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“Un’opera abusiva e pericolosa”. Dura denuncia di Mario Foti che chiede i sigilli all’impianto

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“Un’opera abusiva e pericolosa”. Dura denuncia di Mario Foti che chiede i sigilli all’impianto

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domenica 02 Novembre 2014 - 00:33
“Un’opera abusiva e pericolosa”. Dura denuncia di Mario Foti che chiede i sigilli all’impianto

L'agguerrito siindaco di Furnari ha messo nero su bianco una durissima denuncia, dopo l'ennesima conferenza dei serivizi presso la Regione. Secondo Foti i rischi per l'ambiente e l'uomo sono altissimi, gli Enti e le Autorità finora hanno latitato e intanto il sito continua a funzionare, nonostante le bacchettate regionali.

“E’ palese ed accertato che la discarica di Contrada Zuppà a Mazzarrà Sant’Andrea è un’opera interamente abusiva sotto il profilo urbanistico ed edificatorio, è staticamente instabile e pericolosa ed insiste in un’area a rischio idrogeologico (R4) ed a distanza non regolare dal bacino idrico protetto nel quale si trovano i pozzi di approvvigionamento idrico del Comune di Furnari. Tutte queste situazioni di palese illegalità, aggravate dalla mancanza di un adeguato studio geologico, determinano una preoccupante situazione dalla quale potrebbe derivare un improvviso crollo con sversamento incontrollato di percolato nell’alveo del Torrente Mazzarrà. Considerato poi che l’enorme abbancamento di rifiuti non autorizzati e non previsti in progetto determina una situazione di instabilità, si rende assolutamente necessaria l’immediata ed improrogabile apposizione di sigilli a tutto l’impianto illegittimamente realizzato in pregio alle norme vigenti in materia, nonchè ogni altra idonea azione atta a scongiurare il pericolo in atto”.

Un responso durissimo e una richiesta altrettanto cruda quella messa nera su bianco dall’agguerrito sindaco di Furnari Mario Foti, uno dei nemici giurati della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea. Il primo cittadino furnarese ha inviato la sua pesantissima denuncia a tutti gli Enti e le Autorità competenti, quattro pagine di rilievi e segnalazioni che, se confermate, dovrebbero portare alla chiusura immediata del sito in cui scaricano i rifiuti decine di Comuni della provincia, compreso Messina.

La Regione ha puntato i suoi riflettori su Mazzarrà ormai da diversi mesi e anche il Dipartimento Acqua e Rifiuti non ha certo risparmiato responsi molto duri sulla gestione dell’impianto, tanto da ave ritirato le autorizzazioni per ampliamento e realizzazione del biostabilizzatore. Foti però prova ad andare oltre e con questa denuncia spera di smuovere ancor di più le coscienze di chi ha responsabilità diretta su quanto avviene in quella discarica.

Foti spiega che dopo la conferenza di servizi che si è tenuta a Palermo pochi giorni fa, presso il Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti, è emerso che “la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea è un’opera abusiva che impone una immediata chiusura poiché con l’attuale esercizio abusivo la stessa ha determinato e continua a determinare un grave danno alla salute dei cittadini di Furnari e rischia di creare un danno ambientale irreparabile nel territorio circostante”.

Per Foti ciò emerge anche dalla circostanza che in detta sede si è definitivamente acclarato che la società TirrenoAmbiente S.p.A., che gestisce il sito della discarica, ha accumulato abusivamente più di 30 metri in altezza di rifiuti per tutta la circonferenza della discarica, oltre ad aver smantellato abusivamente un tratto di montagna ed aver abbancato terre da scavo, anch’esse senza autorizzazione. “Tale opera illecita, poiché non prevista nel progetto approvato dalla Regione Siciliana, come peraltro contestato durante la conferenza dei servizi ed ammesso anche dalla stessa società Tirrenoambiente S.p.A., è la causa delle profonde crepature e cedimenti, che creano una situazione di assoluta emergenza igienico- sanitaria e di pericolo per la stabilità di tutto il sito”.

Il sindaco spiega che è stata proprio Tirrenoambiente a dichiarare che “l’eccessivo cumulo di rifiuti in altezza ha determinato delle evidenti condizioni di instabilità…nonché “…la presenza nei rifiuti di una frattura che taglia diagonalmente l’abbancamento… ed ancora che in detta frattura “…la cui profondità è impossibile determinare,..” ha provocato uno spanciamento” del corpo di rifiuti lungo il fronte sud-est ed allo scivolamento del nord-est..”.

Sembrerebbe poi che proprio da questo “spanciamento” si è procurata una lesione nell’enorme corpo dei rifiuti che provoca la fuoriuscita continua e costante di un flusso di percolato non regimentato che colerebbe lungo le pareti della gigantesca montagna, con evidente danno ambientale alle falde del torrente e ad altre matrici del sottosuolo. Secondo queste parole il rischio di gravissimo danno sanitario-ambientale è dietro l’angolo e adesso l’ulteriore preoccupazione è che con le piogge si possa determinare un ulteriore aggravamento con effetto devastante alle falde del torrente e ad altre matrici del sottosuolo proprio in un sito alluvionale posto appena a 300 metri circa dai pozzi di approvvigionamento idrico del Comune di Furnari. Per il sindaco questo pericolo risulta ancora accentuato dalla mancata realizzazione della strada di accesso all’invaso che, malgrado sia stata prevista nei provvedimenti autorizzatori oggi oggetto di revoca, non è stata mai realizzata determinando dei pericoli ulteriori di crollo derivanti da un costone oggetto di friabile che potrebbe crollare con serio rischio ai mezzi ed alle persone che transitano da e verso la discarica.

Il primo cittadino ricorda poi anche le vecchie denunce sui “quattro pozzi abusivi utilizzati dalla TirrenoAmbiente spa, per l’approvvigionamento idrico ad uso industriale, in violazione della normativa vigente, o sulle opere edilizie che insistono nell’impianto realizzate in difformità allo strumento urbanistico del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea e, a quanto è dato conoscere, prive di concessione edificatoria, o ancora sull’impianto di percolato ed alle relative vasche di accumulo che sembrerebbe siano state realizzate in assenza di qualsivoglia titolo concessorio e/o autorizzatorio”.

Foti non ha neanche alcuna remora a ricordare che da tempo ha incitato le diverse autorità competenti a vigilare sulla sicurezza dell’impianto con pubbliche denunce e dichiarazioni nelle competenti sedi istituzionali, rimaste purtroppo senza adeguato riscontro.

“E’ paradossale rilevare che, a fronte di questa situazione di gravissimo pericolo, le autorità e gli Enti competenti, che hanno ed avevano l’obbligo di controllo e verifica e che dovevano correttamente svolgere la dovuta attività di controllo e prevenzione nei confronti di una attività pericolosa ed abusiva, oggi stiano assolutamente inoperosi ed inattivi, ponendo in essere omissioni dei propri atti di ufficio e condotte concorrenti al disastro ambientale accertato, consentendo illegittimamente che in questo invaso si continui ad esercitare abusivamente ed illecitamente una attività per la quale il competente Dipartimento Regionale, con un provvedimento valido ed efficace, ha fatto decadere il gestore da qualunque autorizzazione”.

Per Foti la soluzione è una sola: sigilli immediati e chiusura. Resterebbe però un problema di non poco conto: dove andrebbero a scaricare tutti i Comuni che attualmente si servono di Mazzarrà? Una domanda alla quale al momento è impossibile rispondere. Il sindaco furnarese adesso aspetterà di capire se questa denuncia verrà attenzionata. Ma resta sul piede di guerra.

F.St.

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