Il consigliere comunale dei progressisti democratici consiglia al sindaco Accorinti di rispolverare la delibera approvata dal precedente Consiglio comunale e rivalutare le offerte presentate nella gara del 2009. Zuccarello boccia tutte le altre «proposte avanzate in questi mesi a mezzo stampa»
Palagiustizia satellite si fanno i conti senza l’oste. E’ questo in sintesi il commento che si evince dalla nota del consigliere comunale dei Progressisti Democratici Daniele Zuccarello, il quale ha deciso di inserirsi a gamba tesa nel dibattito sul secondo tribunale, proponendo di rinnovare la graduatoria per l’aggiudicazione della gara indetta dal Comune nel 2009. Si tornerebbe così a valutare le offerte del Gruppo Gmc srl e della Neptunia Spa (Gruppo Franza), che hanno messo entrambi a disposizione due diversi immobili in via Bonino; e della Curia, che ha “offerto” il plesso che ospitava l’Istituto tecnico Marconi .
Da parte dell’esponente del Civico Consesso, infatti, non arriva alcuna nuova proposta sull’ubicazione degli uffici giudiziari ma piuttosto un monito sulla necessità di ripartire dalla procedura ancora aperta, rispolverando la delibera 10/C approvata dal Consiglio Comunale nel febbraio 2013 in seguito ai pesanti rilievi mossi dal Cga. Nel 2011, infatti, l’organo di giustizia amministrativa aveva giudicato la procedura esperita dal Comune viziata per incompetenza dell’organo di giunta a siglare la vendita ed aveva evidenziato, al contempo, nelle oltre trenta pagine dell’atto, tutta una serie di anomalie ed incongruenze di cui sarebbe responsabile la commissione incaricata di valutare le offerte. L’aula aveva, dunque, deciso di ricominciare dall’apertura delle buste, con una nuova commissione ed un nuovo Rup. La delibera 10/C non ha avuto però seguito, né con il commissario straordinario Luigi Croce né con l’attuale sindaco, Renato Accorinti, al quale Zuccarello si rivolge chiedendogli di prendere una posizione definitiva sull’argomento, di fatto sollecitandolo a proseguire il percorso indicato dal precedente Consiglio Comunale.
Secondo l’esponente dei Progressisti democratici , «la strada di annullamento della delibera di indizione della gara è molto dubbia e la revoca richiede la valutazione di “sopravvenuti motivi di pubblico interesse” o “mutamento della situazione di fatto” o ancora “nuova valutazione dell’interesse pubblico originario”(l.n.241/90 art. 21quinquies). Se l’Amministrazione dovesse procedere alla revoca – scrive ancora nella sua nota – dovrebbe, in sostanza, dimostrare che nel 2009 non vi erano le ragioni di richiedere che il finanziamento del Ministero fosse impiegato per l’acquisto di un immobile esistente o che l’utilizzazione del finanziamento Ministeriale non fosse allora o non sia divenuto oggi indispensabile per dotare la città della struttura. Il tutto in una condizione nella quale si lamentano i costi delle molte e diverse locazioni».
Il consigliere comunale, infine, boccia senza se e senza ma tutte le altre «proposte avanzate in questi mesi a mezzo stampa». Pollice verso sia la Casa dello Studente, che «ha un vincolo di destinazione ed è oggetto di finanziamenti pubblici per adeguarla sismicamente»; sia per l’Ospedale Regina Margherita, immobile della Regione anche questo vincolo di destinazione (originario) per l’attività sanitaria; sia per l’area militare di Bisconte, per l’acquisizione della quale l’iter sarebbe lungo e complicato. L’esponente del Civico Consesso dice no anche all’Ospedale militare.
A proposito di quest’ultima ipotesi, Zuccarello non risparmia qualche frecciatina al sindaco: « non si capisce perché Accorinti parli con il Ministro degli Interni anziché con il Ministro della Difesa, che è competente» .
Polemiche a parte, Zuccarello torna subito al nodo centrale della questione e ribadisce che se il Comune vuole cambiare idea e trovare una soluzione ex novo rispetto a quelle già individuate nel 2009 «deve revocare i propri precedenti provvedimenti, correndo il rischio di pagare ingenti risarcimenti».
A questo punto non resta che vedere cosa deciderà il sindaco Accorinti. Da un anno a questa parte, la giunta di palazzo Zanca ha solo deciso di non decidere, lasciando in stand-by i 14 milioni di euro di finanziamento ministeriale.
Danila La Torre
