L'assicuratore in pensione fu rapito nell'ottobre dell'anno scorso per costringerlo a consegnare 400mila euro ad un imprenditore di Venetico
Cinque richieste di rinvio a giudizio sono state avanzate dal sostituto della Dda di Messina Giuseppe Verzera e da Francesco Massara della Procura di Barcellona per il sequestro a scopo di estorsione dell’assicuratore in pensione Leonardo Quattrocchi di Barcellona.
Non è stata ancora fissata la data dell’udienza preliminare ma davanti al gup Maria Vermiglio compariranno l’ideatore del rapimento, l’imprenditore di Venetico Nicola Ruggeri,(foto 1) l’operaio romeno e carceriere Ioan Phoata (foto 2), la convivente di Ruggeri, Alina Maria Neagu, rumena di 26 anni, residente a Torregrotta, Melin Pino, 19 anni, ex fidanzata di Phoata ed un amico del rapito, Salvatore Urso, 58 anni, impiegato dell’Agenzia delle entrate di Barcellona. Le disavventure per Leonardo Quattrocchi iniziarono il 13 ottobre scorso quando venne rapito mentre si trovava in un bar di Barcellona. Fu prelevato con la forza, spinto in macchina e trasportato nelle campagne di Saponara dove fu rinchiuso in un casolare. Cinque giorni dopo il pensionato fu condotto a Milano dove avrebbe dovuto versare a Ruggeri 400mila euro. La somma era solo una parte dell’ingente cifra che il pensionato di Barcellona aveva trasferito dalla Svizzera e che, secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri, era il provento di truffe messe a segno ai danni di ben 18 istituti di credito. L’accredito in banca del denaro però richiedeva qualcosa come cinque giorni di tempo e così Quattrocchi venne nuovamente trasferito in Sicilia. Questa volta fu tenuto prigioniero in un appartamento di Venetico da dove, riuscì a fuggire la notte del 31 ottobre. Quattrocchi appena libero si recò subito dai Carabinieri e raccontò quanto gli era accaduto, facendo i nomi dei suoi rapitori. Ruggeri e Phoata furono arrestati mentre gli altri furono iscritti nel registro degli indagati.
