Servizi sociali, la Cgil lancia l'allarme: «In ballo l'assistenza e 120 posti di lavoro»

Servizi sociali, la Cgil lancia l’allarme: «In ballo l’assistenza e 120 posti di lavoro»

Servizi sociali, la Cgil lancia l’allarme: «In ballo l’assistenza e 120 posti di lavoro»

martedì 14 Ottobre 2008 - 13:56

Spanò e Oceano dopo la notizia del taglio di 2 milioni di euro : «Invece di adeguarci ai livelli delle altre città sprofondiamo sempre di più»

Il buco è di 2,2 milioni di euro, come annunciato dall’assessore b>Pinella Aliberti. Ma sono altri i numeri che rendono chiaro come sia alle porte una vera e propria emergenza, qualora l’amministrazione decidesse di non rifinanziare il settore dei servizi sociali dopo il taglio operato dal commissario Gaspare Sinatra: 900 anziani che ricevono una media di due ore di assistenza domiciliare alla settimana, una casa di riposo, 2 asili nido, 33 disabili in regime assistenziale residenziale, 100 persone alle quali viene erogato il telesoccorso, 150 i disabili per i quali viene effettuato il trasporto e l’igiene scolastica. Il tutto per 120 posti di lavoro. Numeri già insufficienti per una città con una popolazione di 250mila abitanti, ma che rischiano addirittura di sparire se non si porrà rimedio alla voragine creatasi.

Un rischio che, secondo il segretario generale della Cgil Franco Spanò e il responsabile della Funzione Pubblica Lillo Oceano è più che concreto. «Secondo voci che si vanno facendo ogni giorno più insistenti – affermano – il Comune di Messina non intenderebbe rifinanziare i 2,2 milioni di euro tagliati dal Commissario Sinatra ai finanziamenti per i servizi sociali. Il risultato sarebbe una catastrofe». La Cgil ricorda che fino al 2007 i fondi destinati ai servizi sociali nella città di Messina ammontavano a circa 15 milioni di euro, che verrebbero ridotti a meno di 13milioni. «Messina – rileva Spanò – risulta già agli ultimi posti in Italia per i servizi sociali erogati. Invece di cercare di adeguarci alle altre città italiane si pensa addirittura di tagliare».

«Solo gli anziani a Messina – aggiunge Oceano – sono più di 66mila a fronte di circa 400 prestazioni giornaliere, alcune di appena un’ora. Senza contare la questione degli asili nido e dell’assistenza ai disabili che per inconsistenza rappresentano un vero scandalo». Secondo Spanò «la razionalizzazione delle spese che il comune di Messina deve perseguire non può avvenire tagliando servizi indispensabili e impoverendo un tessuto occupazionale già ridotto ai minimi termini». I sindacati avevano già richiesto al sindaco un confronto sulla riorganizzazione dei servizi sociali in città e sui meccanismi di tutela dei lavoratori del settore, «troppo frequentemente – conclude Oceano – vittime insieme agli utenti delle inefficienze di un sistema più attento al consenso politico che al benessere dei cittadini».

(nelle foto di Dino Sturiale: Spanò e Oceano)

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