“Marina di Patti”, l’ultima fatica di Filippo Cerealo

“Marina di Patti”, l’ultima fatica di Filippo Cerealo

“Marina di Patti”, l’ultima fatica di Filippo Cerealo

mercoledì 28 Luglio 2010 - 15:53

È uscito a cura della casa editrice pattese “Nicola Calabria editore” per la collana “Patti: storia, tradizione e cultura” il volume n. 9 dal titolo “Marina di Patti” di Filippo Ceraolo, (ISBN. 9788865750100, prezzo E. 10,00).

Scrive l’editore Nicola Calabria nella prefazione del libro che: “Filippo Ceraolo attraverso i suoi ricordi ci fa conoscere la vita quotidiana, commerciale, artigianale di Marina di Patti del secolo appena trascorso.

Questo libro non ha la pretesa di essere definito storico nel senso di una trattazione sistematica e scientifica di storia locale, ma è principalmente un percorso a ritroso che l’autore compie attraverso i suoi ricordi di una frazione che un tempo era l’area artigianale e industriale di Patti.

Il filo dei ricordi ci permette di cogliere il ruolo di tanti “capitalisti” o meglio “industriosi”, che sono riusciti attraverso le proprie idee ed energie a creare e fare impresa.

La famiglia Caleca con il suo pastificio e l’arte della creta ha contribuito sicuramente allo sviluppo economico di Marina di Patti come anche il lavoro d’altre famiglie come gli Aiello, gli Spampinato e tanti altri che rimboccandosi le maniche hanno avuto il coraggio di creare un tessuto artigianale ed industriale di notevole spessore almeno fino all’inizio della seconda guerra mondiale, dopo si assiste ad un lento declino dovuto forse all’incapacità di mettersi al passo con i tempi e al non aver saputo cogliere le sfide di quell’epoca.

Ceraolo ci presenta una Marina di Patti come un “paesello” vivace, con un brulicare d’attività, dalla semplice “putìa” al calzolaio, dalla “bettola da sampirota”, al farmacista Tripodo, dal Pastificio “Madonna del Tindari” della famiglia Caleca ai pignatari.

La vista quotidiana della gente di Marina era scandita dal lavoro duro, manuale, e dallo svago sano rappresentato dai giochi, dal vestirsi in maschera a carnevale, dalle riunioni in famiglia per ballare, e dall’attesa per la festa dell’Addolarata momento solenne della vita di tutti i “marinoti”, un rito liturgico a cui non si poteva non mancare.

Marina di Patti era anche il “paesello” dei carrettieri, i tassisti dell’epoca che con i loro carretti trasportavano merci e persone da un luogo all’altro del nostro territorio, ma anche il luogo della fermata del treno, momento di gloria dei “marinoti” che potevano vantarsi d’avere una loro stazione ferroviaria, e dello stabilimento balneare di fronte la piazza Garibaldi.

Marina di Patti è anche il luogo che ha dato i natali all’eroe di guerra nonché medaglia d’oro Filippo Zuccarello, a cui è stata dedicata una delle vie principali.

Credo che questa opera la prima del genere su Marina di Patti ci restituisce attraverso i ricordi del maestro Ceraolo, un pezzo di storia, di vita, di cultura, di laboriosità di una frazione che sicuramente nel corso degli anni non è stata attenzionata a dovere dagli amministratori locali e che oggi con una maggiore attenzione urbanistica, turistica, ed economica potrebbe diventare il fiore all’occhiello della città di Patti che nella sua storia purtroppo ha perso tante occasioni.

Sicuramente attraverso i fondi della Comunità Europea e con un progetto di rivalutazione complessiva si poteva rendere giustizia a questa frazione dal potenziale enorme sul piano economico ed occupazionale”.

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