La terza nave, -salvata- da Matteoli, resterà in riva allo Stretto, ma ferma e utilizzabile solo in caso di necessità
E beffa fu, come aveva preannunciato stamattina Lillo Oceano segretario provinciale di Cgil.
Ci riferiamo alle rassicurazioni del ministro dei Trasporti Altero Matteoli riguardo alla dismissione di Rfi nelle acque dello Stretto che aveva sospeso ufficialmente l’annunciato ridimensionamento dei collegamenti ferroviari nello Stretto, che sarebbe dovuto avvenire con la soppressione di una nave a partire da lunedì 15 giugno.
La brutta scoperta i sindacati l’hanno fatta proprio stamattina, apprendendo dal comunicato di Rfi che la terza nave dovrà essere “lasciata nell’invasatura, da utilizzare solo in caso di necessità per i treni viaggiatori escludendo di fatto il traffico merci”.
“Ci chiediamo – scrivono i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Orsa, Fast, Sap, Sasmant – perché si continui nella precisa volontà di rinunciare a fare trasporto in Sicilia e soprattutto come l’A.D. del Gruppo Ferrovie dello Stato, Ing. Moretti, si possa concedere di infischiarsene delle stesse “volontà” del Ministro, rendendo nuovamente palese come il Gruppo FS non risponda neppure alle volontà del Governo suo azionista di riferimento”.
Un documento (nella foto) che fa emergere due aspetti: uno relativo al disinteresse mostrato verso l’ordine di Matteoli a Rfi di bloccare il -disimpegno- e l’altro riguardante l’incontro di venerdì scorso tra il sindaco Buzzanca e la deputazione nazionale, un tavolo totalmente snobbato dai vertici delle Ferrovie Italiane che oggi hanno stilato tale diktat, che lascia poco spazio ad interpretazioni.
“Ci rivolgiamo – scrivono i sindacati – al Sig. Sindaco di Messina, che in questi giorni ha palesato un ritrovato interessamento alla vertenza ferroviaria, rinnovando l’invito ad essere coinvolti attivamente, come sindacato territoriale, nell’annunciata iniziativa di convocare un tavolo tecnico per il trasporto ferroviario sullo stretto. L’apporto sindacale è indispensabile se non si vuole cedere alle continue “furbizie” a cui il gruppo Fs ci ha tristemente abituato”.
I segretari di Cisl e Fit Cisl Tonino Genovese ed Enzo Testa affermano: «La nave è ferma ma questo è solo l’apice del problema trasporti a Messina, ma più in generale in Sicilia e nel Meridione. Qui bisogna potenziare i trasporti ferroviari per i passeggeri e per le merci, invece assistiamo da anni a un costante disimpegno di Ferrovie dello Stato. Dal sindaco e dalla deputazione nazionale, dopo le passerelle mediatiche, ci aspettiamo un serio e concreto intervento presso il Governo nazionale affinché si prevedano anche per Messina e la Sicilia gli investimenti che vengono concessi al Nord grazie alle pressioni della Lega. Investimenti che migliorino la qualità del servizio e la quantità dei mezzi a disposizione».
