Da un lato quella del -SS. Crocifisso il Ritrovato-, dall'altra quella di -San Basilio degli Azzurri e della Pace dei Bianchi-. Oggetto del contendere l'inagibilità della Chiesa -Nuovo Oratorio della Pace-, dalla quale i fercoli alzati a spalla dai fedeli, iniziano la processione
Partiamo da un punto fermo: quella delle -Barette”, la seconda processione religiosa più importante di Messina dopo “La Vara”, della quale quest’anno ricorre il quarto centenario, è a rischio.
E’ a rischio perché la Chiesa da dove storicamente, ogni Venerdì Santo, ha inizio la processione è inagibile, o perlomeno lo sono le travi della navata centrale della Chiesa.
Una inagibilità che ha fatto nascere una vera e propria controversia tre le due confraternite interessate alla vicenda: una, quella del SS. Crocifisso Ritrovato che usufruisce in comodato d’uso gratuito degli spazi della Chiesa adibiti a conservare le Barette e custode delle stesse. L’altra, l’Arciconfraternita San Basilio degli Azzurri e della Pace dei Bianchi, proprietaria della chiesa “Nuovo Oratorio della Pace” di via XXIV Maggio, punto di partenza della già citata processione.
Tutto ha inizio nel 2006, quando il Governatore degli “Azzurri”, prof. Giovanni De Gregorio, ha informato il “Crocifisso” che, a causa di un cedimento strutturale, la Chiesa risultava inagibile, venendo privati della custodia dei gruppi statuari».
Nel frattempo, nell’aprile 2009, arriva anche l’ordine di sgombero delle undici Barette, di cui 6 vincolate dalla Soprintendenza per il loro pregio artistico e la loro testimonianza storica, dai locali, che vengono così sistemate nel padiglione 16 della cittadella fieristica di Viale della Libertà.
Uno spostamento che, a detta di Corona, è avvenuto tempestivamente in quanto si era assicurato che i lavori sarebbero terminati in breve tempo.
«Da quel giorno sono passati cinque mesi senza nulla di fatto – dice il Governatore del “Crocifisso” – e abbiamo dunque scritto all’Arcivescovo e alle autorità cittadine per avere notizia dello stato dei lavori, ma nessuna risposta ci è arrivata».
Risposta che però è arrivata «solo sabato scorso, tramite uno scarno comunicato stampa degli “Azzurri”, che affermava che ancora non vi era stato il tempo di avviare i lavori».
Un ritardo, a detta di Corona, che pregiudicherà la realizzazione della processione in quanto logisticamente inadatta la sede della Fiera per permettere alle Barette ddi arrivare al Duomo, punto d’arrivo della processione: troppo lontana per dei simulacri troppo pesanti (occorrono circa 30 uomini per ogni fercolo) e poco dignitoso far uscire dei simboli così importanti da un padiglione dove sono depositate anche delle carrozze d’epoca.
Se Corona lamenta una mancanza di dialogo con De Gregorio, abbiamo pensato noi a contattarlo e da quest’ultimo arriva la versione della Confraternita degli “Azzurri”: «La nostra Confraternita si è attivata eccome – afferma – per sistemare la Chiesa, anche a nostre spese nonostante la somma prevista per il restauro sia di centinaia di migliaia di euro. Abbiamo incaricato degli esperti per la fase progettuale, adesso ultimata, e siamo noi stessi ad augurarci una pronta sistemazione della Chiesa, per permettere alla processione delle Barette di svolgersi anche quest’anno». Una fuga in avanti “antipatica” dunque, quella del Governatore della Confraternita del SS. Crocifisso il Ritrovato, a detta dell’omologo dell’Arciconfraternità degli Azzurri.
E per la città l’ennesima diatriba tra soggetti privati, che potrebbe portare alla perdita di una tradizione che va avanti, lo ripetiamo, da quattrocento anni.
Nell’interesse della dignità di città che Messina ha e deve continuare ad avere, speriamo che il problema possa risolversi al meglio.
E non guasterebbe che anche le istituzioni intervenissero per sedare questo aspro “battibecco delle confraternite”.
