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Morte Provvidenza Grassi. Ris al lavoro, troppi i punti oscuri

Alessandra Serio

Morte Provvidenza Grassi. Ris al lavoro, troppi i punti oscuri

venerdì 24 Gennaio 2014 - 11:56
Morte Provvidenza Grassi. Ris al lavoro, troppi i punti oscuri

Nel tratto di tangenziale corrispondente al luogo del ritrovamento, il guard rail manca del tutto, appena fuori dalla galleria, poi è danneggiato per un lungo tratto. Qui già da mesi sono stati collocati i cartelli di segnalazione. Com'è possibile, quindi che nessuno si sia preoccupato di ispezionare la zona circostante, se c'erano chiari segni di un incidente stradale?

Ci sono ancora tanti interrogativi aperti, nella tragedia di Provvy. I dubbi che abbia messo fine alla sua corsa nella vita, ad appena 27 anni, con un volo dal viadotto, un incidente che non è riuscita a evitare, sono sempre più risibili.

Il lavoro degli investigatori si concentra ora sugli aspetti tecnici: i rilievi sull'auto, la Fiat 600 bianca adoperata per andare dal fidanzato, a Rometta, poi tornare a casa, a Santa Lucia sopra Contesse. L'auto sarà affidata ad un perito perché chiarisca se la posizione del veicolo, accartocciato, sia compatibile con l'ipotesi dell'incidente stradale. Sopra, sul viadotto, appena fuori la galleria, gli agenti della Polizia Stradale hanno trovato la targa della macchina, rimasta incastrata tra i guard rail e il muretto che sostiene la barriera protettiva.

E qui si apre il primo interrogativo. Nel tratto di tangenziale corrispondente al luogo del ritrovamento, il guard rail manca del tutto, appena fuori dalla galleria, poi è danneggiato per un lungo tratto. Qui già da mesi sono stati collocati i cartelli di segnalazione. Com'è possibile, quindi che nessuno si sia preoccupato di ispezionare la zona circostante, se c'erano chiari segni di un incidente stradale?

Intanto in tarda mattinata il sostituto procuratore Diego Capece Minutolo, accompagnato dai carabinieri del Nucleo Investigativo e della stazione di Tremestieri, si è recato all'obitorio del Policlinico. L'intento è quello di effettuare l'esame medico legale sul corpo di Provvidenza prima possibile, per poter finalmente restituire le spoglie ai suoi cari. Dietro la porta dell'obitorio, ad attendere, il padre Giovanni, che l'ha cercata per mesi, oggi spera almeno di poterla accompagnare nell'ultimo viaggio, per poterla piangere, dopo aver fatto benedire quel che rimane del suo corpo martoriato. Un corpo che i carabinieri del Ris hanno trovato accartocciato, dilaniato, in avanzato stato di decomposizione. Un mucchietto di ossa ripiegate su se stesse, fuori dall'abitacolo della Seicento.

E qui si apre il secondo interrogativo: non è chiarissimo, infatti, se sia stata la ragazza a provare a uscire dall'auto, o se è stata sbalzata fuori a causa dell'impatto. Forse, cioè, Provvidenza è precipitata dal viadotto, é riuscita ad uscire dalla macchina ma poi non ha potuto chiamare aiuto. Forse, gravemente ferita, tra il fogliame e la recinzione, in piena notte, ha provato a lanciare un urlo straziante al cielo stellato di luglio. Ma nessuno l'ha sentita, prima del suo ultimo respiro. Come per altri casi simili, la risoluzione di questo tragico mistero è nelle mani delle Competenze del Ris di Messina e del comandante Sergio Schiavone.

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