Le ricerche condotte dallo scrittore Alessandro Fumia sono state racchiuse nel libro -Enchiridion Marianum Messanesins- presentato questa mattina
Questa mattina presso il Centro Parrocchiale -Gesù Buon Pastore- – Parrocchia Santa Caterina si è svolta la conferenza di presentazione del volume -Enchiridion Marianum Messanesins- dello storico Alessandro Fumia. Una significativa pubblicazione che finalmente proporrà alla cittadinanza importanti ed inediti documenti riferiti al pontificato di Papa Anastasio I (399-401) che confermerebbero la memoria storica della Lettera di Maria ai Messinesi del 42 d. C. Oltre all’autore erano presenti il Prof. Franz Riccobono, Presidente dell’Associazione Amici del Museo, Mons. Vincenzo D’Arrigo, Presidente del Comitato Vara Maria SS. Assunta, e Mons. Mario Di Pietro, Parroco di Santa Caterina.
Lo studioso Alessandro Fumia è da numerosi anni alla ricerca di significative prove documentarie che attestino la veridicità storica della Lettera che Maria Vergine scrisse nel 42 alla Città di Messina. Con questa prima pubblicazione proporrà agli addetti ai lavori ed ai cultori di storia patria importanti notizie inedite che fino ad oggi non sono state mai attenzionate che confermerebbero questa millenaria tradizione mariana messinese. Da oltre un secolo si è indotti a pensare che le tracce storiche sui documenti che segnalano la Sacra Lettera emessa da Maria sono state segnalate fin da quando Costantino Lascaris ne tradusse un esemplare dal greco al latino. Da quel momento, siamo nel 1467, e negli anni a venire tanti sono stati gli studiosi messinesi che hanno prodotto un grande sforzo per segnalare tutta una serie di documenti che ne confermassero la veridicità.
La ricerca di Alessandro Fumia sulle tracce della Sacra Lettera emessa da Maria verso la Città di Messina partono fin dal lontano 1998. A differenza del passato lo studioso rintraccia tutta una serie di scritture provenienti dalla Patristica e che riportano il pensiero dei cattedrati e teologi dei primi secoli della Cristianità in merito a questo scritto. Il fatto nuovo che si segnala è un documento del 399. In quell’anno il Pontefice di Roma Anastasio I insieme al suo collaboratore il Vescovo Epifanio di Salamina avevano individuato la Chiesa di Messina che portava le insegne della Sacra Lettera, scritta in loro favore dalla Madonna. Essi, convinti e in buona fede, scrissero che: “tum ecclesiasticae disciplinae prudenter admodum ex canonis praescripto est ac regula consultum”. Cioè osservavano che la prudentissima disciplina ecclesiastica ha prescritto quella regola consultata.
Ovvero, quella chiesa che portava la memoria della Santa Lettera di Maria. Una breccia si era aperta nel baluardo costruito dalla chiesa primitiva per limitare quella conoscenza. Grazie a una valutazione sbagliata da Epifanio Vescovo di Salamina, oggi possiamo affermare, senza ombra di dubbio che la Madonna ha consegnato a dei Messinesi un documento di indiscutibile valore.
