Dal Notre Dame de Paris allo spettacolo nella "sua" Messina: Marco Vito torna a casa

Dal Notre Dame de Paris allo spettacolo nella “sua” Messina: Marco Vito torna a casa

Giuseppe Fontana

Dal Notre Dame de Paris allo spettacolo nella “sua” Messina: Marco Vito torna a casa

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domenica 09 Novembre 2025 - 08:00

Il cantante messinese da quasi 20 anni lavora al fianco di Riccardo Cocciante. Sarà la guest star de "La Corte dei Miracoli" al Teatro Vittorio Emanuele

MESSINA – Marco Vito tornerà a Messina. Il cantante, classe ’90, che vanta una lunga carriera nel mondo dello spettacolo, ritornerà nella sua città d’origine per salire sul palco del Teatro Vittorio Emanuele in occasione de “La Corte dei Miracoli”. Lassù porterà un talento straordinario, sbocciato già in giovane d’età quando a soli 16 anni ha debuttato all’Arena di Verona.

Marco Vito: la carriera

Un tempio della musica italiana, che lo ha lanciato nel panorama del canto, e che gli ha permesso di dare inizio a una carriera in cui Vito, oggi 35enne, ha svolto ruoli da cantante, musical performer, direttore d’orchestra, musicologo e vocal coach. Il messinese, infatti, nel 2007 ha ottenuto il ruolo di Romeo in “Giulietta e Romeo” di Riccardo Cocciante. E da allora ha sempre lavorato al fianco dell’artista, pur svolgendo anche altri ruoli.

Vito, infatti, è stato due volte ospite al Festival di Sanremo, disco d’oro con “Giulietta e Romeo brani scelti”, e vanta una collaborazione decennale con Leonardo De Amicis. Inoltre ha lavorato come vocal coach e alla direzione musicale di diversi programmi televisivi. Tra questi anche The Voice of Italy su Raidue e Ti lascio una canzone su Raiuno. È stato inoltre direttore d’orchestra del talent “Amici” di Maria De Filippi nel 2019 e autore del brano “8 Marzo”, portato da Tecla al 70esimo Festival di Sanremo, dove ha ottenuto il secondo posto tra le nuove proposte, il premio Jannacci, il premio Lucio Dalla e il premio delle Radio Italiane.

Tutto lo ha portato poi ai ruoli nel celebre Notre Dame de Paris di Cocciante, per cui è consulente per i casting dal 2022 e di cui è Music Supervisor da quest’anno. Ma dal 2024 è anche direttore musicale dello stesso Cocciante, con cui è impegnato per il tour celebrativo che ha fatto il giro d’Italia.

Marco Vito: “Da Gioiosa all’Arena di Verona un salto incredibile”

“Venendo da un piccolo paese in provincia di Messina (Gioiosa Marea, ndr) – ha raccontato Marco Vito, ripercorrendo i primi passi della carriera e l’esordio all’Arena di Verona – il salto è stato incredibile. Sia perché ero molto giovane, sia perché oggi sono passati 20 anni e abbiamo una percezione diversa da quella del tempo. Oggi dico che sicuramente è difficile vivere in Sicilia, in un paese piccolo, ma 20 anni fa lo era di più. Non c’erano i social, né la comunicazione veloce di oggi. Ma non c’erano nemmeno le compagnie aeree low cost o i treni Frecciarossa. Sembra scontato oggi viaggiare con questi mezzi, ma prima non era così. Non potevi decidere di andare a fare un’audizione il giorno dopo e arrivare a Roma o Milano rapidamente. Bisognava andare in compagnia di viaggio, prenotare voli costosissimi con compagnie come Meridiana o Alitalia. Non era semplicissimo”.

L’incoscienza dei 16 anni

“Ero un ragazzo come tanti – ha proseguito. Cantavo e avevo questa grande passione, ma lo facevo in contesti piccoli: a scuola, in diversi festival. Mai avevo fatto qualcosa di grande. Per me passare dal palco della provincia all’Arena di Verona è stato un salto enorme. Però fa capire che se si lavora, si ha voglia di fare, talento e indubbiamente anche fortuna, si può. Si può riuscire, si può fare. Quello è stato un impatto incredibile che ho vissuto anche con l’incoscienza dei 16 anni. Forse anche senza ansia e tensioni che avrei avuto più avanti. Quell’incoscienza non mi ha caricato di troppe pressioni. Lavorare in età avanzata ti dà responsabilità diverse nei confronti di te stesso, della tua carriera. In quel momento invece è tutto bello, non c’è niente che può fermarti”.

Il messinese: “In questo mondo da più della metà della mia vita”

Riguardando indietro alla propria carriera, Vito ha affermato: “Più che avercela fatta, negli ultimi anni ho raggiunto la consapevolezza di aver passato più della metà della mia vita in questo mondo. È più della metà della mia vita vissuta facendo ciò che amo. Sicuramente tra alti e bassi, momenti belli e brutti, perché anche se ci occupiamo di arte e di cose bellissime è pur sempre un lavoro e ha le sue difficoltà. Durante il periodo Covid ho visto tanti colleghi, anche bravi, che magari lavoravano da pochi anni e hanno avuto difficoltà. Per me oggi la consapevolezza è che riesco a fare ciò che mi piace, ad alto livello. Dietro ci sono tanti sacrifici e tanto lavoro, ma facciamo sempre meno fatica di tanti altri lavoratori in altri settori. Siamo pur sempre fortunati a fare il lavoro che amiamo: per me avercela fatta è questo, non è un obiettivo in particolare”.

“Non ho qualcosa che mi manca e che mi piacerebbe fare – ha proseguito -. Sono tendenzialmente aperto a ciò che succede, perché le esperienze arrivano. Quest’anno ho seguito la parte musicale di Riccardo, un salto in avanti per me dal settembre dell’anno scorso all’Arena di Verona. È emozionante avere una responsabilità così grande tra le mani e sapere che c’è un artista di livello internazionale che si fida così tanto di te. Tra le esperienze precedenti cito Giulietta e Romeo, la seconda opera scritta da Cocciante e in cui facevo il protagonista. Per me è stato irripetibile perché è la prima cosa ‘grande’ fatta e mi ha portato su questo pianeta. Lavoro da 20 anni con Riccardo ma nel frattempo ho fatto anche tante altre cose, non è stato un rapporto esclusivo e questo mi ha dato anche tanto altro”.

Il rapporto con la Sicilia e Messina

Marco Vito ha poi parlato del suo rapporto con la Sicilia e con Messina, guardando anche all’inizio della sua carriera: “Il nostro contesto di isolani a volte fa fatica a riconoscere questo merito altrui. Ma con questa cosa a un certo punto si fa fare, perché si esce da una certa mentalità. Noi siciliani viviamo un po’ due facce della stessa medaglia: a volte siamo visti con stereotipi e trattati male, ma altre volte siamo noi stessi che viviamo questa cosa come se ci fossimo abituati a vivere questo stereotipo. Ma tutto si può rompere. Ancora oggi capita di sentire quel ‘però’ nella frase che è un classico. Quel ‘sì, ha fatto questa cosa, però…’. Ecco, sono cose a cui ti abitui e che possono cambiare”.

E ancora: “Il mio rapporto con la Sicilia è comunque strettissimo. Torno ogni mese per andare a casa dalla mia famiglia. Ho girato tutta l’isola, mi sento e sono un siciliano, un ragazzo della provincia di Messina molto legato ai suoi posti, che rimangono i migliori di tutti. Chiunque posso portare giù lo porto. Sono riuscito a portare le audizioni di programmi come The Voice of Italy o Ti lascio una canzone a Gioiosa Marea, ad esempio. Farei di tutto. Nella mia prima tesi di laurea ho scritto che si può strappare un siciliano dalla Sicilia ma mai la Sicilia da un siciliano. Per me è così”.

Il ritorno di Marco Vito e un “grazie” particolare

Infine il ritorno a Messina tra pochi giorni: “Il palco del Vittorio Emanuele l’ho conosciuto anche prima di fare tutto questo, in dei contesti diversi. Per me è emozionante tornare. A Messina ci sono persone che sono state fondamentali nel mio percorso. Una di queste è l’ex provveditore Gustavo Ricevuto, che sarà in prima fila al Vittorio Emanuele. Io andavo al liceo quando ho iniziato con Giulietta e Romeo e la scuola non mi aveva autorizzato a partire per un anno intero. Ricevuto ha mandato ispettori a scuola per vedere i miei voti, che erano alti. Lui stesso mi ha autorizzato a partire, purché tornando dessi esami e materie, mantenendo quel livello. A lui devo tanto, perché senza il suo intervento la storia sarebbe stata diversa. Mi ha dato grande fiducia, è stato fondamentale per me”.

Il messaggio di Vito: “Il talento alla lunga vince sempre”

Infine un messaggio: “La cosa fondamentale è avere consapevolezza di ciò che si è e sapere che il talento alla lunga vince sempre. Poi ci sono chiaramente contesti diversi, possibilità diverse. Messina negli ultimi anni è un caso particolare. Basta pensare ad Alberto Urso, che io ho portato con me sui palchi quando lui aveva 10 anni e poi ci siamo incrociati ad Amici perché nell’anno in cui ha vinto io ero direttore d’orchestra. Siamo due ragazzi di Gioiosa Marea e Messina, normalissimi, che hanno studiato e lavorato tanto. Siamo stati un po’ fortunati sicuramente, ma alla lunga il talento ha vinto. Questo è un premio che può ottenere chiunque vuole una cosa fino in fondo”.

Lo spettacolo “La Corte dei Miracoli”

Marco Vito tornerà a Messina nei prossimi giorni e salirà sul palco del Teatro Vittorio Emanuele il 14, il 15 e il 16 novembre. L’occasione sarà appunto lo spettacolo “La Corte dei Miracoli”, la cui direzione artistica è affidata a Mariangela Bonanno, mentre la regia a Valerio Vella. Si tratta di un’opera che trae ispirazione dalle atmosfere gotiche della cattedrale di Notre Dame e dai personaggi che popolano non soltanto la storia scritta da Victor Hugo ma anche il film d’animazione di Walt Disney. Sarà un omaggio al grande musical di Riccardo Cocciante e anche per questo vedrà la partecipazione straordinaria di Marco Vito.

A curare le coreografie de “La Corte dei Miracoli” sono stati Mariangela Bonanno, Alice Rella, Giorgia Di Giovanni, Domelita Abate, Gianluca La Spada, Desirèe Trovatello, Gianni Berta e Francesco La Vecchia. Il cast, interamente di messinesi, è composto da Giuseppe Licitri, Marco Mondì, Simona Squillaci, Mara Pulitano, Maurizio Russo, Alberto Guarnera e Ilaria Raffa. A partecipare saranno anche, oltre a Marco Vito, Denise Truscello, Carmelo Alati, Gianni Berta e Francesco La Vecchia, Sharon Tartaro e Kostantin Hryhor’yev, oltre ai giovani danzatori della scuola Studio Danza di Mariangela Bonanno, direttrice artistica della compagnia Marvan.

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