Il triste caso sociale di via Sicuro si chiude con un ricovero

Il triste caso sociale di via Sicuro si chiude con un ricovero

Il triste caso sociale di via Sicuro si chiude con un ricovero

lunedì 06 Luglio 2009 - 07:38

Oggi i Servizi sociali avrebbero dovuto intervenire, ma nel fine settimana il servizio Salute mentale dell’Asl ha optato per il trattamento sanitario obbligatorio: l’uomo che viveva nella sporcizia e nel degrado ricoverato da sabato

«Vive tra cattivi odori, sporcizia e pelli di animali morti in un appartamento non suo». Così avevamo titolato, cinque giorni fa, l’articolo che raccontava la triste storia di un uomo, P.C., che da anni, come ci ha denunciato con una lettera l’amministratore del condominio in cui abita, Salvatore Sabato, vive in uno stato di degrado assoluto. Il caso, uno dei drammi non più rari nella nostra città, ha vissuto un passaggio importante nel fine settimana. Da sabato, infatti, P.C. non è più nella abitazione di via Francesco Sicuro (che dal 2005, peraltro, non è più sua ma di proprietà al 50 per cento della moglie e al 50 proprio del Sabato). Il servizio di Salute mentale dell’Asl, anticipando il sopralluogo che oggi avrebbe dovuto effettuare l’assistente sociale, ha infatti posto in essere le procedure, in coordinamento con gli agenti della Polizia municipale, per il ricovero in Trattamento sanitario obbligatorio (Tso).

Il Tso ospedaliero, lo ricordiamo, è un atto disposto dal sindaco quando: una persona affetta da malattia mentale necessiti di trattamenti sanitari urgenti; rifiuti il trattamento; non sia possibile prendere adeguate misure extraospedaliere. Ha una durata massima di sette giorni, ma può essere rinnovato e quindi prolungato in caso ne permanga la necessità.

Così ci aveva presentato la situazione Salvatore Sabato, l’amministratore del condominio e co-proprietario dell’appartamento in cui viveva P.C., nella lettera-denuncia con la quale questo giornale ha acceso i riflettori su un caso che i Servizi sociali seguivano, comunque, dal mese di marzo: «Da settimane (parlo dell’estate scorsa) sentivamo cattivi odori provenire dall’immobile. Cattivi odori che mi han portato anche a chiamare la forza pubblica date le “disgrazie annunciate” che popolano spesso le pagine dei quotidiani. Comunque nell’accesso fatto ho potuto constatare che all’interno dell’appartamento, oltre a cumuli di spazzatura, sporcizia di ogni genere, sacchetti pieni di roba sporca, vi sono anche pelli di animali morti e, considerando anche che P.C. non ha l’acqua ma usa il bagno, credo che non si debba aggiungere altro».

L’assessore ai Servizi sociali del Comune, Pinella Aliberti, si è mostrata subito disponibile a seguire personalmente la vicenda, e lo ha fatto ponendosi sempre come unico obiettivo lo stato di salute di un uomo che evidentemente aveva bisogno d’aiuto. Il ricovero è l’epilogo più triste ma probabilmente inevitabile di questa brutta storia sociale. Purtroppo non l’unico dramma di una città che non a caso è ai bassifondi delle classifiche nazionali anche per la qualità dei servizi sociali.

(foto Sturiale)

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