De Luca: "Do l'ultima possibilità al centrosinistra di allearci in Sicilia contro la destra"

De Luca: “Do l’ultima possibilità al centrosinistra di allearci in Sicilia contro la destra”

Marco Olivieri

De Luca: “Do l’ultima possibilità al centrosinistra di allearci in Sicilia contro la destra”

martedì 02 Dicembre 2025 - 18:29

Il capogruppo all'Ars di Sud chiama Nord, durante la mozione di sfiducia al governo Schifani, rilancia "l'opzione progressista"

PALERMO – “Oggi discutiamo della mozione di sfiducia elaborata dal conciliabolo di San Martino. Sud chiama Nord non ha sottoscritto la mozione perché non è stata invitata. Questa è l’ultima possibilità per il centrosinista, soggetto ai diktat romani. Fino a quando nel centrosinistra prevarrà la conventio ad excludendum, l’intero centrodestra potrà dormire sonni tranquilli. Perché non ci sarà mai un campo largo per la vittoria elettorale. Ma un campo minato per evitare di assumersi la responsabiltà di governare la Sicilia. Dipende da voi, centrosinistra, se nella prossima legislatura ci sarà un governo di area civica e progressista o se ancora comanderà il centrodesta”. Nel dibattito all’Ars sul voto di sfiducia al presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, così il capogruppo all’Ars di Sud chiama Nord, Cateno De Luca. La sfida è al centrosinistra, insomma, anche se nell’ultimo periodo il movimento del sindaco di Taormina ha collaborato con la Giunta Schifani: “Do l’ultima possibilità al centrosinistra di allearci contro il centrodestra”.

Nei giorni scorsi, il capo politico aveva precisato: “Votiamo sì alla mozione di sfiducia ma l’esito è scontato. L’opposizione di Pd e M5S è inconcludente. Questa mozione non arriverà oltre i 26 voti: i 23 dell’opposizione del cosiddetto “conciliabolo di San Martino”, più i tre di Sud Chiama Nord. Ma non è il voto in sé l’elemento centrale. Saranno gli interventi in aula a determinare il futuro della legislatura”.

L’attacco a Di Paola e al Movimento Cinquestelle

Critiche oggi, in aula, in particolare al coordinatore regionale del Movimento Cinquestelle Nuccio Di Paola per il mancato invito: “Vengono tirate in ballo le nostre  recenti posizioni politiche nel resto d’Italia? Ma non avete governato voi Cinquestelle per cinque anni con tutto l’arco costituzionale? Prima con la Lega e poi con tutto il mondo? Pur di governare per cinque anni, dal 2018 al 2022, avete amoreggiato con tutti per contribuire a scassare il sistema Italia. E ora il mio amico Nuccio Di Paola, per nascondere le sue fragilità politiche personali, sostiene che Sud chiama Nord non meritava di essere invitato a San Martino, perché alle elezioni regionali ha portato il suo 0,1% ai candidati del centrodestra? Io non ricevo ordini romani, vivo a prescindere da Roma. Non ho la sindrome dell’imprimatur dalla capitale, come tanti colleghi del centrosinistra che devono sottostare ai sondaggi nazionali e alle decisioni politiche romane. Questa è l’ultima possibilità che concedo all’opposizione”.

Ha esordito così De Luca nel suo discorso: “Alle elezioni regionali il 52 per cento dei siciliani non è andato a votare. Lei, presidente Schifani, ha riscontrato il gradimento di appena il 19 per cento dei siciliani. Renato Schifani non è stato portato dalla cicogna ma è stato eletto, pur se da un quinto dei siciliani, ahimè, e per le regole del gioco rappresenta il popolo siciliano, democraticamente eletto. Ha il diritto, il dovere e l’obbligo di governare”. Poi si è soffermato sul concetto di amministrare, in polemica con “chi non ha mai amministrato nemmeno un condominio”. E sull’arte del governo e i suoi risvolti politici e istituzionali.

“Carta straccia dello Statuto siciliano”

“L’ascarismo di coloro che hanno comandato in Sicilia, e che hanno scondinzolato a Roma, ha fatto sì che lo Statuto autonomo diventasse carta straccia”, sostiene il leader di ScN. “Da autonomista nel cervello e indipendentista nel cuore, ricordo che lo Statuto siciliano è entrato in vigore nel giugno 1946, mentre la Costituzione italiana l’1 gennaio 1948. Il presidente della Regione dunque avrebbe dovuto essere considerato un capo di Stato”.

“Basta pizzo legalizzato e burocrazia regionale in mano alle lobby”

De Luca si è scagliato contro il “pizzo legalizzato che soffoca da decenni la Sicilia. La burocrazia regionale, fatte le dovute eccezioni, se ne sbatte delle leggi approvate dal Parlamento, facendo scappare i giovani e affidando la pubblica amministrazione a vere e proprie lobby. Sanità, trasporto pubblico locale, rifiuti, spiaggia, mobilità interurbana, formazione, sicurezza urbana, e in generale lavori di pubblica utilità, sono sempre più scadenti a causa del pizzo legalizzato. Il pizzo legalizzato è la non certezza dei tempi che investe cittadini, imprese e sistema delle autonomie locali. La mortificazione della sussidarietà e delle autonomie locali, con la decurtazione dei fondi per i palazzi municipali ad opera di questo Parlamento. Si tratta del baronaggio di certa burocrazia regionale non nominata per il merito. Lei, presidente Schifani, si è fatto prendere dall’ansia di prestazione nel tentare, magari in buona fede, di essere innovativo, di fare cose nuove, senza curarsi di far funzionare l’esistente. E senza porsi come parametro la conquista della normalità. Io, da sindaco, ho puntato sulla normalità nel funzionamento dei servizi urbani. Un dovere primario quello di raggiungere la normalità in linea con una Regione con le carte in regola. Quelle carte in regola evocate da uno dei presidenti più illuminati: Piersanti Mattarella”.

“La macchina amministrativa non funziona e la ricchezza in Sicilia è nelle mani di pochi”

E ancora: “Presidente, non si glori delle agenzie di rating. La ricchezza, in Sicilia, è sempre di più nelle mani di pochi. La povertà è sempre di più la tragedia di molti. L’avanzo d’amministrazione è spesso segno di deficienza amministrativa. La macchina amministrativa non funziona”.

Articoli correlati

14 commenti

  1. Aveva cominciato bene , poi si è perso strada facendo. Peccato … Ormai in fase …calante !!!

    65
    65
  2. Lui DA’!… Dio gli fa un baffo.

    38
    39
  3. Cioè ?
    ScN invita alla coalizione il centrosinistra, quindi contro il centrodestra.
    Ma se non c’è accordo col centrosinistra, offeso da qiesto, rimane sotto l’ala del padre nobile, scusandosi, nel centrodestra.
    Quindi attaccando a destra ed a sinistra, ma mandando “bacetti” e “cuoricini” ????
    PS: e sono serviti 20 minuti in più, peraltro concessi, per dire sta cosa ???
    😱😱😱

    58
    59
  4. Io non capisco Cateno De Luca.Nessuno può dubitare che sia un “politico” per eccellenza,ma il termine dovrebbe avere un significato sostanziale di appartenenza ad un’area o ad una identità che si è consolidata nel post conflitto .Se uno è ancorato ai significati parliamo di destra-centro-sinistra.Scartata l’area di appartenenza per il “centro”per via di una insofferenza che il nostro non fa fatica a mettere in mostra,gli resterebbero la destra e la sinistra,verso cui non si muove con decisione. Egli mi appare,pertanto,come un pessimo Calenda.Prima si fa attrarre da Schifani che rappresenta la destra-discutibile-conservatrice di marca berlusconiana. Ora vira a sinistra ed auspica un campo largo con PD e M5S,con cui non ha mai dialogato.Ciò non significa che non potrebbe farlo.Ma il problema per riuscirci non sono per lui i programmi o le scelte,ma il ruolo che egli vorrebbe ritagliarsi.Secondo la mia modesta opinione a fargli cambiare direzione di marcia ogni due x tre potrebbe aver inciso la presenza di qualche competitor che ultimamente lo sta oscurando,per esempio La Vardera. Potrebbe essere quest’ultimo la spalla che cerca per convincere i siciliani ad aiutarlo nella scalata.Impresa ardua perché i destini siciliani li decidono altre realtà politiche e mafiose che attraggono più degli stessi programmi.Quando sarà pronto batta un colpo.

    12
    13
  5. Un’offertona che proprio non si può rifiutare.
    Mi raccomando, sinistra…..

    33
    34
  6. De Luca e la sinistra sono lontani come la Terra e Saturno. Per favore rimani con i tuoi amici.

    44
    44
  7. Non sa dove andare a sbattere la testa 🤦🤦🤦fino a un mese fa era alleato con la destra, ora si vuole alleare con la sinistra…ma come si può votare un personaggio del genere…

    95
    92
  8. …perchè il Centro Destra di De luca diventa Destra nel titolo ???

    8
    8
  9. Cittadino sconvolto 3 Dicembre 2025 06:42

    … lo evitano tutti…. questa è la sostanza.!!!

    18
    18
  10. unico alleato naturale, cromosomicamente affine, ispiratore di SCN e Sicilia Vera prima e di tutte le trovate pubblicitarie è uno e soltanto uno: La Buonanima . Tra loro un ideale accoppiamento

    21
    21
  11. Ma ti rendi conto che distruggi le possibilità di accordo prima ancora che queste possano realizzarsi?
    Lo fai di proposito o non sei propone grado?
    Ce lo spieghi Cateno?

    16
    5
  12. Un sindaco di un’altra città che dispone del municipio del capoluogo come fosse una dependance privata, un palcoscenico dove recitare il copione della “buona amministrazione”. Ed ecco che, nella schizofrenia ormai cronica, De Luca lascia cadere le possibili dimissioni anticipate di Basile. E qui la logica si inceppa. Se un’amministrazione funziona, se il sindaco è così bravo da meritare la benedizione settimanale del leader ed il suo incensamento di fronte alla città, perché dovrebbe andarsene? De Luca oggi guarda a quel PD i cui consiglieri messinesi chiamava “pidioti” e a quel Movimento 5 Stelle che disprezzava definendo i suoi componenti politici come “sotto i capelli niente”. Cerca alleanze, disperatamente. L ’impressione è che il leader di “Sud chiama Nord” stia facendo i conti con una realtà diversa da quella trionfale del 2022. I numeri, dicono, non sono più quelli di allora. Un sondaggio darebbe Sud chiama Nord, e quindi De Luca, al 4%. Il consenso, quella merce volatile che i social network misurano con crudeltà, è in calo evidente. I messinesi, e pare anche i taorminesi, mostrano chiari segni di insofferenza, se non beceri ed ingiustificabili insulti. De Luca sostiene che la decisione non dipenda dagli assetti regionali e neanche nazionali. Sarà. Ma l’impressione è che il leader di “Sud chiama Nord” stia facendo i conti con una realtà diversa da quella trionfale del 2022. I numeri, dicono, non sono più quelli di allora. A livello regionale un sondaggio del centrosinistra darebbe Sud chiama Nord, e quindi De Luca, al 4% Il consenso, quella merce volatile che i social network misurano con crudeltà, è in calo evidente. I messinesi, e pare anche i taorminesi, mostrano chiari segni di insofferenza agli ingiustificabili insulti.

    15
    15
  13. Mi auguro che il centro sinistra non si faccia abbagliare, meglio perdere con onore che avere in compagnia un soggetto maldestro come questo , io elettore di sx non andrei a votare, la politica deve essere cosa seria non spettacolo e teatrino.

    9
    9
  14. Vox clamans in deserto

    6
    6

Rispondi a SereL Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED