I dipendenti ancora in attesa degli arretrati sperano in un nuovo intervento del prefetto Francesco Alecci
Passano i mesi, ma la situazione non cambia, o meglio non cambiano le ragioni della protesta che ancora una volta vede protagonisti i lavoratori delle cooperative sociali Ato3, oggi organizzati in sit-in (ore 9.30 Prefettura) per manifestare contro il mancato pagamento degli arretrati e contro un’assente politica di programmazione occupazionale. Ad affermarlo, in una nota diffusa qualche giorno fa per annunciare lo sciopero programmato, la segreteria dell’OrSa Sicilia. Nel mirino dei sindacati, sono soprattutto le cooperative Progetto sociale, Mediazione Sociale, Nuovo Progetto Ambiente e Omnia Servizi.
In una lettera rivolta la prefetto Francesco Alecci, i 17 dipendenti Ato3 ribadiscono che la situazione non ha fatto registrare alcun miglioramento, rimanendo “arroccata in dinamiche farraginose intrise di rimbalzi di responsabilità volti a sballottare i lavoratori da un ufficio all’altro per mendicare il riconoscimento dei salari già insufficienti a garantire il decoroso sostentamento delle loro famiglie (480 euro mensili)”. Un realtà ancora più difficile da sopportare con l’arrivo delle festività natalizia, sia in termini “pratici” che umani
“I dirigenti comunali interessati alla delicata questione – denuncia l’OrSa – reagiscono con disarmante superficialità alle rivendicazioni dei lavoratori e omettono finanche di valutare gli insperati obiettivi raggiunti con l’inserimento nel mondo del lavoro dei soggetti svantaggiati che ci onoriamo di rappresentare». Il sindacato porta a sostegno del buon lavoro svolto «la nota di merito rilasciata dalla Questura di Messina per la professionalità e l’impegno mostrato dai nostri lavoratori nell’espletamento delle mansioni affidategli, nonché alcuni attestati di formazione rilasciati dal Ministero del Lavoro a soggetti svantaggiati che grazie all’opportunità offertagli sono riusciti a tagliare i ponti con il mondo dell’illegalità per inserirsi a pieno titolo nella società attraverso l’autonomia lavorativa. Ci chiediamo se in una città massacrata da ogni sorta di inefficienza e priva di strutture dedicate ai meno fortunati sia possibile trascurare tali significativi risultati vanificando il tutto per ciniche questioni di bilancio».
«Risulta paradossale – aggiunge l’Orsa – che nella fase in cui il Comune di Messina annuncia nuove assunzioni di figure dirigenziali, non si trovino le risorse necessarie per riconoscere salari minimi che sfiorano la soglia dello sfruttamento e non si esita a rimettere nella strada soggetti in piena fase di recupero per il riscatto con la società». Questioni che i lavoratori sperano di poter fare nuovamente presenti al prefetto. Ad alimentare l’insofferenza dei lavoratori sulla gestione complessiva dei servizi di raccolta rifiuti da parte di Ato3 e Messinambiente, la polemica innescata dalle dichiarazioni dello stesso numero uno di Messinambiente, Dalmazio: “La diatriba in atto – scrive l’OrSa – è l’emblema di una città che ha fatto della disorganizzazione strumento di gestione delL servizio pubblico essenziale. La lettera aperta di Dalmazio sembra fondamentalmente un già visto atto di accusa nei confronti dei lavoratori del settore; come spesso accade, quando i servizi non funzionano il sistema più semplice per liberarsi dalle responsabilità è quello di scaricare, in un modo o nell’altro, l’inefficienza sul costo del lavoro con il chiaro obiettivo di recuperare il rosso in bilancio attraverso tagli e licenziamenti. Sul versante ATO3 insiste il silenzio tattico, lo stesso silenzio con cui si risponde ai lavoratori delle cooperative sociali che da mesi rivendicano l’erogazione dei salari arretrati; se salari si possono denominare mensilità quantificabili in 480 euro”.
A protestare questa mattina a fianco dei 17 lavoratori nelle cooperative sociali, anche una rappresentanza del Nolu (Nucleo Organizzato Lavoratori Uniti)
