Parla l’ing. capo del Genio Civile Santoro: «Non sono uno sventratore di colline»

Parla l’ing. capo del Genio Civile Santoro: «Non sono uno sventratore di colline»

Danila La Torre

Parla l’ing. capo del Genio Civile Santoro: «Non sono uno sventratore di colline»

giovedì 06 Novembre 2014 - 11:27

Il nuovo capo dell’Istituzione di via Aurelio Saffi ha deciso di rompere il silenzio di queste settimane, rispondendo anche a chi lo ha voluto screditare, ancor prima di vederlo all’opera. Sulla vicenda degli incarichi da Rup per le opere di Giampilieri annuncia la nomina del sostituto di Sciacca, a cui non manca di mandare messaggi più o meno diretti

La sentenza con cui il tribunale del Lavoro ha respinto il ricorso di Gaetano Sciacca (vedi correlato) apre una nuova fase per il Genio civile di Messina. Se peggiore o migliore di quella precedente lo diranno solo i fatti ed il tempo, di certo c’è che il pronunciamento del giudice Graziella Bellino determina, di fatto, un nuovo inizio anche per l’attuale ingegnere capo, Leonardo Santoro.

In questi due mesi, il dirigente regionale proveniente dalla Motorizzazione ma con alle spalle una lunga esperienza nella Protezione civile è rimasto nell’ombra, un po’ per scelta un po’ perché oscurato dal suo predecessore, che ha avuto invece tutti i riflettori puntati addosso, soprattutto nazionali.

Appresa la notizia della sentenza a lui favorevole, Santoro ha deciso di rompere il silenzio di queste settimane, rispondendo anche a chi lo ha voluto screditare, ancor prima di vederlo all’opera. Tuttavia, prima di lanciare messaggi ben precisi all’ esterno, l’ingegnere capo si è innanzitutto rivolto a coloro i quali svolgono la propria attività l’interno dell’ufficio, convocando una riunione lampo con il personale del Genio Civile, esattamente come aveva fatto il giorno del suo insediamento, avvenuto lo scorso 19 settembre. Giusto il tempo di invitare tutti a mettere un punto sul passato ed avviare un sano e leale rapporto di collaborazione per il bene dell’istituzione, che un ruolo sempre più importante ha acquisito in città.

Un faccia a faccia necessario con i dipendenti del Genio Civile, perché in questi due mesi non è stato facile per l’ingegnere Santoro abbattere quel muro di diffidenza eretto da chi aveva difficoltà ad accettare il cambio al vertice.

«In ufficio ho trovato un clima di vera e propria ostilità da parte di una quota minoritaria ma anche un disagio diffuso , che probabilmente scaturiva dall’incertezza sul futuro della dirigenza e che via via è aumentato raggiungendo il picco nei giorni immediatamente precedenti e successivi all’udienza (per il ricorso presentato da Gaetano Sciacca al Tribunale del lavoro ndr)», confessa Santoro.

L’ingegnere capo sottolinea altresì che «parimenti questo clima di ostilità si è creato fuori attraverso una campagna nazionale mediatica che non oso definire diffamatoria ma incomprensibile, in cui sono state contrapposte due professionalità diverse ancorché accomunate da una analoga sensibilità per le politiche del territorio».

E già perché Santoro non ci sta a passare per il devastatore delle colline in contrapposizione a Sciacca, considerato l’unico paladino della salvaguardia del territorio.

«Subito dopo l’udienza del 24 – continua Santoro – vi è stata una intensificazione di articoli e servizi su scala nazionale e persino una interrogazione del senatore Mancuso, ma io ho continuato a lavorare in silenzio, cecando di assolvere al meglio al mio ruolo. Quello che mi domando è: perché tanto accanimento

La sentenza del Tribunale del Lavoro segna inevitabilmente uno spartiacque, almeno « rispetto al clima» secondo Santoro, che dopo aver taciuto per settimane, ingoiando rospi amari e subendo in silenzio attacchi provenienti da dentro e fuori le pareti del Genio Civile qualche sassolino dalle scarpe ha deciso di toglierselo.

«Io non sono uno sventratore di colline. Lo è chi ha autorizzato progetti che prevedevano costruzioni alle pendici ed in cima al torrente Trapani». Carte alla mano, l’ingegnere capo spiega di aver recentemente stoppato sia i lavori di costruzione di un fabbricato a tre elevazioni proprio sul torrente Trapani ed anche la realizzazione di un edificio di 14 piani tra via Catania, via Brescia e Via Bergamo. In relazione a quest’ultimo caso, la lettera di diniego firmata da Santoro chiama in causa anche l’amministrazione comunale, che viene invitata «a relazionare sui provvedimenti concessori rilasciati alla ditta in argomento..».

Da Santoro arriva anche un appello verbale preciso: «Voglio che il Comune si prenda la responsabilità sul fatto che non c’è alcun limite in altezza per le costruzioni».

L’ingegnere capo si dice pronto a dare più dinieghi che autorizzazioni. «Se prima si autorizzava ora non si autorizza. Semmai revocherò provvedimenti rilasciati con troppa facilità, sventrando i versanti della Panoramica, dell’Annunziata e di tutti quei siti del Boccetta ove le autorizzazioni rese sino ad un mese e mezzo fa non sarebbero mai dovute essere concesse, perché hanno modificato il regime geomorfologico ed idraulico delle colline ed amplificato il carico urbanistico invece di ridurlo».

Non lo nomina mai ma il riferimento a Sciacca è evidente, così come quando parla della vicenda degli incarichi da Rup per le opere di ricostruzione a Giampilieri , su cui invece prende di mira il suo predecessore in maniera diretta. Santoro ritiene che la scelta dell’ing. Gaetano Sciacca di non portare a termine il suo mandato possa essere giustificata da due sole motivazioni: «o non credeva nell’efficacia dei lavori che stava facendo o forte della nuova normativa Renzi, che con il decreto salva-italia taglia gli incentivi ai dirigenti, non riteneva più che tale attività fosse ancora economicamente vantaggiosa».

«Preso atto della enorme pericolosità dello stato dei lavori, constatata dal giorno dopo il mio insediamento – spiega il capo del Genio Civile – il mio unico obiettivo è stato non interrompere procedimento amministrativo e tecnico. Ho sbloccato le procedure espropriative e mi sono immediatamente attivato per superare le criticità, ottenendo in tempi brevissimi la nomina di un nuovo Rup. Si tratta –continua Santoro – di Salvatore Lizzio , stimato dirigente della Protezione Civile servizio ricostruzione di Catania. L’ho già messo in contatto con i progettisti, che continueranno così ad operare con un’unica regia, come da me sempre auspicato ma non più evidentemente auspicato da Sciacca che , nel lasciare l’incarico, aveva detto di rivolgersi alle tante professionalità interne. Eppure se avesse continuato, avrebbe avuto un ufficio tutto per lui, dove avrebbe potuto incontrare chi voleva e continuare e portare serenamente a termine le opere rimaste incomplete».

Polemiche a parte, l’ingegnere Santoro vorrebbe iniziare a concentrare l’attenzione sulle cose fatte in questa primissima fase della sua guida a capo del Genio Civile ed è lui stesso a raccontarle. «Ho incontrato quasi una trentina di sindaci della zona tirrenica e della zona ionica per instaurare subito un rapporto di collaborazione; Ho sbloccato i finanziamenti per lo svuotamento dei torrenti e fornito indirizzi per la prevenzione del rischio idrico, illustrando anche il quadro normativo che fa chiarezza sulle competenze degli enti proprietari delle opere di attraversamento dei torrenti, al fine di individuare facilmente il responsabile della funzionalità idraulica a monte e a valle dei torrenti».

Santoro ci tiene a far spere di avere anche riacciuffato per il rotto della cuffia un finanziamento destinato alla protezione del litorale antistante la piazzetta di Torre Faro. «Ho recuperato dal cassetto una perizia senza la quale la regione non poteva appaltare l’opera, pur avendo le somme a disposizione . Si farà subito la gara ed entro il 30 novembre si procederà con l’appalto, il mio augurio – conclude Santoro – è che i lavori possano già iniziare a Dicembre».

L’ingegnere capo assicura di voler instaurare buoni rapporti anche con il Comune di Messina. Non è un mistero per nessuno che il sindaco Renato Accorinti in campagna elettorale abbia avuto al suo fianco Gaetano Sciacca, il quale pessimi rapporti aveva invece avuto con l’ex primo cittadino, Giuseppe Buzzanca. A tal proposito Santoro afferma che per lui «non esistono utenze ed amministrazioni amiche o nemiche. Penserò esclusivamente ad un corretto svolgimento del servizio pubblico».

L’ingegnere capo punta a mantenere alto il nome del Genio Civile, sicuro – per quel che lo riguarda personalmente – di poter vedersi riconosciuta la credibilità che merita e che ritiene più importante della visibilità.

Danila La Torre

8 commenti

  1. Angigneri,prima videmu i fatti e poi videmu i misfatti. A parrari semu tutti bravi ma lo sfacelo di Messina lo può vedere da ogni angolo e Nun c’è bisogno ‘a zingara p’andiviná

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  2. Angigneri,prima videmu i fatti e poi videmu i misfatti. A parrari semu tutti bravi ma lo sfacelo di Messina lo può vedere da ogni angolo e Nun c’è bisogno ‘a zingara p’andiviná

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  3. Onesto Cittadino 6 Novembre 2014 16:30

    Dopo tanti show televisvi di sciacca, questa risposta fa solo onore all’ingegner Santoro. Sarebbe anche bene capire come mai l’ingegnere sciacca sia passato a difensore del territorio, quando il canale in cemento armato (quello e’ buono e benedetto si intende) grida allo scandalo. Esso infatti poteva ampiamente essere sostituito da opere di ingegneria naturalistica. Ovviamente la Giordano nulla dice al riguardo, avendo unto l’ing. Sciacca col sacro vessillo di decementificatore.Forza ing. Santor

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  4. Onesto Cittadino 6 Novembre 2014 16:30

    Dopo tanti show televisvi di sciacca, questa risposta fa solo onore all’ingegner Santoro. Sarebbe anche bene capire come mai l’ingegnere sciacca sia passato a difensore del territorio, quando il canale in cemento armato (quello e’ buono e benedetto si intende) grida allo scandalo. Esso infatti poteva ampiamente essere sostituito da opere di ingegneria naturalistica. Ovviamente la Giordano nulla dice al riguardo, avendo unto l’ing. Sciacca col sacro vessillo di decementificatore.Forza ing. Santor

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  5. La lobby ha vinto! Sciacca è stato defenestrato.
    La “crisi orgasmica di piacere” che traspariva dall’atteggiamento dell’ordine degli ingegneri di Messina dopo il cambio di mansione dell’ing. Sciacca è stata sotto gli occhi di tutti.
    Tale ondata di piacere, unita al fatto che il nuovo incarico previsto per l’ing. Sciacca ancora non sia stato attivato, mi fanno pensare che non si sia trattato di una “normale rotazione di dirigenti, come maldestramente detto, ma di una subdola “messa a riposo”.

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  6. La lobby ha vinto! Sciacca è stato defenestrato.
    La “crisi orgasmica di piacere” che traspariva dall’atteggiamento dell’ordine degli ingegneri di Messina dopo il cambio di mansione dell’ing. Sciacca è stata sotto gli occhi di tutti.
    Tale ondata di piacere, unita al fatto che il nuovo incarico previsto per l’ing. Sciacca ancora non sia stato attivato, mi fanno pensare che non si sia trattato di una “normale rotazione di dirigenti, come maldestramente detto, ma di una subdola “messa a riposo”.

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  7. Onesto Cittadino 7 Novembre 2014 09:05

    E certo. Se dal decreto di trasferimento al trasferimebto effettivo passa un anno, nulla da dire. Se dal trasferimebto al nuovo un ruolo passa qualche mese, ecco le lobby. Le scie chimmiche fanno il resto.

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  8. Onesto Cittadino 7 Novembre 2014 09:05

    E certo. Se dal decreto di trasferimento al trasferimebto effettivo passa un anno, nulla da dire. Se dal trasferimebto al nuovo un ruolo passa qualche mese, ecco le lobby. Le scie chimmiche fanno il resto.

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