Dalla "Graziella Campagna" fino a Villa Dante e San Licandro
La piscina comunale “Graziella Campagna” ancora chiusa in attesa del rinnovo della convenzione con la Fin (Federazione italiana nuoto). Un guasto “cronico” della caldaia di quella di Villa Dante. E lo scheletro dell’impianto di San Licandro, ancora nel degrado e di cui non si conosce il destino. Dario Carbone, consigliere di Fratelli d’Italia, è tornato all’attacco della giunta comunale sul tema legato alle piscine. Una carenza di cui si parla spesso in città e che coinvolge non pochi cittadini.
A rafforzare il pressing politico sull’esecutivo si aggiunge l’iniziativa del Gruppo consiliare Scurria, che ha depositato due atti formali indirizzati all’Amministrazione comunale: un’interrogazione urgente rivolta al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, all’Assessore alle Politiche Sportive e all’Assessore alle Manutenzioni, unitamente a una richiesta di accesso agli atti inoltrata ai dirigenti del Dipartimento Servizi Manutentivi e del Servizio Sport e Spettacolo per fare piena luce sulla gestione e sulla sicurezza della struttura.
La seduta del 17 dicembre 2025
Andando con ordine, Carbone ha richiamato la seduta del 17 dicembre 2025 del Consiglio comunale con al centro proprio il tema degli impianti sportivi. E in effettivamente nella seduta straordinaria a cui fa riferimento, il consigliere aveva citato tutte e tre le strutture, dopo aver parlato anche della Cappuccini. Nel primo caso, quello della convenzione, aveva pressato per il rinnovo. Su San Licandro, invece, aveva affermato che lo scheletro “non è addebitabile a questa amministrazione, visto che la questione risale agli anni ’90. Lo scheletro è ancora lì e non si comprende quali siano le intenzioni della giunta dopo aver chiuso il contenzioso un anno fa”. E poi, su Villa Dante, aveva parlato di “problema atavico alla caldaia, che si blocca 4-5 volte l’anno, tenendo fermo l’impianto ogni volta per diverse settimane”.
La piscina comunale chiusa e le contestazioni del Gruppo Scurria
Nel nuovo attacco di oggi, Carbone è partito dalla piscina comunale. Ha ricordato che “l’assessore rispose che l’affidamento sarebbe scaduto il 31 dicembre e che ‘si stava preparando il bando’ perché sono vietati gli affidamenti diretti. Eravamo a dicembre 2025. Siamo a ottobre 2026 e la piscina è ancora chiusa. Avevate un anno per preparare quel bando. Non lo avete fatto. Vi siete nascosti dietro un cavillo burocratico quando per la Federazione del Coni esistono tutti gli strumenti per garantire continuità. Il risultato è un impianto chiuso e centinaia di famiglie e atleti a casa”.
Parallelamente, il Gruppo Scurria evidenzia come ad oggi non risulti pubblicato alcun bando di gara per l’affidamento della gestione dell’impianto né adottato alcun atto formale di programmazione, con grave nocumento per le società sportive dilettantistiche che non possono pianificare le attività. «Il problema non è burocratico, è politico» — dichiarano i consiglieri del Gruppo Scurria — «Qualcuno in Giunta deve assumersi la responsabilità di indicare una data certa entro cui il bando verrà pubblicato. Le associazioni non possono aspettare all’infinito».
L’interrogazione del Gruppo Scurria punta inoltre il dito sulla mancata nomina del Responsabile Unico del Progetto (RUP) e sull’assenza di una scelta chiara sul modello gestionale (appalto di servizi o concessione): «Non si può costruire una gara seria senza sapere prima cosa si mette a base d’asta e chi ne è il responsabile» — aggiungono — «È il segnale più chiaro dell’assenza di una regia politica e amministrativa». Sollevata anche la questione dell’adeguamento alla nuova normativa nazionale sulla sicurezza degli impianti natatori (sistemi di ricircolo e prevenzione dell’effetto ventosa), la cui inosservanza comporta la chiusura coattiva.
La caldaia di Villa Dante
Su Villa Dante, invece, Carbone ha sottolineato di aver “rappresentato che la piscina ha problemi cronici alla caldaia. Puntualmente, nei giorni scorsi si è nuovamente guastata. E come sempre, visto che non è mai stato predisposto un intervento veramente risolutivo ma solo rattoppi, trascorreranno mesi prima che si torni a poterla utilizzare. È inaccettabile”.
Lo scheletro di San Licandro e la richiesta di risposte in Aula
E infine San Licandro, il cui scheletro è “costato 2,5 milioni di euro ai messinesi. L’assessore “disse che si sarebbe valutato se ristrutturarlo o abbatterlo. A distanza di quasi un anno non c’è ancora una decisione, un progetto, un cronoprogramma. Solo degrado. Dopo otto anni di Amministrazione De Luca – Basile, Messina è l’unica città metropolitana senza una piscina comunale funzionante e senza aver progettato un solo impianto natatorio moderno. È un fallimento totale sulla delega allo sport”.
Sul fronte formale, il Gruppo Scurria ha chiesto l’accesso a tutta la documentazione dell’iter dal 1° gennaio 2025 ad oggi, con trattazione dell’interrogazione al primo Consiglio comunale utile per risposta orale. «I cittadini, le famiglie e le società sportive di Messina meritano risposte concrete e un impianto pienamente funzionante. Non accetteremo altri rinvii» — concludono i firmatari.

