Il capo dipartimento della Presidenza del Consiglio spiega il “rinvio- del Decreto Messina a dopo le elezioni. Massaro: «Si eviti la demagogia, Alecci metta Rfi di fronte alle proprie responsabilità»
L’OrSA Navigazione non ci sta, e scende in piazza insieme al Sap (Sindacato autonomo precari) nel sit-in che da questa mattina si tiene nei pressi della villa Mazzini. A determinare quella che il segretario provinciale Mariano Massaro (nella foto) definisce «la ripresa del conflitto» sono state, tra l’altro, le dichiarazioni del Capo Dipartimento della Presidenza del Consiglio Francesco Boccia, che alla fine dello scorso anno era stato a Messina per illustrare insieme al prefetto Francesco Alecci i contenuti del Tavolo istituzionale e del “decreto Messina-, e che ieri ha spiegato perché questo iter ha rallentato (anzi, si è proprio fermato), affermando che tutto riprenderà dopo le elezioni di aprile che ridaranno un governo al Paese.
Affermazione che, dichiara Massaro, «piomba come un macigno sulle aspettative dei marittimi precari che avevano riposto ogni speranza per la loro stabilizzazione sull’accordo raggiunto nel tavolo ministeriale del 18 gennaio. Il tavolo istituzionale città di Messina sarebbe stato lo strumento del prefetto Alecci per emanare l’ordinanza utile alla stabilizzazione dei marittimi che appartengono alla cosiddetta fascia debole. In una città dove il commissario Sinatra ha assunto iniziative improprie che sfiorano il confine dell’illecito, è paradossale prendere atto della posizione eccessivamente etica del governo uscente che, per una sorta di deontologia politica, evita, in regime di ordinaria amministrazione, di dar seguito all’istruttoria indispensabile per risolvere le emergenze di una città in profonda crisi. Il Capo Dipartimento Boccia – prosegue Massaro – abbia almeno il buon senso di evitare la demagogia e il becero populismo elettorale, i lavoratori si sentono presi in giro dalla favola che tutto riprenderà con la prossima legislatura».
C’è anche l’ombra del Ponte e dunque del futuro di Rfi sullo Stretto a preoccupare l’OrSA: «I rappresentanti degli schieramenti candidati al governo, Di Pietro da una parte, Berlusconi e Lombardo dall’altra, non fanno mistero del voler riproporre il ponte sullo Stretto che servirà ad Rfi come ennesimo alibi per smantellare il sistema di traghettamento pubblico, è già successo e ancora se ne pagano le conseguenze, altro che stabilizzazione dei precari. Rfi la smetta con l’indecorosa melina, non serve nessun tavolo istituzionale per procedere alla regolarizzazione di lavoratori sfruttati alla bisogna in un servizio pubblico in cui la cronica insufficienza di personale ha reso lo straordinario selvaggio l’allarmante consuetudine che giornalmente espone a serio rischio la sicurezza dell’utenza e degli equipaggi. Confidiamo, ancora una volta, sulla sensibilità del Prefetto Alecci per mettere Rfi d’avanti alle proprie responsabilità».
«Le vertenze insolute di ATM, Feluca, ATO3, Policlinico, soc. Garibaldi, cantieri della zona falcata – è l’amara conclusione a cui giunge Massaro – sono logica conseguenza di una politica che ha dimostrato incompetenza e poca voglia di risolvere i problemi dei lavoratori, anche i più semplici. Stanchi del continuo rimbalzo di responsabilità mirato al mantenimento dello status quo, prendiamo atto del fallimento di ogni mediazione politica e riteniamo inevitabile riprendere la lotta al fianco dei lavoratori».
