“E’ legge di natura che quando si sente “l’odore della carne” gli uccelli più rapaci tendono a “catapultarsi” per sfamare la loro incontenibile avidità”: questa la metafora che, a detta del portavoce del comitato pendolari Interdonato (nella foto), sintetizza alla perfezione la situazione dei pendolari dello stretto in balia di quotidiane difficoltà per il raggiungimento della sponda calabra. “Il corpo dei pendolari – afferma Intedonato – è stanco ma ancora vitale e pronto a reagire nell’apprendere che Bluvia vorrebbe lenirne le sofferenza con un aumento di corse con Reggio Calabria e con l’istituzione di una linea Villa-Messina”. Ciò che invece Interdonato richiede è l’istituzione di un contratto di servizio in cui emergano gli obblighi e le garanzie istituzionali di un reale diritto di mobilità. Inoltre, i pendolari, vorrebbero ricordare “che non sono turisti occasionali ma risorse per lo sviluppo dell’Area dello Stretto, ai quali diventano pesantissimi gli arbitri tariffarie degli operatori pubblici e privati. Per cui, sarebbe necessario – continua Interdonato – che si aggiornasse il concetto di “continuità territoriale” e si comprendesse oltre al ferroviario anche i passeggeri e gli automezzi soggetti al traghettamento tra le due sponde”.
