Un investimento costato complessivamente 150 milioni e che interesserà le tratte di Messina-Siracusa- Catania: possibile controllare il traffico ferroviario e le operazioni ad esso connesse attraverso un unico posto di comando. «Un intervento che si colloca in un’ottica di ammodernamento delle infrastrutture siciliane» spiega Rfi
Saranno treni “speciali” quelli che viaggeranno lungo l’asse ferroviario Messina-Giampilieri, perché controllari attraverso un sistema di elevata tecnologia, una “tecnologia d’eccellenza” che per fasi verrà inserito lungo l’intera linea Messina-Catania-Siracusa. Attraverso il Sistema di Comando e Controllo (Scc) sarà infatti possibile telecomandare a distanza, da un’unica cabina di presente a Palermo, anche i 16 k di linea, 3 stazioni e 7 fermate, quelle appunto di Messina. Un progetto che, come sottolineato in comunicato diffuso da Rfi, rientra in un ampio progetto di ammodernamento che interesserà le infrastrutture dell’Isola.
Rfi si “difende” dunque dagli attacchi di più volte ha accusato la volontà di tenere in secondo linea il trasporto ferroviario siciliano, e lo fa illustrando una per una le avanzate caratteristiche del nuovo sistema attivato anche sui binari messinesi. Un meccanismo di grande prestigio che a breve verrà attivato anche nel modulo che collega Giampilieri e Taormina (32 km, 9 stazioni), e poi ancora Taormina e Catania (48 km e 10 stazioni) e Catania-Siracusa(68 km, 8 stazioni). Interventi che costeranno al gruppo la cifra complessiva di 150 milioni di euro, frutto della ricerca e dello sviluppo compiuto dai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana ed realizzati da Ansaldo Segnalamento Ferroviario.
In termini pratici, l’SCC sostituisce la più vetusta tecnologia CTC(Centralized Trafic Controllo) che anziché prevedere l’integrazione far le diverse operazioni riguardanti la gestione del traffico sui binari ferroviari in un unico posto di comando si base su un controllo decentrato sul territorioe, e ciò soprattutto per le linee ferroviarie a basso livello di traffico ferroviario. Proprio come attualmente si riserva di essere la tratta Messina-Giampilieri che tuttavia Rfi ha ricompresso nell’ampia opera di “conversione” che interesserà Messina-Catania-Siracusa.
Per l’attrezzamento tecnologico del Posto centrale di Palermo sono stati installati circa 20 elaboratori con funzioni di server, 4 postazioni-operatore (a regime 10). Per poter controllare i posti periferici saranno posati complessivamente circa 250 chilometri di cavi in fibra ottica – che si aggiungeranno ai 200 km già esistenti – per i dati diagnostici, le informazioni al pubblico e le operazioni tecniche effettuate a distanza. Il Posto centrale di Palermo, che a regime controllerà circa 400 chilometri della rete isolana. Le stazioni e fermate saranno gestite a distanza grazie a cavi in fibra ottica ad alta capacità trasmissiva, saranno oltre 100.
I vantaggi che apporterà l’introduzione dell’SCC riguarderanno sia gli operatori che la circolazione vera e propria dei mezzi. Sotto il primo fronte, gli operatori lavoreranno con postazioni informatiche di ultima generazione, avranno schematizzati e visualizzati, in tempo reale, sui monitor dei computer tutti gli itinerari relativi ai treni in circolazione nel nodo di Palermo e sulle direttrici Palermo – Messina e Siracusa – Messina. In ordine invece alle questioni strettamente riguardanti lo scorrimento delle vetture, l’SCC consente, sfruttando le potenzialità offerte dall’elettronica, una migliore operatività nella gestione e nel controllo della circolazione dei treni in tutte le stazioni, la diffusione in tempo reale delle informazioni alla clientela sulla marcia dei treni e una diagnostica centralizzata di tutti gli apparati presenti sulla linea.. Scambi, segnali, passaggi a livello, eccetera) non saranno più manovrati dal personale sul posto ma da un’unica “cabina di regia”, a Palermo. L’apparato consente, inoltre, una maggiore sicurezza nella circolazione dei treni e una consistente diminuzione dei tempi tecnici necessari per effettuare, nelle stazioni, il transito e gli incroci dei treni.
Il Sistema di Comando e Controllo opera secondo una visione di sistema: alla capacità di gestire la circolazione su una vasta area, aggiunge per la prima volta anche la diagnostica degli apparati finalizzata alla manutenzione, la tele-sorveglianza delle stazioni e l’informazione al pubblico. Tutto questo con un miglior rapporto fra costi di gestione e prestazioni: miglioramento della qualità dell’offerta di infrastruttura, maggiore efficienza nel processo di manutenzione, maggiore protezione dei beni della società contro atti vandalici e furti.
Lo sviluppo di questo sistema è iniziato sulla rete italiana nel 1997. Il primo impianto è stato inaugurato il 8 luglio 2002 a Pisa dove è stato installato un SCC in grado di controllare e comandare il traffico dalla Stazione di Genova Brignole alla stazione di Maccarese, la linea Pontremolese, il nodo di Lucca e la Pisa-Empoli. L’impianto di Pisa impegna una ventina di operatori nella grande sala-controllo dotata di 80 m2 di pannelli luminosi. L’impianto di SCC è in corso di installazione su tutte le principali linee e nodi della rete italiana, con la previsione di raggiungere il 97 % di linee Rfi.
Ad essere già dotati del sistema le seguenti tratte
Linee tradizionali
– Bologna – Brennero (sede Verona)
– Direttrice Adriatica (sede a Bari) — terminata
– Direttrice Tirrenica (sede Pisa) — terminata con diramazione Pisa-Empoli e Pontremolese
– Nodo di Bologna
– Nodo di Genova
– Nodo di Napoli
– Nodo e bacino di Venezia/Pontebbana (sede a Mestre) — terminata
– Rete Sarda (sede Cagliari) — terminata
– Nodo di Palermo terminata tratta Patti-Palermo Brancaccio
Linee AV/AC
– Nodo di Bologna
– Torino – Milano
– Milano – Venezia
– Milano – Firenze
– Nodo di Roma
– Milano – Genova
– Roma – Napoli
