Racconto ideato dalla poetessa, scrittrice e pittrice Clementina Licopoli
Quando il grande mazzo di stelle di Natale fu collocato nel vaso che sta al centro del tavolo della mia sala da pranzo, io compresi subito che un acuto desiderio si era acceso nell’anima mia. Ricordi lontani e vicini della piccola Clementina… Sgattaiolavo silenziosa e mi arrampicavo su una sedia a stendere la manina verso il fiore più alto. Le piccole dita accarezzavano i petali di velluto e la mia vocina sottile chiedeva: “Pecché ti machi stella?- (che nel mio linguaggio voleva dire “Perché ti chiami stella?-). “Tu non stai in cielo, tu sei un fiore, tu non sei gialla come le altre stelle ma rossa come il fuoco della pentola!- Ronzii e deboli suoni giunsero alle orecchie di Clementina. Il fiore parlava proprio a Clementina che attenta ascoltava: “Tanti e tanti anni fa- – diceva il fiore – “c’era in cielo una piccola, giovane stella. Tante volte faceva cose pazze e si calava fino al mare e alla terra per vedere da vicino gli uomini. Le stelle più vecchie e più sagge sorridevano ammonendo: ‘Bada stellina di non farti male! Un bel giorno rimarrai appiccicata alla terra.’ Stellina rideva ma non ubbidiva. Una notte, c’era tanto freddo e neve, e le terre e i prati, i monti e gli alberi, che stavano giù, erano tutti coperti di neve. Stellina scese per le vie del cielo a curiosare e si fermò proprio vicino ad una grotta scavata nella terra. Era piccola e buia ed un angelo, un bue e un asinello riposavano. Una donna pregava e un vecchio tranquillo preparava un letticciuolo col fieno nella mangiatoia. ‘Che strana gente’ pensò Stellina, ‘non hanno fuoco e non badano al freddo!’
Si fece più vicina per meglio guardare. Ad un tratto tanta luce illuminò la grotta. Era nato un bambino. Era nudo e tremava di freddo! Si avvicinarono il bue e l’asinello a scaldarlo col fiato.
Il bambino però tremava sempre e Stellina sentiva una gran pena. Scese allora giù, finché senza accorgersene, si staccò dal cielo e si trovò presso la piccola mangiatoia. Brillò sempre più per dare calore, finché divenne rossa come il fuoco di un piccolo braciere che aveva la forma di Stella. Quando Gesù si addormentò – perché quel bambino era proprio ‘Gesù Bambino’ e quella grotta era il ‘Santo Presepio’ – solo allora Stellina si accorse che si trovava sola sulla terra, lontana dalle sue sorelle. Pianse e tremò. ‘Gesù Bambino’ sentì quel pianto e si svegliò. ‘Non piangere Stellina’ – le sussurrò nei suoi vagiti. ‘Rimani qui’ – le disse – ‘Sarai un fiore sulla Terra, di colore rosso come il tuo amore e conla forma di stella!’ Nacquè così la Stella di Natale, che fiorisce ogni anno in Dicembre.-
Mia madre in particolare amava tanto le Stelle di Natale.
Ogni anno, l’8 Dicembre, ‘Immacolata Concezione’, ha le ‘Mie Stelle di Natale’.
Felice Natale 2008
Felice Anno Nuovo 2009
Semplicemente
Clementina Licopoli
