Stato di agitazione all'Autogrill di Tremestieri. Possibile la via dello sciopero

Stato di agitazione all’Autogrill di Tremestieri. Possibile la via dello sciopero

Stato di agitazione all’Autogrill di Tremestieri. Possibile la via dello sciopero

giovedì 10 Giugno 2010 - 11:29

I dipendenti chiedono che vengano ripristinate adeguate condizioni di lavoro

Dopo la stazione di ristoro di Villafranca, acque agitate all’Autogrill autostradale di Tremestieri dove i lavoratori stanchi dell’inqualificabile comportamento aziendale hanno proclamato lo stato di agitazione. A far montare la protesta l’incomprensibile mancanza di dialogo tra dipendenti ed Azienda. “Da tempo ormai – spiegano Andrea Miano, segretario provinciale della Filcams-CGIL, ed Eliseo Gullotti, segretario provinciale della UILTuCS-UIL – all’Autogrill di Tremestieri non vengono più rispettati i buoni rapporti sindacali e i lavoratori vengono sottoposti a turni “sui generis” ed “ad personam”, con il risultato che mentre alcuni dipendenti sono sottoposti a turni massacranti altri si permettono il lusso di oziare. Non solo, i lavoratori che non si adeguano a determinate modalità lavorative vengono di volta in volta vessati e danneggiati nelle turnazioni, per non parlare delle ore di straordinario, già pianificato nelle turnazioni settimanali, concesse solo a pochi eletti, e dei trasferimenti temporanei ad altra sede decisi in maniera unilaterale.”

“Questi – proseguono Miano e Gullotti – sono alcuni esempi del clima che si respira presso questa struttura. Una struttura la cui mal gestione si ripercuote sul tipo di servizio erogato alla clientela mettendo a serio rischio i lavoratori e i loro stessi posti di lavoro. Sono molte, infatti, le lamentele dei clienti alle quali debbono fare fronte i lavoratori, dai prezzi piuttosto alti che non giustificano il servizio ricevuto, al continuo bombardamento al quale il personale di cassa è obbligato a sottoporre l’avventore per l’acquisto di articoli non desiderati”.

“I lavoratori – concludono Miano e Gullotti – hanno deciso di dire basta a questo clima persecutorio e alle continue minacce più o meno velate e di scendere in campo a tutela del proprio posto di lavoro. Ecco perché abbiamo dichiarato lo stato di agitazione e, in assenza di un fruttuoso dialogo con l’azienda, non escludiamo forme più eclatanti di protesta, quale lo sciopero di tutto il personale”.

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