Il sindaco è giunto alla decisione ieri sera, dopo un nuovo pomeriggio di proteste da parte dei lavoratori. Crocè (Cgil): «Troppe inadempienze negli ultimi anni». Ma la coop non ci sta: «I ritardi sono del Comune, faremo causa»
La Cgil lo chiedeva da tempo: il Comune tagli i ponti con la cooperativa Futura. E il Comune i ponti li ha tagliati davvero. Ieri pomeriggio i lavoratori, accompagnati da Clara Crocè della Fp Cgil, si sono recati a Palazzo Zanca per l’ennesima protesta, occupando le scale e chiedendo di incontrare il sindaco. Giuseppe Buzzanca ha ricevuto una delegazione e, dopo un breve giro di telefonate coi legali di fiducia di Palazzo Zanca e una consultazione col segretario generale Santi Alligo, ha comunicato la sua decisione: rescindere il contratto con la cooperativa Futura e pagare direttamente le spettanze arretrate dei lavoratori (sei, dal mese di novembre). E’ l’epilogo inatteso di una vertenza lunghissima che ha vissuto fasi alterne. «Nel tempo la cooperativa ha accumulato una lunga serie di inadempienze – ha ribadito Crocè – non solo in relazione agli stipendi». L’ultima sarebbe il mancato rispetto delle scadenze fissate nell’accordo sottoscritto il 23 aprile scorso all’Ufficio provinciale del lavoro.
In quella occasione il Comune si era impegnato a pagare i mandati alla cooperativa Futura entro il 5 maggio, a condizione che i dirigenti inviassero entro giorno 4 alla stessa amministrazione il Durc (per ottenere il quale, entro il 26 aprile, il Comune a propria volta avrebbe dovuto liquidare le somme dovute alla cooperativa per i contributi). I fondi in questione, considerando i tempi tecnico-burocratici, avrebbero dovuto essere erogati alla Futura il 18 maggio per poi finire il giorno dopo nelle case dei dipendenti. Il patto del tempo era: se saltano questi accordi, il Comune dovrà rescindere con la Futura. E così è stato.
Ma dalla cooperativa fanno sapere di essere pronti a fare causa all’amministrazione Buzzanca. Il motivo è semplice: è vero che i tempi non sono stati rispettati, ma la colpa sarebbe del Comune e non della Futura. La tesi sostenuta dai vertici della cooperativa è suffragata dalla cronologia degli eventi: Palazzo Zanca avrebbe dovuto versare la prima somma alla Futura il 26 aprile, ma in realtà lo ha fatto solo l’11 maggio, provocando una serie di ritardi a catena che ha portato alla conclusione di ieri. Ecco perché la Futura porterà in tribunale il Comune, che nel frattempo dovrà provvedere a trasferire in altra cooperativa i dipendenti.
