Rete ospedaliera, Picciolo: "Messina avrà 3 poli. Mortificata Barcellona" - Tempostretto

Rete ospedaliera, Picciolo: “Messina avrà 3 poli. Mortificata Barcellona”

Rosaria Brancato

Rete ospedaliera, Picciolo: “Messina avrà 3 poli. Mortificata Barcellona”

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giovedì 30 Marzo 2017 - 08:02

"Chi pensava che l'ex Piemonte fosse il brutto anatroccolo è rimasto deluso. E' un Dea di I livello ed insieme al faro Policlinico ed al Papardo costituirà il terzo polo"

La sanità messinese sarà rappresentata da un tridente: Policlinico, Irccs-Piemonte e Papardo, con punte di eccellenza anche in provincia, ovvero a Taormina.

Tempostretto ha dato notizia in occasione della promozione dell’Irccs da Presidio di base a Dea di I livello (leggi qui) e adesso quel traguardo è stato confermato anche dalla nuova rete ospedaliera varata ieri in Commissione sanità. Nel 2014 l’ospedale Piemonte era destinato a morire, invece, 3 anni dopo è in ottima salute e si appresta ad una nuova vita nel settore della Riabilitazione-emergenza urgenza. Una doppia mission che ne costituisce la peculiarità e nel contempo la strada per crescere ancora.

La Rete ospedaliera sarà approvata dal Ministero della sanità il 4 aprile, per diventare immediatamente esecutiva con il primo step: le stabilizzazioni dei precari nel mondo della sanità.

“Il Piano che è stato varato in Commissione è un canovaccio sul quale costruire la nuova rete ospedaliera- ha spiegato il capogruppo Ars Sicilia Futura Beppe Picciolo, componente della Commissione Sanità e che ha seguito tutte le fasi del Piano- Il risultato su Messina è rilevante. Quanti pensavano che il Piemonte avrebbe fatto la fine del brutto anatroccolo si sono dovuti ricredere perché sta diventando un cigno. In pochi mesi è stato promosso da presidio di base a Dea di I livello dopo le verifiche del Ministero che ha esaminato la proposta scientifica ed economica. Merito senza dubbio della caparbietà del professor Dino Bramanti e dei vertici di un’azienda ospedaliera che adesso potrà puntare sulla riabilitazione e sull’assistenza. Cito solo come esempio la neuropediatria e la neuro oncologia. Possiamo parlare di tre poli della sanità a Messina: Policlinico, che è l’hub, l’eccellenza, Papardo e Irccs-Piemonte che sono i Dea di I livello. Possono crescere in sinergia nel rispetto delle reciproche competenze, senza sconfinamenti. La crescita deve essere verticale e non orizzontale”.

La nuova rete, rispetto alla bozza predisposta nei mesi scorsi dall’assessore Gucciardi, oltre alla promozione sul campo dell’Irccs (nel solco della stessa legge d’ottobre 2015 che aveva come obiettivo l’istituzione del Polo di riabilitazione), mantiene alcuni punti fermi, ma dà un colpo mortale al presidio di Barcellona, fatto questo che causerà non poche proteste nel territorio. Confermati Mistretta e Lipari come presidi in zone disagiate e Sant’Agata di Militello.

Resta Dea di I livello il Sirina di Taormina, che, in proporzione ai posti letto, è la prima struttura ospedaliera in termini di produttività dell’isola con 16 milioni di euro l’anno che provengono sia da zone fuori della provincia di Messina che da altre Regioni.

“Sul fronte Barcellona dobbiamo mobilitarci e sentire cosa ne pensano i cittadini. E’ la vera trave nell’occhio per quanto riguarda la provincia- prosegue Picciolo- Il Ministero ha ritenuto improponibile la divisione dei reparti e rischiosa per i pazienti, non si può mantenere in vita un mezzo ospedale, ma dobbiamo ridare una mission al presidio. Anche il Papardo è stato ridimensionato rispetto alle aspettative in alcuni settori. Il Policlinico resta il faro della sanità e Taormina l’eccellenza. Anche Sant’Agata di Militello va assolutamente potenziata, ma sono fasi successive al riconoscimento del livello. Rispetto alla rete ospedaliera ipotizzata dal ministero il modello Sicilia ha alcune differenze importanti, oltre ai Dea di I e II livello abbiamo mantenuto i presidi di base. Non è un elemento secondario”.

La Rete ospedaliera è un sistema che avrà un perno nel 118, collegato ai vari presidi sia d’eccellenza che di base, seguendo un solo criterio: la tempistica d’intervento è già garanzia di assistenza. Varata la Rete ospedaliera dopo l’ok del 4 aprile sarà possibile avviare la fase dei concorsi. Nel 2017 il primo step riguarderà la stabilizzazione di migliaia di precari nei vari ruoli della sanità, che attendono da anni. Il 30% del fabbisogno sarà quindi ricoperto attraverso la stabilizzazione.

Nel 2018 si procederà con i concorsi esterni tenendo in considerazione sempre il fabbisogno del territorio, ma nel frattempo per i presidi si sarà già registrata una vera e propria boccata d’ossigeno.

“Da qui al 2018 saranno circa 8 mila le assunzioni complessive- conclude Picciolo- La priorità va ai precari che operano in condizioni assurde, poi con i concorsi speriamo di poter evitare la fuga dei giovani al nord ed anzi invertire il percorso. Penso che questo modello sia un piccolo successo per la Sicilia, finiranno i potentati nella sanità e daremo una migliore assistenza”.

Si attendono adesso le reazioni dei sindacati anche se, di fatto, la Rete ospedaliera è operativa e dopo 3 anni di discussioni si passerà alla concretizzazione.

Al di là delle polemiche un fatto concreto è senza ombra di dubbio l’ex ospedale Piemonte. Comunque la si voglia pensare il destino è stato invertito. Per oltre 10 anni abbiamo pensato fossero pronte le esequie e adesso è un I livello. Se riusciamo a lamentarci anche di questo allora siamo una città senza speranze.

Rosaria Brancato

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