Vertenza Castello. Dopo i tempi bui, finalmente una schiarita per le lavoratrici

Vertenza Castello. Dopo i tempi bui, finalmente una schiarita per le lavoratrici

Vertenza Castello. Dopo i tempi bui, finalmente una schiarita per le lavoratrici

giovedì 11 Giugno 2009 - 08:20

E' stata riconosciuta loro la cassa integrazione, legata ed un rilancio dell'azienda.

E’ terminato con una vittoria, per le lavoratrici della azienda tessile Castello, l’incontro palermitano che ha visto confrontarsi al tavolo dell’Ufficio Regionale del Lavoro l’amministratore delegato delle aziende Castello e Ite, Giuseppe Pizzino, il direttore regionale Paolo Trovato e i rappresentanti dei sindacati Costantino Amato (Uil), Maurizio Zingales (Cgil) e Nuccio Ricciardello (Ugl): sul piatto, il riconoscimento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) a tutte le impiegate della ditta.

Un provvedimento che Uil, Cgil e Ugl avevano osteggiato rifiutando, lo scorso 17 aprile, di sottoscrivere l’accordo presso l’ufficio provinciale del lavoro di Messina sostenendo la necessità di legare il ricorso alla CIGS ad un progetto di rilancio dell’azienda.

Una richiesta pienamente riconosciuta dall’Ufficio Regionale del Lavoro che, così come recita il verbale, ha concesso la Cassa integrazione “non per crisi dell’azienda”, così come precedentemente richiesto dalla Castello-Ite, ma per “riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”.

Il futuro delle lavoratrici è stato dunque legato alla futura ripresa dell’attività produttiva delle due aziende che vedrà, tra l’altro la realizzazione di un nuovo stabilimento nell’area artigianale di Sinagra.

Il progetto di rilancio della Castello-Ite prevede non solo la rioccupazione di tutte le lavoratrici ma addirittura il riassorbimento di circa 40 operatrici del tessile attualmente in mobilità.

“Il sindacato – dichiarano Amato, Zingales e Ricciardello – ha fatto sino in fondo il proprio dovere assumendosi le proprie responsabilità, così come hanno fatto le due aziende attraverso l’elaborazione del nuovo piano industriale. All’appello ora devono rispondere il Governatore Lombardo, impegnatosi a verificare tutte le questioni relative alla vertenza e quindi il ruolo dell’Irfis, e l’istituto di credito siciliano. Per questo non riteniamo ancora chiusa la vertenza e consideriamo nostro dovere vigilare perché gli impegni assunti da Lombardo si tramutino in fatti concreti”.

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