Estorsione ai dipendenti, 4 imprenditori arrestati a S. Teresa. Sequestrati 200 mila euro VIDEO - Tempostretto

Estorsione ai dipendenti, 4 imprenditori arrestati a S. Teresa. Sequestrati 200 mila euro VIDEO

Alessandra Serio

Estorsione ai dipendenti, 4 imprenditori arrestati a S. Teresa. Sequestrati 200 mila euro VIDEO

giovedì 21 Luglio 2022 - 09:43

Secondo l'accusa i Saglimbeni si facevano restituire dai lavoratori di alcuni supermercati parte della busta paga.

MESSINA – Sono componenti di una famiglia imprenditoriale in vista nel comprensorio jonico i 4 arrestati alla fine dell’inchiesta della Tenenza della Guardia di Finanza di Taormina, ai comandi del capitano Angelo Schillaci, sui rapporti tra una delle imprese e i dipendenti. E scatta anche il sequestro fino a 185 mila euro di somme rinvenute su conti correnti per auto riciclaggio attraverso l’acquisto di terreni.

Ai domiciliari sono andati Carmelo Saglimbeni (74 anni), Domenico Saglimbene (70), Provvidenza Saglimbeni (49) e Carmen Saglimbeni (43). Al centro degli accertamenti, la società Top Market. Il PM Stefania La Rosa, titolare del caso, aveva chiesto anche la misura cautelare per il consulente del lavoro, ma il giudice per le indagini preliminari Tiziana Leanza ha rigettato la richiesta. I quattro sono difesi dagli avvocati Antonio Scarcella e Massimo Principato.

Associazione a delinquere finalizzata all’estorsione ed autoriciclaggio, violazione delle normative sul lavoro i reati contestati a vario titolo.

Ad incastrarli, secondo gli investigatori, sono i pizzini rinvenuti nella contabilità, nei quali sono appuntati nomi e cifre che fanno pensare che i titolari si facevano restituire dai lavoratori parte della busta paga. Facendo leva sullo stato di bisogno dei dipendenti, poi, li vessavano con lavoro extra orario e nei giorni di riposo.

Proprio i “pizzini” hanno fatto scattare le intercettazioni telefoniche che hanno rivelato che “minacce e soprusi”, scrivono gli inquirenti, erano diventati “un vero e proprio modus operandi”: chi non voleva starci sarebbe stato licenziato o mai assunto.

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2 commenti

  1. Un giorno si e uno no scoprite l’acqua calda!!! A Messina e provincia succede di frequente! Di fronte ai sotterfugi utilizzati, noi dipendenti o ci stiamo o ci cerchiamo un altro lavoro che comunque ci porterebbe a questo. Solo nello Stato non succede ed ecco perchè si verifica la corsa a qualunque posto statale, comunale etc.

    I metodi sono disparati… in alcuni posti nelle buste paga ci sono caricate assenze ingiustificate cioè non retribuite e quindi a fine mese, dopo che ormai non possono esserci controlli, ti trovi 200/300 euro in meno in busta paga e per ogni operaio è una bella cifra. In altre aziende si assume part time e ti danno il resto in nero… sembra buono ma in realtà perdi ogni benefit che il governo mette perchè l’accordo è arrivare ad un tot oltre la busta paga e quindi rimangono al datore. Poi c’è la restituzione di parte dello stipendio volontariamente, possibilmente in nero al datore, accordi con orari differenti dai contratti, ferie mai prese e non retribuite, etc. noi operai dobbiamo ‘mpuzzare e farcelo piacere… o denunciare e non lavorare più.

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  2. Alcuni datori di lavoro sono peggiori dei delinquenti comuni, dovrebbero ritirare le licenze per sempre ,e metterli in carcere! Poi si lamentano che non trovano lavoratori per colpa del reddito di cittadinanza!la gente è stanca di essere sfruttata per portare un pezzo di pane a casa! Ladroni 😡

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