Sopralluogo dei sostituti Ciranna e Sciglio nei centri colpiti dall'alluvione

Sopralluogo dei sostituti Ciranna e Sciglio nei centri colpiti dall’alluvione

Sopralluogo dei sostituti Ciranna e Sciglio nei centri colpiti dall’alluvione

lunedì 12 Ottobre 2009 - 13:06

I magistrati titolari dell'inchiesta hanno voluto rendersi conto di persona della drammatica situazione

Nuovi tasselli si aggiungono al puzzle di un’inchiesta giudiziaria lunga e complessa. In Procura le bocche restano cucite ma nel silenzio il pool, coordinato dal Procuratore capo Guido Lo Forte, continua a lavorare alacremente.

I sostituti procuratori Francesca Ciranna ed Adriana Sciglio stamani si sono incontrate per tirare le somme della prima settimana di lavoro. Con loro il maggiore Marco Aquilio del Reparto Operativo dei Carabinieri che dal giorno del nubifragio è impegnato in un’opera incessante di raccolta di prove e dati utili alle indagini. I due magistrati oggi hanno chiesto un’ulteriore acquisizione di documenti che potrebbero chiarire alcuni aspetti dell’inchiesta, soprattutto relativi ai piani regolatori ed alle concessioni edilizie.

L’incontro di oggi segue di 48 ore il sopralluogo effettuato sabato mattina dai sostituti Ciranna e Sciglio nei centri colpiti dall’alluvione. Insieme con i Carabinieri del Reparto Operativo hanno trascorso l’intera mattinata a constatare gli effetti del nubifragio e rendersi conto di persona della situazione. E mentre nel Duomo di Messina venivano celebrati i funerali delle vittime i due magistrati hanno visitato villaggi semideserti come Giampilieri Superiore, Briga Superiore, Molino ed Altolia ma anche la martoriata Scaletta Zanclea. I magistrati hanno voluto vedere una per una le case rase al suolo e si sono soffermati a visionare le singole frane che si sono abbattute sui centri abitati. Con la stessa meticolosità hanno chiesto ai Carabinieri di mostrare loro le gabbie di pietre, realizzate l’anno scorso sulla collina di Giampilieri e spazzate via dal fango la sera del primo ottobre scorso. Quindi a Scaletta i sostituti titolari dell’inchiesta si sono recati presso Palazzo Pagliuca, diventato il simbolo di questa tragedia con le sue pareti inclinate. Tanto che si è reso necessario abbatterlo per evitare il rischio che crollasse sui soccorritori. Anche a Scaletta i magistrati hanno visionato il torrente straripato e la parte di collina letteralmente franata sul paese. Un quadro d’insieme utile al prosieguo delle indagini e la possibilità di predisporre nuovi accertamenti ed ulteriori indagini sui mancati interventi e sullo stato degli edifici. Ma su questo aspetto da giorni sono già al lavoro i tre consulenti nominati dalla Procura.

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