Secondo il candidato del centrodestra è stato fatto poco, l'ex assessore replica
MESSINA – “Il problema della tutela delle coste da nord a sud è stato sottovalutato e si è agito in ritardo. A Giampilieri in fretta e furia l’amministrazione ha provato a difendere il tratto di costa con il posizionamento di massi sulla battigia. A Casabianca, dove alcune case, sono state danneggiate a seguito del maltempo, il problema è ancor più grave”. Così il candidato sindaco del centrodestra, Marcello Scurria.
La risposta arriva dall’ex assessore Francesco Caminiti. “Il problema dell’erosione a Casabianca è stato affrontato con una programmazione seria, che ha portato alla definizione di un progetto esecutivo corredato da tutti i pareri, compresi quelli ambientali, con le relative lungaggini burocratiche. La gara d’appalto, a cura del commissario straordinario contro il dissesto idrogeologico, è ormai imminente”.
Poi Caminiti fa un bilancio del lavoro degli ultimi anni. “Nel 2018 siamo partiti con 550 milioni di euro di debiti, senza progetti e con soli due dipendenti dedicati alla difesa del suolo, chiamati a occuparsi di torrenti, frane e 40 chilometri di costa a rischio erosione. Oggi possiamo dire di aver progettato, realizzato e collaudato 7 interventi in difesa della costa per 9 milioni e mezzo di euro, mentre sono in corso ulteriori interventi per 4 milioni e mezzo di euro, oltre a una programmazione concreta e complessiva che ha consentito alla città di dotarsi di un articolato parco progetti per il contrasto all’erosione costiera, sviluppato in sinergia con il commissario regionale contro il dissesto idrogeologico. La tutela delle coste messinesi è una questione complessa, legata alla particolare conformazione del territorio e all’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi. Proprio per questo l’Amministrazione ha scelto una strada precisa: passare dalla gestione delle emergenze alla pianificazione strutturale degli interventi. La verità è che oggi Messina dispone di progettazioni strutturate ed esecutive, condizione indispensabile per intercettare e utilizzare i finanziamenti nazionali ed europei destinati alla difesa delle coste”.
Per quanto riguarda i recenti eventi meteorologici, “senza gli interventi già eseguiti i danni sarebbero stati di gran lunga superiori. Le difese realizzate hanno svolto il loro compito. Nella zona Sud, gli interventi realizzati prima e dopo il ciclone erano già stati programmati e finanziati: solo così è stato possibile intervenire tempestivamente per proteggere il tratto di costa esposto alle mareggiate, adottando misure di salvaguardia immediate a tutela delle abitazioni e delle infrastrutture. Dalla Regione, ad oggi, non sono stati trasmessi fondi per fronteggiare i danni e ripristinare le infrastrutture di difesa danneggiate o indebolite dal ciclone”.

E arrivato il candidato Scurria,adesso risolverà tutti i problemi,non sa a cosa attaccarsi,ed invece di presentare un suo programma la butta in caciara.
Programmi, tempistiche e reperimento fondi.
Scurria parla del passato….troppo facile.
Quando inizierà a parlare seriamente del futuro.
Per ora….solo chiacchiere.
E sul ponte…..solo vaghe promesse di attenzioni, ma non si sbilancia.
Il problema legato all’erosione costiera dalla Zona Nord alla zona Sud è sorto già da parecchi anni. Non é storia di oggi. Tutti sappiamo che la fascia costiera di Messina nord si é ridotta a 10 metri ( dove va bene) dai 300 metri di 30 anni fa e più. Spero solo in interventi strutturali, definitivi e fatti a regola d’arte, riguardanti tutta la fascia costiera. Il salvare soltanto un pezzetto di costa può creare danni altrove. Spero anche di poterli vedere al più presto.
Avvocato le volevo ricordare che uno dei responsabili regionali per il dissesto idrogeologico era il funzionario Maurizio Croce, candidato come sindaco di messina le elezioni precedenti, quindi non è colpa di De Luca se c’è l’erosione
Scurria non avendo un vero e proprio progetto per Messina tenta di prendere tutti i tram, o pardon il tram non c’è più allora tutti gli autobus di passaggio per poter poter dire qualcosa, ma quando c’era lui con la giunta Buzzanca o poi con Genovese cosa ha fatto di concreto per l’erosione della costa? Come diceva qualcuno ” na beata… “, del tibetano poi neanche a nominarlo.