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Stop ad abilitazioni e concorsi: la Flc Cgil esige chiarezza

Sara Faraci

Stop ad abilitazioni e concorsi: la Flc Cgil esige chiarezza

martedì 28 Gennaio 2014 - 10:34
Stop ad abilitazioni e concorsi: la Flc Cgil esige chiarezza

Il coordinatore provinciale e regionale Flc Cgil dei docenti di strumento musicale, Antonio Cicero, accende i riflettori sull'instabile prospettiva degli insegnanti non ancora abilitati. La sospensione dei concorsi pubblici e degli stessi percorsi formativi abilitativi rappresenta un intollerabile sbarramento alla progressione professionale di questa categoria

Ancora incerto il futuro dei docenti di strumento musicale. Esclusi dal “concorsone” del 2013 bandito dal ministro Profumo e ignorati dai provvedimenti ministeriali, le professionalità musicali del nostro Paese fanno adesso i conti con un espediente elaborato dal Governo per venire loro incontro ma rivelatosi, sostanzialmente mal funzionante.

Si tratta dei Tirocini Formativi Attivi (TFA), oggi noti con il nome di Percorsi Abilitanti Speciali (PSA) – spiega il coordinatore provinciale e regionale FLC CGIL, dei docenti di strumento musicale, Antonio Cicero. E’ vero che i docenti non di ruolo ma con almeno tre anni di servizio alle spalle potranno accedere di diritto a questi corsi abilitanti ma è altrettanto vero che l’attivazione di questi stessi percorsi formativi stenta ad avviarsi, vanificandone, di fatto, l’utilità.

Una situazione di stallo che fomenta le preoccupazioni sul futuro didattico di professionalità che hanno profuso sforzi e competenze nella valorizzazione qualitativa del settore musicale nel nostro paese. Orchestre giovanili, junior band, preparazione di solisti in erba sono solo alcuni esempi delle esperienze educative alle quali i docenti, pur non abilitati, hanno concorso. La loro opera è stata preziosa per la creazione e il mantenimento dei corsi di strumento musicale nelle scuole medie statali – ha spiegato lo stesso Cicero – è non sono stati rari i casi in cui i docenti abbiano dimostrato passione e fiducia nell’opera di ricompattamento della dispersione scolastica, soprattutto nei quartieri ad alto rischio, al punto da investire risorse personali nell’acquisto di strumenti e materiale didattico non fornito dalla scuola.

Per loro, adesso, l’indifferenza dei vertici dirigenziali, il limbo in cui la stasi ministeriale li relega a tempo indeterminato, è uno schiaffo a piene mani. Ma al di là dei risvolti più strettamente umani che la complessa problematica assume, emergono anche discrasie nei confronti dell’ordinamento comunitario. Un’ordinanza e una sentenza, emanate dalla Corte di Giustizia Europea, minacciano di “mettere in discussione anni di norme italiane sui contratti flessibili nella pubblica amministrazione” – ha proseguito il coordinatore FLC CGIL.

Incoraggianti suonano le promesse del ministro della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, D’Alia, che prospetta la possibilità di concorsi riservati ai precari con almeno tre anni di lavoro nella P.A. all’attivo e prevede un sistema di inserimento stabile e meritocratico seppur compatibile con le scarse risorse finanziarie attualmente disponibili.

E tuttavia, a tali rassicurazioni, fa eco il blocco da parte dell’attuale ministro Carrozza, dei concorsi già programmati dall’ex ministro Profumo. Un’alternanza di iniziative positive e battute d’arresto che confonde e spiazza e che ha spinto, da ultimo, il segretario della FLC CGIL Sicilia, Giusto Scozzaro, ha inviare proprio ieri all’Ufficio scolastico Regionale Sicilia ma anche ad Università e Conservatori regionali, una diffida ad attivare i tanto chiacchierati PAS.

Un tira e molla tra docenti e amministrazione che non accenna a tradursi in compromesso, una contrapposizione di interessi rispetto alla quale la FLC CGIL chiede innanzitutto chiarezza, nella speranza che risposte concrete e strutturate possano definitivamente mettere un punto all’endemica instabilità di questo bistrattato corpo docenti.

(Sara Faraci)

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