Via Maddalena: nuovamente sequestrato il palazzo della -Immobiliare 4 V-

Via Maddalena: nuovamente sequestrato il palazzo della -Immobiliare 4 V-

Via Maddalena: nuovamente sequestrato il palazzo della -Immobiliare 4 V-

martedì 23 Giugno 2009 - 14:40

La Polizia Municipale ha posto i sigilli al cantiere dell'impresa di Vinciullo che sorge all'interno dell'area ferroviaria

La sezione di PG della Polizia Municipale ha nuovamente apposto i sigilli al palazzo di via Maddalena realizzato dall’impresa “Immobiliare 4V” di Vincenzo Vinciullo. Il provvedimento segue la decisione della Corte di cassazione che ha confermato il sequestrato dell’edificio, disposto due anni fa dal gip Maria Teresa Arena su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Farinella.

La vicenda giudiziaria è lunga e complessa. Il palazzo sorge in zona H2 cioè “aree ferroviarie – zona destinata ad impianti e servizi ferroviari, soggetti a vincolo di assoluta inedificabilità”. Fino a qualche anno fa in quell’area sorgeva la palazzina delle Ferrovie dello Stato che veniva utilizzata come foresteria per i dipendenti in transito da Messina. Poi l’acquisto dell’area da parte dell’Immobiliare 4V e la costruzione di un palazzo per civile abitazione. Nel 2007 i primi ad avanzare dubbi sulla legittimità dell’operazione furono alcuni consiglieri comunali di AN che presentarono un esposto alla magistratura. L’esposto finì sul tavolo del sostituto del pool pubblica amministrazione Giuseppe Farinella che iscrisse sei persone nel registro degli indagati. Si tratta del costruttore Vincenzo Vinciullo, rappresentante della -Immobiliare 4V-, della figlia Tindara e dell’ingegnere Giacomo Papale, in qualità di progettisti dell’edificio, dei funzionari comunali del Dipartimento edilizia privata che hanno istruito il procedimento amministrativo, l’ingegnere Carmelo Ricciardi e gli architetti Salvatore Parlato e Carmelo Celona.

L’accusa contestata prendeva le mosse dal piano regolatore di Messina che in quell’area ferroviaria prevede un vincolo di inedificabilità e dunque non si sarebbe potuto costruire. Perfino il direttore del Dipartimento edilizia privata del Comune aveva avanzato delle riserve riguardanti sia il nuovo utilizzo a civile abitazione della palazzina sia la mancanza di salvaguardia dell’incolumità fisica dei futuri residenti che potrebbero tranquillamente accedere ai binari ferroviari con grandissimo pericolo.

Il palazzo, infatti, insiste in un’area ferroviaria senza alcuna barriera o divisione dai binari che si trovano a pochissimi metri. Inoltre gli abitanti del palazzo per raggiungere le abitazioni dovrebbero percorrere in auto un tratto di strada che si trova sempre all’interno della stessa zona ferroviaria. Sulla scorta di queste valutazioni nel novembre 2007 il gip Maria Teresa Arena sequestrò l’intero cantiere. Ma pochi giorni dopo, il 14 dicembre, il Tribunale del Riesame tolse i sigilli per l’assoluta inesistenza dei presupposti. Il PM Farinella non si rassegnò, presentò un ricorso che fu accolto dalla Corte di Cassazione. I giudici della Corte Suprema confermarono il sequestro del palazzo ma i legali della “Immobiliare 4V” presentarono a loro volta un ricorso contro la precedente decisione. Nei giorni scorsi il definitivo pronunciamento della Corte di Cassazione che ha disposto il sequestro dell’intero cantiere di via Maddalena. Allo stesso tempo gli uomini della sezione di PG della Polizia Municipale, diretti dal commissario Emilio Giacoppo, hanno comunicato il pronunciamento della Cassazione e l’apposizione dei sigilli al cantiere all’assessorato all’Edilizia privata del Comune. Grazie alla documentazione i funzionari dell’assessorato stesso potranno effettuare verifiche e controlli sulla concessione edilizia rilasciata all’impresa dei Vinciullo.

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