La trilogia della villeggiatura al Vittorio Emanuele

La trilogia della villeggiatura al Vittorio Emanuele

La trilogia della villeggiatura al Vittorio Emanuele

giovedì 19 Marzo 2009 - 13:30

Il miglior spettacolo dell'anno- Premio UBU 2008

MESSINA (gi.gi.).- Giunge al Vittorio Emanuele carico del prestigioso Premio Ubu, quale migliore spettacolo del 2008, La trilogia della villeggiatura di Goldoni, adattato e messo in scena con grande merito da Toni Servillo, riservando per sé il ruolo di Ferdinando “ lo scroccone”, facendone una gustosa chicca con quel suo modo affettato di pronunciare verbo per farsi meglio accettare da chi gli sta attorno. Spettacolo uno e trino perché summa di tre testi goldoniani sulla villeggiatura ( Le smanie, Le avventure, Il ritorno ) propiziati all’origine in questa sequenza da Strehler e poi da un gruppetto di registi che hanno rispettato questo incedere. Uno spettacolo che amplifica le smanie borghesi al tempo dei lumi del XVIII secolo, quando ieri come oggi le vacanze sono uno status simbol che bisogna onorare anche se le casse sono vuote e i creditori sono lì dietro la porta a pretendere quanto gli è dovuto. In questa trilogia Goldoni sembra anticipare Cechov e sembra di trovarsi quasi in un giardino, non di ciliegi, ma ricco di sole foglie verdi, nella bella scena di Carlo Sala, e non si beve il tè dal samovar, ma si servono tazze di cioccolata e coloro che vi stazionano, agghindati con abiti color panna ( i costumi sono di Ortensia De Francesco ), solo Servillo indossa calzoni e redingote rossi, giocano a carte, sereni all’apparenza, attorno a fragili tavolinetti di legno. Al centro di questo fascinoso spettacolo, con le luci che abbagliano come un sole a mezzogiorno e con Servillo che se ne sta seduto su una sedia con le gambe distese in alto su un tavolino, c’è la Giacinta trepidante di Anna Della Rosa, contesa dai due bellimbusti, Leonardo e Guglielmo (quelli di Andrea Renzi e Tommaso Ragno), che ha il cuore che palpita per il secondo ma accetterà scaltramente di maritarsi col primo perché più danaroso. Fra di loro si agitano i pruriti della Sabina di Betti Pedrazzi per Ferdinando, gli infantilismi del maturo Filippo di Paolo Graziosi che ha il dono di far udire tutte le sue battute in un teatro Vittorio che perde sempre più l’acustica, oltremodo gentile nei confronti della figlia Vittoria (Eva Cambiale) e della mezzana Mariella Lo Sardo e poi il Fulgenzio di Gigio Morra che batte cassa, gli amori di straforo dei servi Paolino e Brigida (Francesco Paglino e Chiara Baffi) e quelli più allegri tra Tognino e Rosina ( Marco D’Amore e Giulia Pica). Calorosi gli applausi finali con repliche al Vittorio sino a domenica pomeriggio e poi dal 25 marzo in scena al Teatro Biondo di Palermo.- Gigi Giacobbe

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