Teatro Vittorio Emanuele, i sindacati lanciano l'allarme: «Andando avanti così l'istituzione scomparirà»

Teatro Vittorio Emanuele, i sindacati lanciano l’allarme: «Andando avanti così l’istituzione scomparirà»

Teatro Vittorio Emanuele, i sindacati lanciano l’allarme: «Andando avanti così l’istituzione scomparirà»

giovedì 02 Luglio 2009 - 09:59

Cgil, Cisl, Uil e Cisal lanciano l'allarme su due fronti: il taglio dei finanziamenti da parte della Regione e l'assenza di una pianta organica, che mette a rischio la stagione 2010

Si ritorna a parlare di Teatro Vittorio Emanuele e dei tagli economici che l’ente messinese ha subito negli ultimi tempi.

Sono i sindacati Cgil, Cisl, Uil, e Cisal a fare quadrato e proclamando lo stato di agitazione di tutto il personale, stabile e precario, e chiedono un’audizione alla Commissione cultura all’Ars per cercare di salvare la principale istituzione culturale della città dello Stretto. Al centro della protesta la sensazione crescente che in sede regionale il Vittorio Emanuele di Messina sia sempre più emarginato a favore dei Teatri di Catania e Palermo.

«I numeri sono chiari – commentano Biagio Oriti segretario generale della Slc Cgil, Domenico Allegra della Fistel Cisl, Nicola Alessi della Uilcom Uil e Antonino Giuffrè della Fials Cisal. Nel 2008 i finanziamenti per i teatri siciliani ammontavano a 31milioni400mila euro per Palermo, 26milioni per Catania e 6milioni 660mila per Messina, importo quest’ultimo che nel 2009 è stato decurtato di 540mila euro. Somma che quasi interamente viene invece dirottata sul Biondo di Palermo che quest’anno riceverà 500mila euro in più, spiegano i sindacalisti».

Questione collaterale a quella dei finanziamenti, è quella relativa alla mancata approvazione da parte della regione della Pianta organica del teatro. «A distanza di oltre 10 anni dalla sua costituzione, l’Ente Teatro di Messina non si è ancora dotato di una Pianta organica ma due anni fa, l’Ente, d’accordo con le OOSS ha approvato uno schema di PO che è rimasta insabbiata sul tavolo dell’assessorato competente, con buona pace della legge regionale che prevede la stabilizzazione dell’Orchestra».

Cgil, Cisl, Uil, e Cisal lanciano l’allarme anche sulla gestione del teatro: «Senza il rinnovo degli organismi di guida del teatro, e con la presenza occasionale del Commissario straordinario, non si sta predisponendo il cartellone per il prossimo anno. Se Provincia e Comune ai quali compete la nomina del CdA non si muoveranno in fretta in difesa della principale istituzione culturale cittadina, presto in città non ci sarà nemmeno più un teatro di cui parlare».

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