Lo sviluppo del territorio al centro del Convegno di Confindustria. Buzzanca: “Prg e Stu due traguardi importanti per Messina”

Lo sviluppo del territorio al centro del Convegno di Confindustria. Buzzanca: “Prg e Stu due traguardi importanti per Messina”

Lo sviluppo del territorio al centro del Convegno di Confindustria. Buzzanca: “Prg e Stu due traguardi importanti per Messina”

sabato 27 Febbraio 2010 - 07:59

In programma una lunga serie di interventi e, in conclusione, un faccia a faccia tra il sindaco e il presidente di Confindustria Blandina

Difendere il territorio e valorizzarlo attraverso una sinergia tra le Istituzioni.

E’ nato con questa idea il primo Convegno organizzato dal Centro Studi Confindustria Messina incentrato sullo sviluppo del territorio.

L’evento, al quale hanno preso parte autorevoli rappresentanti di Confindustria, Università, Ance e Istituzioni politiche, si è svolto ieri pomeriggio nell’Aula Magna dell’Università di Messina.

Un tema affascinante e attuale quello su cui ci troviamo a confrontarci, ha detto Giuseppe Calabrò, prorettore vicario. Il territorio – ha affermato – manifesta segnali inquietanti. Non è solo un problema di risorse economiche: le regole devono avere un fatto di rilievo, l’impresa deve affiancarsi al territorio e non sopraffarlo come a volte accaduto.

Secondo Ugo Magno del Centro studi di Confindustria “l’Università è la vera risorsa della città ed un progetto di sviluppo del territorio non può passare solo attraverso la redazione di un Prg”. Secondo Maggno è necessrio sfatare il luogo comune secondo il quale a Messina non ci sono imprenditori ma solo speculatori. Gli imprenditori – ha detto- sono centinaia, migliaia compresi artigiani e commercianti. Purtroppo l’imprenditoria deve fare i conti con un contesto ostile. Secondo un Documento Cei sul sud, gli ostacoli maggiori derivano dalla presenza della mafia e da una politica inadeguata, che disperde risorse pubbliche al solo fine di cercare consenso clientelare. Magno ritiene sia arrivato il momento di concentrare le risorse in un progetto condiviso su scala ampia e di grandi ambizioni, nel quale coinvolgere il meglio della città. In un quadro di legalità e trasparenza.

L’ing. Nino Ricciarello, vicepresidente dell’Ance nel suo intervento ha sollecitato l’avvio di un confronto tra amministrazioni pubbliche e il mondo dell’impresa per promuovere ipotesi di sviluppo, compatibili con le vocazioni del territorio. Quanto al nuovo Prg ha detto:”Siamo favorevoli purché tutti gli attori siano ascoltati e il Piano regolatore venga condiviso da tutta la città, abbia a cuore l’ambiente, affronti il sistema della mobilità, migliori i servizi a favore della città, freni l’espansione edilizia della città e tenga in debito conto gli strumenti di interazione pubblico –privato

Lorenzo Sacconi , ordinario di Politica economica dell’Università di Trento, direttore di EconomEtica ha parlato di” responsabilità sociale”, in base alla l’impresa adempie a doveri fiduciari non solo nei confronti della proprietà ma anche dei vari “stakeholders”, coloro sui quali ricadono gli effetti esterni dell’attività. L’etica è la capacità di porsi nei panni dei vari portatori d’interessi e porli come base di una strategia. Il modello di responsabilità sociale – ha spiegato- nasce dalla condivisione tra soggetti pubblici e privati, profit e non profit, e singoli cittadini.

Michelangelo Savino, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Messina si è reso protagonista di una difesa di ufficio degli urbanisti messinesi. Sono vent’anni – ha detto – che dobbiamo difenderci dall’accusa di aver distrutto la città. L’urbanistica avrebbe fallito se il Piano fosse stato seguito in tutte le sue prescrizioni e la città fosse stata, dopo tutto ciò, “brutta”. Ma, invito a chiedersi se ci siano piani regolatori che abbiano vissuto la loro “vita biologica” giusta e siano stati attuati così come originariamente pensati. Spesso il Piano che viene attuato è un Piano mutato continuamente. In questi 20 anni l’urbanistica ha cercato di trovare i difetti della propria azione e ha lavorato moltissimo, cambiando e rinnovandosi. Purtroppo, ci ritroviamo con una normativa urbanistica che risale al 1942. Non c’è possibilità di introdurre innovazioni se non cambiamo la normativa: che ad esempio non riconosce un ruolo importante al Piano strategico. Il Piano regolatore – ha aggiunto Savino- è uno strumento di conoscenza fondamentale, l’unico momento in cui un’amministrazione può conoscere il territorio che è chiamato a governare. E’ l’occasione per costruire scenari condivisi, strumento di esplorazione delle realtà economiche e sociali del territorio. Non solo destinazioni d’uso e indici di fabbricabilità, ma momento fondamentale della vita di una città. Nel Prg vedo la possibilità per creare la vision della trasformazione della città. In questo caso non conta l’autorità dell’amministrazione comunale, ma conta l’autorevolezza. Strumenti li dà l’urbanistica, i contenuti li stabilisce la politica.

Edoardo Preger, amministratore della Stu Novello (Cesena), dirigente dell’ufficio di Piano del Comune di Cesena, architetto che ha curato la progettazione e la gestione degli strumenti urbanistici comunali, ritiene che lo sviluppo del territorio e la riqualificazione urbana debbano avvenire attraverso la regia pubblica e l’investimento di capitale privato. La parte pubblica definisce le regole, poi viene chiamata ad intervenire la parte privata Se c’è una coerente pianificazione generale, idee precise e forte regia pubblica, il capitale privato può contribuire in maniera decisiva.

Dopo i vari interventi si è svolto, secondo programma, un faccia a faccia tra il sindaco Giuseppe Buzzanca e il presidente della Confindustria Messina, Ivo Blandina, moderato dal Caporedattore della cronaca della Gazzetta del Sud, Lino Morgante.

Rapporti politica imprenditoria, Prg, Ente porto, Infrastrutture, Ponte gli argomenti al centro del dibattito.

Quanto al primo punto Buzzanca ha dichiarato: “ Il rapporto tra pubblica amministrazione e industria deve essere di totale apertura. Nel 2003 abbiamo immaginato una Stu, siamo nel 2010, esiste un finanziamento, il consiglio comunale ne ha approvato l’esecutività, e non siamo riusciti a partire perché si fanno strada dubbi e sospetti. Dobbiamo liberarci di un complesso di inferiorità: tutto ciò che si fa in collaborazione coi privati diventa oggetto di sospetto. Spero che da qui a qualche settimana si parta con la Stu, e che nessuno faccia passi indietro. Dobbiamo fare in modo che nessuno creda che siamo di fronte ad una speculazione”.

A proposito della Stu Blandina ha replicato: “ La vicenda della Stu è emblematica: si è costituita commissione paritetica, si è fatta molta confusione, non ci sono progetti sul Tirone”.

Buzzanca ha poi parlato del nuovo Prg: Abbiamo avviato le procedure per la revisione, ci confronteremo con gli attori, da qui a qualche giorno. Sarà un primo momento di confronto, speriamo si possa remare tutti in direzione di una crescita.

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