Il ritardo dell'arrivo di un macchinario speciale di circa un mese ha fatto slittare l'iter. Intanto il vecchio viadotto è stato demolito e si lavora a rampe e marciapiedi perimetrali
MESSINA – Via Don Blasco vedrà la luce entro l’estate (si spera), ma non ad aprile. Nonostante il cantiere del viadotto proceda veloce, con la demolizione del vecchio impalcato e l’avvio delle nuove operazioni, la scadenza slitterà. Della situazione si era parlato a inizio gennaio in prima commissione viabilità e lo stesso si è fatto oggi, lunedì 16 marzo. Presente in aula, su invito del presidente Salvatore Papa, l’ingegnere Antonino Rizzo, rup (responsabile unico del progetto) dell’opera.
Rizzo spiega cos’è stato fatto in via Don Blasco
Ai microfoni dei cronisti, Rizzo ha spiegato: “Abbiamo completato le opere di demolizione del vecchio viadotto, che era costituito da due campate da 20 metri e da una pila centrale. Tutte queste operazioni sono state effettuate. Stiamo cominciando a predisporre la rampa di accesso che ci porterà alla quota del nuovo ponte in acciaio. Questo perché il rilevato di appoggio che c’era prima era costituito da muri a gravità. Ora si sta facendo una struttura in cemento armato che ci consentirà di collegare la quota zero di partenza del livello stradale fino alla quota di 2 metri dell’impalcato della nuova struttura in acciaio. Sarà una campata unica di 40 metri più 10 metri e con una pila che scavalcherà il torrente Portalegni. Quindi ci sarà una zona libera sotto che si potrà eventualmente sfruttare dal punto di vista di passeggiata”.
E ancora: “Abbiamo anche iniziato le operazioni di costruzione dei marciapiedi perimetrali. Sono tutte opere propedeutiche alla realizzazione del ponte in acciaio che è già presente nel deposito di cantiere di via Don Blasco. Si procederà alla fasi di montaggio di queste travi zincate a caldo, che saranno imbullonate e con delle gru saranno portate sul punto di varo del ponte e installate sulla nuova pila centrale che nel frattempo avremo realizzato”.
Una macchina in ritardo per il ciclone Harry: slitta l’apertura
C’è però una questione legata alle tempistiche. La precedente deadline per l’apertura, prevista per fine aprile, slitterà. A causa di un “ritardo” nell’arrivo del macchinario che dovrà essere utilizzato per gli scavi delle palificazioni: “La macchina è arrivata in cantiere in ritardo a causa del ciclone Harry. Era un trasporto eccezionale e in quanto tale ha risentito del divieto d’accesso sulla SS114. Si è dovuto ottenere un’autorizzazione con il Consorzio autostrade (il Cas, ndr) per il trasporto eccezionale in autostrada. Abbiamo superato questo scoglio e la macchina è in cantiere. A breve si cominceranno le perforazioni per i 60 pali di fondazione delle strutture di appoggio del nuovo ponte”.
Rizzo: “Tempistiche? Le diremo dopo le perforazioni”
Rizzo ha quindi spiegato: “La macchina è arrivata da una settimana in cantiere, mentre era previsto che arrivasse il 9 febbraio. Ora si sta preparando tutto per l’utilizzo. Le date di apertura? Ne sapremo di più tra una quindicina di giorni quando le operazioni di perforazione effettivamente partiranno”. Un’operazione che chiederà “circa una ventina di giorni. Non appena finiranno potremo dare indicazioni esatte sull’apertura. Non sarebbe corretto parlare oggi di tempistiche”. L’ipotesi è che il ritardo nell’arrivo del macchinario di una trentina di giorni faccia slittare tutto l’iter di almeno un mese.






