I provvedimenti scattati questa mattina a seguito delle indagini condotte dal Nucleo operativo ecologioco di Roma. Il materiale proveniente dal centro tirrenico e da altre parti d'Italia veniva inviato nella discarica di Pomezia in forma friabile altamente cancerogena
I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma, nelle prime ore della mattina, hanno eseguito nove misure cautelari personali (sei e tre obblighi di dimora nel comune di residenza), per traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi. In particolare si tratta di rifiuti contenenti amianto in forma friabile, altamente cancerogeno, provenienti principalmente dal sito di bonifica di interesse nazionale di Milazzo e da altre parti d’Italia e inviati presso la discarica di Pomezia, idonea a ricevere esclusivamente amianto compatto. La condotta illecita di produttori, intermediari e smaltitori di tali rifiuti, secondo i militari dell’Arma, è stata agevolata attraverso azioni di corruzione e di concussione da parte dei titolari della discarica e di funzionari pubblici.In carcere, su disposizione della Procura di Velletri, è finito Vittorio Rizzo, mentre hanno ottenuto i domiciliari Paolo Petricca, Marina Pinzari, Agnello Bonaiuto, Claudio De Cecco e Silvana Mattei. Obbligo di dimora per Paolo Andreini, Laura Maria e Rodolfo Stella. Nell sito laziale sarebbe finito amianto frantumato proveniente dalla ex Sacelit e dalla ex Nuova Sacelit di San Filippo del Mela e Pace del Mela. In realtà la discarica poteva ospitare solo amianto compatto.
(foto Dino Sturiale)
