Dopo la storica pagnotta alla disgraziata ecco arrivare Don Minico Sangiovese, Don Minico Catarratto e Don Minico Malvasia, tre prelibatezze nate tra i vigneti di Filicudi
Una buona pagnotta “alla disgraziata” accompagnata da un Don Minico Sangiovese o se preferite da un Don Minico Catarratto; a fine pasto invece un ottimo bicchiere di Don Minico Malvasia dove inzuppare piparelli o cantuccini. Queste le tre prelibatezze vinicole contraddistinte dall’etichetta “Don Minico e ’cca- che ha fatto il suo debutto nel corso di una delle più prestigiose rassegne del settore nel panorama europeo, “Vinitaly 2010”, in corso a Verona fino al 13 aprile. Da oggi in poi, infatti, il “padre” dell’inconfondibile pagnotta superfarcita che dal 2005, con decreto del ministero delle Politiche Agricole ha ufficialmente fatto ingresso nel “parter” dei prodotti nazionali tradizionali (alla stregua della pizza napoletana), sarà anche il marchio dei nuovi vini, di produzione squisitamente “casalinga”, che dal 1.giugno entreranno nel circuito della commercializzazione.
«Siamo estremamente soddisfatti di essere presenti a questa prestigiosa fiera con il nostro marchio – spiega il sig. Paolo, uno dei figli di Don Minico, in trasferta a Verona – La passione verso la produzione vinicola è iniziata all’incirca 20 anni fa, coltivando un piccolo appezzamento di terra di nostra proprietà a Filicudi che poi pian piano siamo riusciti ad allargare, fino ad aprirci al mercato. Prima di queste ultime “creazioni” recanti proprio il marchio “Don Minico”, abbiamo prodotto altri tre vini che abbiamo soprannominato Ruffiano, Ruffianello, e la classica Malvasia». Un ottimo inizio quello alla fiera di Verona dove, come spiega il sig. Paolo il marchio “Don Minico” sta conquistando il proprio spazio attirando l’attenzione dei tanti visitatori presenti: «Il nostro stand è organizzato in modo estremamente caratteristico, anche per cercare di far capire la storia che c’è alle spalle, il grande lavoro di mio padre, iniziato nel lontano 1948, prima di tutto nell’ambito enogastronomico. Quella del settore vinicolo rappresenta una sfida a cui speriamo di poter rispondere al meglio».
E se sulla bontà e sull’inconfondibile sapore del panino alla disgraziata, magari consumato al fresco della “Casa di Cura Don Minico” in località Quattro Strade, non c’è alcun dubbio, non rimane che “dare il benvenuto” ai nuovi arrivati ed augurare buona bevuta a tutti. (Altri scatti in photogallery)
