Umorismo e drammaticità trovano un equilibrio in questa reinterpretazione dell'opera di Luigi Capuana a cura di Turi Giordano.
Il Gruppo d’Arte “Sicilia Teatro” ha salutato ieri il pubblico di Espressione Teatro con l’ultima replica della rappresentazione teatrale “Lu cavaleri Pidagna”, uno spettacolo a cura di Turi Giordano basato sull’omonima opera di Luigi Capuana.
Il cavaliere Roberto Pidagna (Renzo Conti), gentiluomo in città da tutti stimato e rispettato, da anni non vede e non sente la figlia Lia, che ha disconosciuto in seguito alla fuga romantica di questa con uno studente squattrinato. Rimasta vedova e con due figli a carico, la giovane donna vorrebbe tentare una riconciliazione, ma temendo le ire del padre cerca nel notaio e nel parroco, intimi amici di questo, due intermediari. Anche l’anziana domestica (Fiorella Tomaselli), profondamente legata alla sua “signurina”, interviene, nel tentativo di incoraggiare il padrone al riavvicinamento. Questi, però, non sente ragioni ed invaghitosi frattanto di una giovane “canzonettista” di varietà, accecato dalla passione intende sposarla e lasciare a lei l’intero patrimonio. Solo la comparsa dei due nipotini, introdotti con l’astuzia nella casa, riuscirà a commuovere l’animo del protagonista che, rinunciando infine all’orgoglio, ritroverà il calore degli affetti perduti.
Lo spettacolo si attiene sostanzialmente alla trama originale dell’opera di Capuana, alla quale la regia non ha apportato che qualche marginale cambiamento finalizzato alle proprie intenzioni comunicative. L’ambientazione della storia è stata infatti spostata temporalmente di qualche decennio e collocata negli anni Trenta del secolo scorso, per permettere l’inserimento di alcuni spunti satirici legati alla realtà storico-politica del fascismo. Nei dialoghi del protagonista con il curato e il notaio, l’umorismo semplice con cui i tre compaesani canzonano affettuosamente le reciproche debolezze conferisce allo spettacolo una vena di comicità, magistralmente calibrata per accordarsi con il pathos di talune altre scene. Anche la drammaticità è infatti parte integrante del teatro siciliano, tra i cui rappresentanti il direttore artistico Tino Pasqualino ha enumerato anche Verga e Pirandello. A questo proposito, straordinaria Elisa Franco nei panni di Lia, che con monologhi di accorata intensità è riuscita a bagnare gli occhi del pubblico ed a ricordare come l’arte sia una finzione che si nutre di emozioni autentiche.
In definitiva, senza essere appesantita da tinte eccessivamente liriche, la rappresentazione è riuscita a toccare ed insieme a divertire il pubblico, per una riuscita complessiva assolutamente gradevole.
Il merito va tanto alla regia quanto alla direzione ed al cast, che ci auguriamo di rivedere prossimamente in una nuova esibizione.
