Amato (Uil): «Una situazione che dura da un anno, si finisca di fare chiacchiera e si pensi a risolvere i problemi della Provincia»
Domani dalle 8.30 le lavoratrici della ditta Castello, azienda tessile della provincia, e I rappresentanti di Uil, Cgil e Ugl si ritroveranno in un sit-in di protesta di fronte la sede del comune di Brolo. Una manifestazione a sostegno della vertenza che, apertasi a luglio dell’anno scorso, non ha trovato ancora nessuno sbocco per le 300 lavoratrici coinvolte, rimaste senza lavoro e prive di qualsiasi ammortizzatore sociale e che restano in attesa dell’approvazione di un finanziamento da parte dell’Irfis che consenta all’azienda di far decollare il nuovo piano di rilancio industriale.
«Di tutti i provvedimenti regionali a sostegno delle aziende del settore la Ite e la Castello vengono escluse – commenta il segretario della Uil Costantino Amato – con il risultato che da un anno non si riesce a trovare uno sbocco ad una vertenza che oggi vede 300 lavoratrici senza lavoro e prive di qualsiasi ammortizzatore sociale». È stato proprio il sindacato ad assumersi la responsabilità presso l’Ufficio provinciale del lavoro di non sottoscrivere con l’azienda l’accordo relativo alla Cassa integrazione guadagni straordinaria. Questo perché si ritiene che la Cigs debba essere connessa ad un piano di rilancio industriale che passi per l’approvazione del finanziamento richiesto all’Irfis.
Amato ritiene che sia indispensabile riproporre la vertenza al confronto istituzionale affinché “finalmente si finisca di fare chiacchiera e si pensi a risolvere in concreto i problemi della provincia. Una Provincia il cui presidente per ben quattro volte, preso da innumerevoli e improcrastinabili impegni, ha rimandato il confronto con CGIL, CISL, e UIL”.
