appieno come interruzioni di pubblico servizio.
Sulla questione i saponaresi chiedono dunque di poter giungere ad una soluzione che possa essere equa e giusta e non penalizzi per l’ennesima volta i cittadini di realtà territoriali specifiche come quella di Saponara.
