La denuncia è della Cgil: «Dal 14 giugno i messinesi viaggiano su Intercity invece che su Espresso: stessa composizione, stessa offerta, cambia solo il nome. Ma c'è il sovrapprezzo. La politica locale o è incapace o è complice»
Oltre al danno la beffa. Dopo aver tolto dalla circolazione un traghetto dallo Stretto, le Ferrovie dello Stato aumentano anche i prezzi sui treni che ogni giorni, alle 22 e alle 23,55, partono da Messina con destinazione Roma. La qualità è migliore? Il servizio è diverso? No, a cambiare è solo il nome del treno, che non si chiama più Espresso ma Intercity. A denunciare l’ennesimo paradosso che danneggia l’utenza messinese è la Cgil. «Dallo scorso 14 giugno – spiegano il segretario generale Lillo Oceano (nella foto) e il segretario del comparto trasporti Pino Foti – i passeggeri che, da Messina, si imbarcano sui due treni per Roma, senza saperlo, invece di viaggiare in Espresso viaggiano in Intercity, e si ritrovano una tariffa del biglietto maggiorata. Per questi passeggeri non è cambiato niente, né la composizione del treno né la qualità offerta ma Trenitalia, azienda del gruppo FS a totale capitale pubblico, con un semplice cambio di nome ha imposto immediatamente il sovrapprezzo».
«Da un parte – aggiungono Oceano e Foti – si riducono i treni e le navi, e dall’altra, quindi, si aumenta il costo del biglietto senza contare che da mesi, ed in barba a qualsiasi obbligo nei confronti dello Stato e non di meno degli utenti, la stessa società, continua ad impedire che i viaggiatori possano prenotare ed accedere su alcune vetture, preferendo far circolare per l’Italia carrozze vuote in modo da dimostrare quanto siano antieconomici i treni meridionali. Mentre il Governo continua a dirottare, direttamente o attraverso le società pubbliche come FS, risorse verso il nord, nel Mezzogiorno vengono così immotivatamente aumentati i costi a carico dell’utenza e contemporaneamente vengono tagliati i servizi».
«I vertici di Comune e Provincia – concludono i rappresentanti della Cgil – insieme alla deputazione locale, di fronte a questa situazione, o sono assolutamente incapaci di rappresentare e difendere i diritti di questa città e del territorio, o sono più semplicemente complici di un governo amico».
S.C.
