De Domenico: "All'Ars ho dato massimo impegno. Ho subito un'ingiustizia, ma rispetto la sentenza"

De Domenico: “All’Ars ho dato massimo impegno. Ho subito un’ingiustizia, ma rispetto la sentenza”

Rosaria Brancato

De Domenico: “All’Ars ho dato massimo impegno. Ho subito un’ingiustizia, ma rispetto la sentenza”

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lunedì 14 Settembre 2020 - 19:57

"Non sono un politico di professione ma ho dato il mio contributo di competenze. Un impegno testimoniato da oltre 100 atti"

Ho svolto il mio ruolo con dignità e onore. Sento d’aver subito un’ingiustizia ma rispetto la sentenza”. Franco De Domenico lascia così l’Ars dopo la sentenza che ha dato ragione al primo dei non eletti della lista Pd, Pippo Laccoto, che rientra in Assemblea. De Domenico affida a facebook il suo messaggio, tra amarezza e consapevolezza di essersi impegnato per il territorio e per una serie di battaglie.

“3 anni di consenso e affetto”

“Cari amici e sostenitori devo informarvi che, purtroppo, la Corte di Appello di Palermo ha respinto il mio appello avverso la sentenza del tribunale che mi aveva dichiarato ineleggibile. Da domani non sarò più parlamentare regionale! Inizia una nuova vita dopo quasi tre anni da quel 6 novembre 2017 nel quale ho avuto la conferma di essere stato sommerso dal vostro consenso e, soprattutto, dal vostro affetto. Ritengo di avere subito una ingiustizia, ma purtroppo non sempre le sentenza sono giuste; piacciano o no, si rispettano e io la rispetto anche se non la condivido.

“Ho dato massimo impegno”

Posso dire che in questo scorcio di legislatura ho svolto il ruolo che mi avete affidato con dignità e onore. Ma soprattutto l’ho svolto con il massimo impegno, nell’interesse della provincia tutta che ho avuto l’onore di rappresentare, anteponendo, in ogni mia scelta l’interesse collettivo a quello personale e della parte politica in cui ho militato. Frutto di questo impegno sono gli oltre 100 atti parlamentari, che mi vedono primo firmatario, fra interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno e disegni legge.

Non sono politico di professione

In particolare due miei disegni di legge sono stati approvati all’unanimità e questo mi rende particolarmente orgoglioso perchè ci sono rappresentanti del nostro territorio che neanche in tre legislature hanno avuto questi risultati. Non sono un politico di professione, e questo lo sapete tutti, ma ho voluto fortemente in questa esperienza portare il mio contributo di competenze in un ambiente in cui queste scarseggiano e non è un bene per la politica. In questo momento chiaramente non ho la lucidità per stabilire cosa farò da domani, certamente so che il mio futuro sarà intriso di quella cultura del lavoro che ha caratterizzato la mia vita. Per me famiglia, lavoro e dedizione al prossimo costituiscono e costituiranno sempre i valori cui ispirare il mio agire quotidiano”.

L’ex direttore generale dell’Università lascia quindi l’Ars dopo quasi 3 anni scanditi dalla querelle con Laccoto, che ha visto anche il passaggio in Corte Costituzionale della vicenda. Il suo impegno nel Pd lo ha visto in primo piano in tutti questi anni nella ricostruzione del partito.

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