"È isolato", De Luca attacca Schifani e punta a essere l'anti-La Vardera in Sicilia

“È isolato”, De Luca attacca Schifani e punta a essere l’anti-La Vardera in Sicilia

Marco Olivieri

“È isolato”, De Luca attacca Schifani e punta a essere l’anti-La Vardera in Sicilia

lunedì 26 Ottobre 2026 - 06:35

Sfida populista per la Regione? I due potrebbero essere i candidati rispettivamente del centrodestra e centrosinistra, mal di pancia permettendo nelle coalizioni

SICILIA – Una sfida populista all’orizzonte per la Regione siciliana? Cateno De Luca per il centrodestra, se l’ipotesi del vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè o della riconferma di Schifani dovessero saltare, e Ismaele La Vardera per il centrosinistra, è tutt’altro che impossibile.

Anzi, lo scenario è plausibile, anche se è ancora tutto in divenire. Da una parte il campo largo dovrà trovare convergenza su un nome adeguato per guidare la coalizione progressista, con o senza primarie. Sia che si voti per le politiche e le regionali in anticipo, in primavera, sia alla scadenza naturale autunnale, non manca molto. E Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, non intende fare un passo indietro a meno che non ci sia un nome autorevole che scompagini le carte.

De Luca prende le distanze da Schifani

Nel frattempo, il presidente della Regione Renato Schifani precisa: “Basta fake news su di me. Intendo completare il mio mandato e portare la Sicilia al voto a novembre del prossimo anno, rispettando l’impegno assunto con i siciliani”. E da parte sua De Luca, dopo la svolta di stampo trasformistico con Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, ha marcato le distanze dall’ex “padre nobile”: “La solitudine nella quale si è arroccato il presidente Renato Schifani lo sta portando a rilasciare dichiarazioni palesemente non consone a un’istituzione. Non so se Schifani si lasci andare a certe dichiarazioni perché gli è stata notificata l’esclusione della sua candidatura al Csm (che può essere presentata da 10 parlamentari), o se le utilizzi per minacciare dimissioni e ottenere altri posizionamenti. In ogni caso, è una bagarre interna al centrodestra siciliano che non mi riguarda”.

E ancora: “Ricordo a Schifani che si può andare anticipatamente al voto con le dimissioni contestuali di 36 deputati all’Ars. Inoltre, la naturale scadenza della legislatura è prevista per settembre e non a novembre come scrive lui: per Schifani sono cinque anni ‘senza Iva’, quindi l’orizzonte massimo resta settembre. E qualora volesse davvero farci questo ‘regalo’ e portarci alla naturale scadenza, ne sarei felice: ci confronteremo in Sicilia ad armi pari, senza la spinta trainante delle liste nazionali”.

“Il movimento Sindaci d’Italia la vera novità nazionale”

“È semplicemente ripugnante – sostiene il leader di Sud chiama Nord – constatare come, per l’ennesima volta, la nostra terra venga trattata come una pura merce di scambio per le carriere e i destini personali di qualche politico romano o palermitano. Da parte mia, ho già rinunciato da tempo a qualsiasi ipotesi di ruoli o paracaduti nazionali, perché il mio unico desiderio è servire la mia terra. Io ho un obiettivo chiaro e, insieme ai siciliani, ci riusciremo: svolgere il ruolo di sindaco di Sicilia”.

Per De Luca, “l”intesa che stiamo costruendo con il movimento Sindaci d’Italia rappresenta una vera novità nel panorama politico nazionale. Anche le indicazioni che arrivano dai sondaggi vanno in questa direzione e confermano che abbiamo saputo fare la scelta giusta”. E lo ha dichiarato in occasione della presentazione ufficiale del movimento politico popolare e federativo Palermo Futura – Capitale del Mediterraneo, promosso da Totò Lentini, ex deputato regionale, e Felice Coppolino, presidente di Unicoop Sicilia.

“Il percorso che stiamo costruendo sul piano nazionale non modifica i nostri obiettivi in Sicilia. La nostra ambizione resta quella di costruire un’alternativa credibile per il governo della Regione, attraverso un progetto politico fondato sul pragmatismo, sulla competenza amministrativa e sulla capacità di dare risposte concrete ai territori. Ho già dichiarato più volte che il mio sogno è quello di guidare la Regione siciliana. È un obiettivo sul quale continuiamo a lavorare, nella consapevolezza che occorre costruire le condizioni politiche e programmatiche per affrontare questa sfida”, ha ancora una volta evidenziato il capo politico di ScN.

La possibile sfida in Sicilia tra De Luca e La Vardera e i mal di pancia nelle coalizioni

Anche se punta nell’isola a dividere le forze politiche tradizionali, non è impossibile pensare a un De Luca candidato per il centrodestra in Sicilia dopo l’alleanza nazionale con il partito di Giorgia Meloni. O, in alternativa, a un’alleanza con un ruolo prestigioso per l’ex Scateno. E sull’altro versante potrebbe esserci l’ex “figlioccio”, nato politicamente in Sud chiama Nord: Ismaele La Vardera. Ancora è un’ipotesi ma le debolezze dei partiti possono favorire una sfida ad alto impatto mediatico.

Di certo, andranno superati i mal di pancia e i veti di alcune forze politiche in entrambi gli schieramenti: in primis, nel centrodestra, quelli della Lega. Nel centrosinistra, le perplessità di centristi e di una parte del Pd. Ma tutto può ancora accadere. Quello che manca è una solida classe dirigente. La crisi della politica, quando non genera mostri, determina però figure deboli e profili spesso non all’altezza.

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Un commento

  1. Ma la smettiamo ?
    Possiamo essere più concreti ?
    Questo è un progetto per conquistare una posizione politica, e basta.
    Bisogna che ognuno di noi scelga se gli sta bene o meno.
    Appena pubblicato (su giornali locali) che ScN vince a Messina “grazie ai voti di destra e di sinistra”.
    Dunque: chi guida i vari partiti, non rispetta i cittadini come persone.
    Tutto qui.

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