Eredità contesa tra fratelli, la sentenza sulla "guerra" a Letojanni

Eredità contesa tra fratelli, la sentenza sulla “guerra” a Letojanni

Alessandra Serio

Eredità contesa tra fratelli, la sentenza sulla “guerra” a Letojanni

giovedì 16 Luglio 2026 - 08:58

La Cassazione scrive la parola fine ad una lunga vicenda giudiziaria, ecco il verdetto per una 52enne dal cognome noto

Messina – Si chiude con l’assoluzione il lungo calvario giudiziario per una 52enne di Letojanni, denunciata dal fratello per una lunga serie di reati gravi, dall’estorsione allo stalking, ma rivelatasi innocente davanti ai giudici. Sullo sfondo, ricostruiscono i giudici in sentenza, c’è lo scontro tra fratelli per una casa rimasta in eredità dalla madre e l’ingerenza all’interno della vicenda del fidanzato “poco raccomandabile” della donna, che ha contribuito a complicare la vicenda.

Guerra tra fratelli, la sentenza

La Sesta sezione della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna della 52enne di Letojanni, accogliendo il ricorso del difensore, l’avvocato Dario Cocivera e assolvendola nel merito. L’accusa per la donna, inizialmente condannata a 6 mesi in primo grado, era già stata riqualificata da estorsione a stalking in esercizio arbitrario delle proprie ragioni e lei era stata assolta per particolare tenuità del fatto. Assoluzione che il legale ha impugnato, ottenendo che venisse scagionata nel merito. Nel frattempo il fratello l’aveva anche denunciata per calunnia, per le dichiarazioni da lei rese in una fase del processo – usate per spiegare perché tra loro era lievitato lo scontro, dopo la morte della madre – ma anche questo procedimento era stato archiviato.

La piazzata in albergo

Il periodo più duro dello scontro in famiglia risale al 2022 quando, al culmine delle difficoltà per la donna, l’allora fidanzato di lei si presenta dal cognato, che gestisce una struttura ricettiva, per rivendicare quanto lei crede le spetti, dei beni lasciati dalla madre. L’uomo si scaglia con un casco contro il lunotto dell’auto del cognato e gli fa arrivare messaggi poco rassicuranti. Da qui la denuncia per stalking ed estorsione che il malcapitato sporge insieme alla moglie, assistito dall’avvocato Giovanni Villari, raccontando del crescente clima di paura. Per la sorella e il compagno scatta quindi il divieto di avvicinamento alle due parti civili.

Dalla denuncia all’assoluzione

Al processo però il fidanzato patteggia e confessa: ha fatto tutto da solo, lei non c’entra nulla con i messaggi e i gesti di minaccia nei confronti del fratello. Intanto i giudici la ascoltano, la interrogano ed emerge lo scontro col fratello, dovuto a crediti che la donna effettivamente percepisce di avere. Adesso l’assoluzione nel merito della Suprema Corte che la scagiona definitivamente.

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