La Procura di Reggio Calabria ha inoltre disposto come pena accessoria l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni
Tre anni per rivelazione di segreto d’ufficio e cinque di interdizione dai pubblici uffici. Così ha deciso la I sezione del Tribunale di Reggio Calabria, presieduta dal giudice Silvana Grasso, che ieri ha emesso la sentenza di condanna nei confronti dell’ex segretario dell’Udc Michele Caudo.
Accolta dunque la richiesta del pm Beatrice Ronchi che aveva chiesto la condanna a tre anni per Caudo nell’ambito del processo stralcio per le -soffiate- sull’inchiesta Oro grigio.
Il tribunale reggino ha inoltre dispoto l’interdizione dai pubblici uffici come pena accessoria. Caudo, attuale consigliere dell’Amam, è accusato di aver rivelato al capo settore urbanistica del Comune, Marcello Minutoli, che il suo telefono era sotto controllo. Il tutto sarebbe successo nei giorni successivi ai sequestri della polizia negli uffici di Palazzo Zanca, nel 2006 nell’ambito dell’inchiesta “Oro Grigio” sulla speculazione edilizia del complesso “Green Park” sul torrente Trapani. -Soffiata- confermata agli inquirenti dallo stesso Minutoli, che sentito dalla Squadra Mobile, ammise di avere ricevuto qeust’informazione da Caudo, facendo anche il nome del procuratore aggiunto di Messina, Pino Siciliano, in stretti rapporti con il segretario dimissionario dell’Udc.
E proprio la Procura di Reggio Calabria ha riaperto il 17 maggio l’indagine per rivelazione d’ufficio a carico dell’ex procuratore aggiunto. Un’indagine originata dall’inchiesta “Oro Grigio” e archiviata in un primo momento.
(foto Dino Sturiale)
