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Doppio incarico a Iacomelli Messina-Roma: De Luca chiede 5 mln di risarcimento

Rosaria Brancato

Doppio incarico a Iacomelli Messina-Roma: De Luca chiede 5 mln di risarcimento

sabato 20 Luglio 2019 - 11:18
Doppio incarico a Iacomelli Messina-Roma: De Luca chiede 5 mln di risarcimento

L'ex manager avvia istanza per illegittimo licenziamento, il sindaco rilancia e chiede risarcimento danni all'immagine

Quell’incarico da 200 mila euro con la Sogesid di Roma, mentre era contestualmente direttore generale di Messina servizi beni comuni, rischia di procurare altre grane al manager Iacomelli.

L’articolo di Tempostretto

Il 16 novembre dello scorso anno, in piena emergenza rifiuti, Tempostretto pubblicò la notizia relativa al doppio incarico di Iacomelli, tra Messina e Roma. La gestione dei rifiuti da parte del manager era già sotto i riflettori del sindaco De Luca, che a fine ottobre aveva dato l’ultimatum a Iacomelli e 30 giorni di tempo per risolverla.

Il licenziamento

La querelle finì con l’avvio di un’indagine interna dell’amministrazione ed il licenziamento di Iacomelli. Nel frattempo i vertici di Messina servizi bene comune avevano alzato i primi paletti sul doppio incarico che quantomeno avrebbe richiesto doti di ubiquità vista la portata della direzione generale a Messina. L’incarico alla Sogesid era stato autorizzato dall’ex presidente di MSBC Ginatempo ma Iacomelli non aveva fatto alcun cenno ai nuovi vertici della questione.

Il ricorso al Tar

Dopo il licenziamento Iacomelli annunciò di voler adire alle vie legali. Ieri il Tar ha accolto la sua richiesta di accesso agli atti (il dossier d’indagine predisposto dall’amministrazione durante l’emergenza d’autunno), dando però l’assist al sindaco di passare al contrattacco proprio per quell’incarico da 200 mila euro a Roma.

De Luca, dopo un vertice col presidente di Messina servizi bene comuni Pippo Lombardo, con il cda, gli assessori competenti ed i legali, ha spiegato come sono andate le cose: “Era direttore generale di MessinaServizi ma lavorava per un’ altra società- scrive De Luca- Iacomelli ha presentato istanza chiedendo 500 mila euro per illegittimo licenziamento? Io sto dando incarico di risarcimento da 5 milioni per aver danneggiato l’immagine di Messina

Ieri il Tar di Catania ha accolto parzialmente la richiesta dell’ex DG della Messinaservizi Aldo Iacomelli autorizzandolo alla richiesta di accesso agli atti che l’Assemblea dei Soci aveva citato nella seduta del 3 dicembre 2018. Si tratta di atti di indagine di P.G. disposti dall’amministrazione comunale per far luce sulla crisi dei rifiuti che si è verificata a novembre e che erano stati trasmessi anche alla Procura della Repubblica. In considerazione della natura degli atti e della richiesta di avvio d’indagine, la giunta non aveva consegnato il dossier a Iacomelli. Il Tar ha invece dato ragione a Iacomelli che ha così pieno diritto a visionare gli atti che hanno portato al suo licenziamento.

De Luca contrattacca

Ed è a questo punto che De Luca passa al contrattacco spiegando che l’accesso agli atti farà emergere in modo più chiaro le responsabilità di Iacomelli nella crisi dei rifiuti di novembre “ Emergerà la negligenza del Direttore Generale per non avere dotato la Messina Servizi dei contratti di manutenzione necessari per la riparazione dei mezzi con conseguente blocco di quasi tutti i mezzi nel novembre 2018, e la mancata individuazione degli obiettivi strategici per la gestione del servizio, consistente nella mancata approvazione del Piano Industriale. Messina si è così trovata a vivere una situazione di crisi e per uscirne il D.G. ha noleggiato altri mezzi, pagando i relativi costi, per sopperire alla mancanza di una ordinaria attività di programmazione. Mi sono sempre chiesto quali fossero le ragioni che hanno impedito a Iacomelli di eseguire il suo lavoro, visto che dichiarava di lavorare tutto il giorno. Ho scoperto che che aveva un contratto da dirigente per il quale la MessinaServizi si impegnava a pagargli un compenso di € 188.000,00 lordi all’anno, mentre lui impiegava gran parte del suo tempo per svolgere un’altra attività”.

I 18 giorni al mese

De Luca ricorda come il 10 maggio dello scorso anno l’ex Amministratore Unico di Messina servizi Beniamino Ginatempo aveva autorizzato Iacomelli a svolgere attività autonomo da libero professionista da prestare “solo ed esclusivamente fuori dall’orario di lavoro prestato come Direttore Generale alla MessinaServizi Bene Comune”. Il giorno dopo quella lettera, e cioè l’11 maggio, Iacomelli sottoscriveva un contratto di collaborazione con la SOGESID S.p.A. Per svolgere questo incarico, Iacomelli ha dichiarato di avere lavorato per la SOGESID S.p.A. circa 18 giorni al mese, emettendo fatture, regolarmente pagate dalla società, di € 3.700,00 oltre IVA ogni mese.

Contestualmente, negli stessi giorni- prosegue il sindaco– lavorava anche per la MessinaServizi percependo il relativo compenso, che dunque si sommava a quello erogato dalla SOGESID. Ogni mese Iacomelli percepiva € 7.411,60 lorde da MessinaServizi e 3.700,00 euro dalla Sogesid, lavorando in contemporanea per entrambe le società. Ecco spiegata una delle ragioni dei ritardi, delle dimenticanze, del DG, occupato a lavorare per la Sogesid mentre si trovava nei locali aziendali della MessinaServizi per ricordarsi di indire le gare per reperire i mezzi necessari alla raccolta e per acquistare le attrezzature necessarie, ma sempre pronto a scaricare ogni responsabilità sugli altri”.

Il sindaco precisa di non essere mai stato informato dal manager dell’incarico romano anche perché, qualora lo avesse fatto, l’amministrazione gli avrebbe richiesto una scelta, alla luce del fatto che un mese è composto di 30 giorni e destinarne 18 agli impegni con la Sogesid avrebbe causato disservizi e disagi. Del resto Ginatempo aveva autorizzato Iacomelli per un secondo incarico purchè questo venisse espletato al di fuori dell’orario di lavoro per la MSBC.

Risarcimento danni

De Luca ha quindi deciso d’integrare l’esposto presentato in Procura il 5 dicembre con una richiesta di risarcimento per il danno all’immagine patito da Messina per la crisi di novembre e sta valutando anche l’ipotesi di danno erariale.

Il ritardo che l’ex DG ha causato nella predisposizione di tutti gli atti gestionali necessari per avviare la raccolta differenziata ha costretto il CdA della MessinaServizi a lavorare a ritmi sostenutissimi, assumendosi il rischio del mancato raggiungimento degli obiettivi senza averne alcuna responsabilità”.

Iacomelli vuol avviare tentativo giudiziale per illegittimo licenziamento chiedendo 500 mila euro? Il sindaco replica con istanza di risarcimento danni per 5 milioni.

Rosaria Brancato

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