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Due strade per due donne messinesi: Lucia Natoli e Celeste Brancato

Redazione

Due strade per due donne messinesi: Lucia Natoli e Celeste Brancato

lunedì 14 Giugno 2021 - 07:25

Via libera della Commissione Toponomastica. Le richieste presentate dal Garante per l'infanzia e l'adolescenza

Due strade per due donne messinesi. Con la votazione della neo Commissione Toponomastica nel corso della seduta che si è tenuta nei giorni scorsi, l’intitolazione di due strade della città a Lucia Natoli ed a Celeste Brancato, è più vicina.

Lucia Natoli e Celeste Brancato

Due donne diverse, che hanno operato in campi diversi, ma che rappresentano un punto di riferimento culturale e professionale per tanti adolescenti e giovani messinesi. Lucia Natoli, instancabile operatrice nel sociale per i diritti dei minori e contro la violenza sulle donne, è morta nel rogo del Rifugio del Falco il 22 agosto 2007; Celeste Brancato, attrice di teatro e autrice di numerosi testi di denuncia, è morta di cancro il 10 ottobre 2009.

La richiesta

E’ stato il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Messina, Fabio Costantino, a presentare nell’ottobre del 2019 le due istanze, supportate da numerose associazioni: “Ho proposto l’intitolazione di due strade per due donne messinesi- ha dichiarato Costantino– E’ importante rafforzare segni identificativi con la città e dare ai nostri adolescenti punti di riferimento culturali e professionali con cui identificarsi per raggiungere obiettivi culturalmente significativi”. La precedente Commissione Toponomastica ha esitato nel 2020 la delibera d’intitolazione a Lucia Natoli di una strada tra la via Palermo e il viale Giostra.

Il sì della Commissione

Nei giorni scorsi invece la nuova Commissione Toponomastica (presidente Nino Interdonato, componenti Giuseppe Schepis, Antonella Russo, Giandomenico La Fauci e Giovanni Caruso), ha approvato l’intitolazione dell’attuale Via Gorizia a Ganzirri a Celeste Brancato. Adesso i passaggi successivi saranno in giunta ed in prefettura.

Lucia Natoli

Il Garante Costantino ha richiesto l’intitolazione di una via alla dottoressa Lucia Natoli per meriti professionali e scientifici a favore di minori in stato di bisogno e donne vittime di violenza.Lucia Natoli si è contraddistinta, per dedizione e alta professionalità riconosciuta in tutto il territorio italiano, per la valutazione, il trattamento e la prevenzione della devianza giovanile penalmente rilevante. Quando è morta, nel tragico rogo del Rifugio del Falco il 22 agosto del 2007, ricopriva il ruolo di Direttore dell’Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni – Ministero della Giustizia di Messina. Iscritta all’Ordine Regionale degli Psicologi, all’Ordine delle Assistenti Sociali, era Specializzata in “Terapia Sistemico Relazionale” e  in “Mediazione Familiare”.

Grazie alla Dott.ssa Natoli la prestigiosissima scuola anglosassone Tavistock Clinic di Londra ha ottenuto, a Messina, la sede ufficiale dove svolgere la sua attività di ricerca e formazione, presso l’ Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni. E’ stata professore a contratto di “Psicologia della Famiglia” presso l’Università degli Studi di Messina e  Tutor Universitario di numerosissimi tirocinanti in “Servizio Sociale”.

Le pubblicazioni

E’ stata autrice di numerose pubblicazioni nella rivista “Autonomie Locali Servizio Sociale” edita dalla Casa Editrice il Mulino e coautrice di testi studiati dai giovani assistenti sociali. Proprio in questa rivista presentò il “Protocollo sulla valutazione dei minori autori di reato sessuale” che è a tutt’oggi utilizzato presso l’Ufficio (USSM Messina) da lei presieduto sino alla sua morte.

I Centri antiviolenza

Già da studentessa universitaria, insieme alla compianta Prof.ssa Antonella Cocchiara ed altre professioniste di Messina, fondò tra i primi consultori familiari in Italia avviando quello che sarebbe diventato un modello per la prevenzione sanitaria e sociale per le donne ed i cittadini in condizione di bisogno. E’ stata tra le fondatrici dei primi Centri antiviolenza in Italia ed ha contribuito fattivamente alla fondazione e all’apertura del Centro Antiviolenza di Messina contribuendo anche alla formazione dei primi operatori volontari.

I progetti, i protocolli

E’ stata la promotrice del primo “Protocollo d’Intesa Prefettizio sull’Abuso Sessuale” a tutt’oggi in vigore a Messina. Grazie a questo strumento tutti i servizi si sono messi in rete per la valutazione ed il sostegno dei minori vittime di abuso. Nel 2002 assunse la Direzione dell’Ufficio servizio sociale per i minori avviando un percorso con la Magistratura Minorile rivolta al trattamento innovativo dei minori autori di reato. Tra i più conosciuti ed esportati in Italia è il “Progetto sull’amico esperto” citato in molte monografie del settore. Tale progetto ha ispirato il modello di “Educativa Domiciliare” per minori e famiglie in stato di necessità che lo stesso Comune di Messina ha inserito tra i suoi progetti d’intervento per la prevenzione ed il recupero sociale. Lo stesso modello è stato ripreso da prestigiose cliniche universitarie ed applicato anche agli interventi educativi e sanitari domiciliari anche con bambini affetti da disturbo dello spettro autistico.

Un esempio per tutti

La Dott.ssa Lucia Natoli rappresenta, per gli operatori della Giustizia e dei Servizi Sociali, un riferimento a tutt’oggi attualissimo. Ha avuto numerosi allievi che a tutt’oggi la ricordano e la citano nei contesti professionali dove operano. E’ stata apprezzata dal Dipartimento Giustizia Minorile che per i suoi meriti professionali e scientifici e per il prestigio che ha dato all’Istituzione, Le ha intitolato, nei propri locali, il “Centro di Prima Accoglienza per Minori” ( Centro di detenzione per minori che attendono la convalida dell’arresto).

Apprezzata in Italia

Nell’estate del 2007, pochi giorni prima di morire, aveva concluso un importante accordo con la cattedra di “Psicologia Dinamica” dell’ Università “La Sapienza” di Roma che avrebbe svolto, insieme all’Ufficio da lei diretto, una ricerca-intervento innovativa sui “Sistemi di Attaccamento nei minori autori di reato”. Purtroppo con la sua morte questo progetto è stato sospeso. “Ritenevo importante riconoscere ad una grande professionista e studiosa  apprezzata in tutta Italia- ha spiegato Costantino– il suo impegno, la sua umanità e professionalità a favore dei minori in stato di bisogno e/o pregiudizio di Messina e d’Italia”.

Celeste Brancato

Allo stesso modo, secondo il Garante per l’Infanzia e l’adolescenza del Comune di Messina, anche Celeste Brancato, in un settore diverso, rappresenta un vanto e un solido punto di riferimento per i tanti giovani che sognano di poter avere un’occasione nel mondo del teatro e del cinema. La sua solida formazione teatrale, la sua grande cultura e soprattutto la determinazione che ha caratterizzato il suo percorso artistico, sin da quando, appena diplomata, ha lasciato la città per migliorare e coltivare il suo talento, rendono Celeste Brancato un modello da seguire ed imitare per i giovani artisti. Celeste Brancato si è diplomata alla Bottega Teatrale di Firenze diretta da Vittorio Gassman nel 1989 distinguendosi per le Sue eccellenti doti artistiche sia nel tragico che nel comico.

Una vita per il teatro

Tra le sue interpretazioni più significative sono da ricordare quelle di Isabella ne L’Illusion comique di Pierre Corneille (protagonista femminile accanto a Sandro Lombardi) con la regia di Giancarlo Cobelli, Placida ne La bottega del caffè (accanto a Paolo Bonacelli) diretta da Gigi Dall’Aglio, Ayola in Donna Rosita nubile di Federico García Lorca (accanto a Renato Carpentieri) diretta da Cesare Lievi, Nuda Gratuita in Pausa di Luciano Melchionna diretta dallo stesso Melchionna, Giocasta in Edipo re di Sofocle diretta da Marco Maltauro, Caterina in Senso di Luca De Bei (accanto a Maria Paiato e Salvatore Palombi) con la regia di Giampiero Cicciò.

Tv, cinema

In teatro è stata inoltre diretta, tra gli altri, da Antonio Latella, Ninni Bruschetta, Attilio Corsini, Claudio Insegno, Daniela Giordano, Massimo Belli. In televisione è stata Mara Sciacca nelle serie televisive di Rai 3 La squadra e La nuova squadra e nel 19922 è tra gli interpreti del film Il ladro di bambini di Gianni Amelio. Nel 2009 a soli quarant’anni è morta a Roma a causa di un tumore.

I suoi scritti

Ha lasciato quattro spettacoli teatrali da lei scritti e interpretati: Una Donna Vissuta. Molto e Una Donna Vissuta. Rivista e Correta (monologo); Rotta di Collusione (monologo); Saponara Marittima – San Giovanni Rotondo, andata e ritorno (Monologo); la Scommessa (per quattro personaggi) e due opere incompiute: Una Farfalla, New York, Tokio e Morlupo e Certo che mi Arrabbio.

Il Premio Celeste Brancato

Nel 2010 il festival MArteLive ha istituito il Premio Speciale “CELESTE BRANCATO”. I testi di Celeste Brancato hanno emozionato il pubblico di molti teatri italiani grazie alla sua pungente ironia e alla sua profonda umanità.

I miei occhi cambieranno

Dal monologo “Certo che mi arrabbio”, scritto nei mesi della sua malattia e rimasto incompiuto, è stato tratto lo spettacolo “I miei occhi cambieranno” interpretato da Federica De Cola e diretto da Gianpiero Cicciò. E’ un testo che da anni viene portato in scena in tutta Italia ed anche all’estero, (tra gli altri il Quirino di Roma, Brancaccino di Roma, Vittorio Emanuele di Messina, Teatro Montecarlo di Lucca, Teatro del Principato di Monaco, Festival della Versiliana, il Metastasio di Prato), riscuotendo non soltanto successo di critica e di pubblico, ma comportando in taluni casi anche cambiamenti di mentalità da parte degli stessi oncologi ed operatori sanitari. Al Policlinico di Messina, per fare un esempio in seguito alla rappresentazione dello spettacolo, alla quale hanno assistito tutti i medici e gli specializzandi, è stata rivoluzionata l’organizzazione dell’accoglienza e sono state eliminate le camere con più posti letti.

Un esempio per i giovani

Celeste Brancato non è stata solo un’ artista ed autrici di testi teatrali riconosciuta in Italia  ma con i suoi scritti,  ha contribuito ad attivare un serio dibattito e riflessione sul periodo adolescenziale e sulla umanizzazione delle cure. “Celeste Brancato- scrive Costantino–  è un esempio per i giovani messinesi che credono nel loro talento e che, per costruire il loro sogno, sono pronti ad affrontare enormi sacrifici e a non risparmiarsi nell’impegno. Le nuove generazioni hanno il diritto/necessità a trovare modelli positivi a cui ispirarsi per la ricerca del loro riscatto e della loro realizzazione.  Ogni anno molti giovani lasciano la nostra amata città per ricercare la speranza di un lavoro che spesso si rivela al di sotto delle loro stesse aspettative”.

Dispersione scolastica

Messina è ai primissimi posti nella percentuale di minori che non frequentano la scuola anche se in obbligo scolastico. Il tasso di dispersione scolastica a Messina, nella fascia di età che va dal 15 ai 18 anni, sfiora il 38% a fronte di una media nazionale che si aggira intorno al 14,4 %.

I messaggi positivi

Figure come Celeste Brancato, per la sua abnegazione allo studio e all’arte, può rappresentare per i bambini ed i giovani di Messina un punto di riferimento autorevole e positivo, nonché un segno di riconoscenza della città ad una delle sue figlie più talentuose. Il teatro Vittorio Emanuele di Messina, ha istituito la Compagnia Celeste dell’Ente, ritenendo quindi che potesse rappresentare un modello per le nuove generazioni a cui ispirarsi per seguire il sogno di diventare artisti. I suoi scritti, sono pregni di messaggi positivi rivolti ai giovani, all’umanizzazione delle relazioni e delle cure, ad una visione della vita e dell’impegno che passa attraverso il sacrificio, la scuola , la cultura.

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Un commento

  1. Mi piace sapere che questa iniziativa imprima nel tempo ,intitolando due vie a queste due giovani donne prematuramente scomparse , il loro nome a memoria perenne……quel tempo che è stato crudele con loro ,stroncando tutto ciò che di bello potevano ancora fare…..non conoscevo la storia di queste due donne che sicuramente non saranno mai dimenticate da chi le ha amate ,ma nello stesso tempo ,non saranno mai dimenticate da chi non le ha neanche conosciute tramite i loro scritti ,tramite queste vie che ricorderanno la figura di queste artiste….. si ,perché l’arte a cui entrambe appartenevano in un modo diverso dall’ altro ,è ETERNA ,lascia le sue tracce per farsi sempre conoscere a chi non conosce……quando mi capita di leggere un libro di un autore o autrice scomparsa,quando ascolto musica di un autore che non c’è più,ecco che penso …..”non muore mai chi ha vissuto nell’ arte, proprio perché fa parte di quell’ eterno che resta incancellabile così come accade per le gesta degli eroi ……. tutti gli altri siamo destinati all’ oblio…… gli scritti,le canzoni e tutto ciò che è arte in generale ,sono le uniche cose che il tempo, mantiene nel tempo….e ancora di più lo sono le vie intitolate perché diventano memoria storica della città che ha dato loro i natali.

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