Evento 08/08: fervono i preparativi - Tempo Stretto

Evento 08/08: fervono i preparativi

Redazione

Evento 08/08: fervono i preparativi

sabato 16 Giugno 2007 - 09:29

Tutti sono chiamati a dire la propria. Il centenario del terremoto del 1908 è un momento che invita tutta la cittadinanza alla condivisione. Un’occasione per riflettere sul passato, sicuramente, per capire cosa significa per una comunità una catastrofe quasi totale, ma soprattutto per rilanciare un’idea di rinascita, per progettare il futuro con più forza e consapevolezza che in passato. Questa è l’idea di fondo condivisa dal tavolo riunito martedì scorso dall’assessore Angela Bottari, nell’ambito degli incontri preparatori alle celebrazioni del centenario del terremoto, dopo le sessioni tematiche dedicate all’architettura, alla geofisica, sismologia ed ingegneria sismica, ed alla storia moderna e contemporanea. All’incontro hanno aderito filosofi, letterati, storici dell’arte, umanisti in genere. L’assessore ha ricordato che «il terremoto ha rappresentato il primo evento globale della storia», per via dell’eco che ebbe a livello mondiale e del concorso di aiuto che arrivò in città. «E’ arrivato il momento – ha continuato – di fare una riflessione compiuta su ciò che eravamo prima del terremoto, cosa il terremoto ha interrotto e cosa ha messo in moto». A questo proposito il professor Vincenzo Fera, preside della Facoltà di Lettere dell’Università, ha spiegato che «il primo passo da affrontare è quello del reperimento dei documenti, in modo da poter fare un censimento della cultura cittadina, in tutti i campi, all’alba del terremoto». Il professore ha inoltre sottolineato che i documenti del periodo subito precedente e subito posteriore al terremoto si trovano sparsi nelle biblioteche e negli archivi messinesi, in particolare nel «coacervo di materiale della biblioteca Painiana», in cui «c’è il mistero del terremoto». Quindi la prima operazione da mettere in atto è la catalogazione del materiale, al fine di creare un centro di documentazione, che permetterebbe di avviare studi completi dal punto di vista delle diverse discipline. Interessante l’intervento del professor Mario Bolognari, docente di Antropologia culturale dell’Università, che ha proposto di «chiudere il capitolo dell’autocommiserazione e cominciare a pensare al terremoto come evento “positivo-, crisi dell’identità di un popolo e nello stesso tempo occasione di un nuovo inizio, di un rinnovamento».

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