Verde pubblico. L'OrSa accusa i vertici dell'Ato3 di «Completo immobilismo. Manca un'organizzazione efficiente»

Verde pubblico. L’OrSa accusa i vertici dell’Ato3 di «Completo immobilismo. Manca un’organizzazione efficiente»

Verde pubblico. L’OrSa accusa i vertici dell’Ato3 di «Completo immobilismo. Manca un’organizzazione efficiente»

mercoledì 24 Giugno 2009 - 08:06

I rappresentanti sindacali tornano ad invocare l'aiuto del prefetto Alecci chiedendo una nuova convocazione tra le parti: «Salari bassi, attrezzatura insufficiente e poca sicurezza sul posto di lavoro»

Nuovo “attacco” dei rappresentanti dell’OrSa nei confronti dei vertici Ato3 per la gestione e l’amministrazione delle attività di pulizia e scerbatura del verde pubblico cittadino. «Completo immobilismo» quello che l’organizzazione sindacale addebita ai dirigenti della società che «nonostante i proclami diramati a mezzo stampa, non riesce a porre in essere un’organizzazione in grado di garantire l’efficienza del servizio e le tutele dei lavoratori ».

Nel mirino della comapgine sindacale i livelli minimi di corresponsione negli stipendi, che si attestano intono ai 450 euro mensili, le condizioni in cui i lavoratori operano, in assenza dei dispositivi individuali di protezione, l’attrezzatura insufficiente per il tipo di attività da svolgere. Interventi, quelli necessari per dare nuovo ossigeno al verde pubblico cittadino, che procedono dunque a singhiozzo, tra le polemiche e con non poche nubi all’orizzonte: «Con il beneplacito dell’Ato3 le cooperative hanno assunto le maestranze sfruttando contratti a tempo determinato di brevissima scadenza, tanto che già dal prossimo mese di luglio – afferma l’OrSa molti lavoratori svantaggiati torneranno ad essere disoccupati. E’ di facile intuizione ciò che potrebbe verificarsi fra qualche giorno, oltre alla prevedibile reazione dei lavoratori destinati al licenziamento dopo appena 2 mesi, si rischia di compromettere l’ordine pubblico ricadendo nel degrado urbano che ha caratterizzato la città per diversi mesi».

Una situazione complessa che, secondo quanto dichiarato dall’organizzazione sindacale, è resa ancora più difficile dalla mancanza di interlocuzione con i vertici della società d’ambito «che usa ogni espediente per evitare un confronto con i lavoratori». Da qui la richiesta rivolta al prefetto Alecci di una nuova convocazione delle parti in causa per evitare di tornare al disastroso punto di partenza di qualche mese fa.

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