Una indecisione quella di Tridico, che molto probabilmente in queste ore si potrebbe trasformare in un rifiuto ufficiale
Il centrosinistra calabrese è fermo al palo perché ancora non sa se l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Pasquale Tridico, sarà il candidato contrapposto a Roberto Occhiuto.
Un’attesa che sta logorando il “campo largo”, anche perché più passano i giorni e le ore, più si avvicina la data del 5 e 6 settembre, termine entro il quale bisogna presentare liste e firme.
Un’attesa, determinata dal traccheggiamento di Tridico che in primo luogo deve valutare se abbandonare il seggio a Bruxelles, con tutti i suoi incarichi e benefici, per lanciarsi in una sfida politica regionale estremamente complessa. Anche se nella eventualità di una vittoria, guidare la Calabria significherebbe esporsi a rischi enormi. Basti pensare che, da Chiaravalloti in poi, quasi tutti i presidenti regionali si sono ritrovati con avvisi di garanzia.
Il secondo dato è strettamente legato al primo, e va considerato lo scenario interno al Movimento 5 Stelle. Tridico, infatti, farebbe parte di quella fronda che punta a ridimensionare il ruolo di Giuseppe Conte. Proprio per questo Conte gli avrebbe “passato il classico cerino acceso”.
E poi c’è anche un sondaggio commissionato dal Movimento 5 Stelle (cosa inedita e poi pagato da chi?). Infatti, tra i quesiti posti dall’istituto incaricato, BiDiMedia, figurano tre nomi di possibili candidati alla presidenza della Giunta regionale della Calabria, sottoposti agli intervistati contattati via e-mail: il presidente uscente del centrodestra Roberto Occhiuto, Pasquale Tridico e del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, caldeggiato da più parti prime di estrarre dal cilindro l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle.
Segno evidente della confusione che regna nel partito guidato da Giuseppe Conte, confermato anche dall’inserimento dello stesso Stasi tra i nomi del sondaggio. Una indecisione quella di Tridico, che molto probabilmente in queste ore si potrebbe trasformare in un rifiuto ufficiale. E questo porterebbe ad un ulteriore logorio di una coalizione, quella di centrosinistra, con un candidato che sarà individuato all’ultimo minuto (visto e considerato che tra 15 giorni bisognerà presentare le liste) non appare frutto di una visione, ma di un ripiego. E se il messaggio che si manda è anche quello di un fronte diviso, confuso e incerto, la partita con Occhiuto è già persa prima ancora di cominciare.
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