Il segretario regionale Petrucci: «Con i lavoratori e in difesa della Repubblica fondata sul lavoro»
Il Pdci siciliano aderisce allo sciopero generale dei metalmeccanici indetto dalla Fiom-Cgil e parteciperà alla manifestazione regionale in programma a Termini Imerese.
Lo comunica il segretario regionale dei Comunisti italiani, Salvatore Petrucci, che sottolinea come «le conquiste civili conseguite dai lavoratori dopo decenni di lotta, siano spazzate dal tornado reazionario e autoritario del marchionnismo, complici un governo immobile e la generale insensibilità della incultura dominante».
In una nota, il segretario del Pdci sottolinea inoltre che « lottare per il lavoro, per i diritti, per condizioni ottimali nelle fabbriche significa lottare per la persona umana, che non sia alla mercé delle logiche di sfruttamento che vorrebbero ridurla ad automa, per giunta consenziente».
Petrucci spiega infine che «i Comunisti italiani della Sicilia saranno a Termini Imerese, con i lavoratori, a difesa della contrattazione nazionale, della rappresentanza sindacale, dei diritti nei luoghi di lavoro, della Repubblica fondata sul lavoro».
Nel documento, Petrucci elenca tutte le motivazioni che inducono il Pdci a manifestare accanto agli operai. Ve le proponiamo integralmente.
«Saremo a Termini Imerese, accanto ai lavoratori della Fiat, ed idealmente al fianco di tutti i lavoratori che sciopereranno.Ci saremo, per denunciare, ancora una volta, l’aggressione sistematica ai diritti, alle conquiste sociali e democratiche. Ci saremo, per denunciare lo smantellamento continuo della Costituzione repubblicana, fonte della civile convivenza.
Ci saremo, per essere accanto ai lavoratori che rappresentano la Storia del Paese, la storia in carne ed ossa lastricata dai sacrifici, dal sudore, dal sangue delle vittime di infortuni.
Ci saremo, per affermare che le fabbriche, come ogni posto di lavoro, sono il mondo della verità, oggi oscurata sui prosceni osceni dove si esibiscono le vanità, le facce irridenti della falsità, della mistificazione, della dittatura dell’irreale finalizzata al personale interesse.
Ci saremo, per gridare che la dignità della persona umana non può essere oggetto di baratto o di ricatto, che non può essere sacrificata sugli altari del profitto o delle crisi che un capitalismo disumano crea per affermare sempre più spietatamente, il suo potere onnivoro.
Ci saremo, in un giorno di freddo inverno, per squarciare l’oscurità che avvolge questi nostri giorni e toglie, soprattutto ai giovani, la luce del futuro, il calore della speranza.Saremo, come sempre, sulle vie della libertà, della convivenza democratica, della giustizia, dell’eguaglianza:Italiani della Repubblica democratica fondata sul lavoro».
